Paul Beynet

Étienne Paul Émile Marie Beynet

Delegato generale della Francia Libera nel Levante
Durata mandato23 gennaio 1944 –
1º settembre 1946
PredecessoreJean Helleu
Successorefine della carica

Dati generali
UniversitàÉcole spéciale militaire de Saint-Cyr
ProfessioneMilitare
Étienne Paul Émile Marie Beynet
NascitaChâtillon-en-Michaille, 29 ottobre 1883
MorteAnnecy, 9 aprile 1969
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Francia libera (bandiera) Francia libera
Forza armataArmée de terre
ArmaFanteria
CorpoTruppe coloniali
Anni di servizio1906-1946
GradoGenerale d'armata della riserva
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1914-1918)
BattaglieBattaglia delle Alpi Occidentali
Decorazionivedi qui
Studi militariÉcole spéciale militaire de Saint-Cyr
dati tratti da Étienne Paul Émile Marie Beynet[1]
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Étienne Paul Émile Marie Beynet (Châtillon-en-Michaille, 29 ottobre 1883 – Annecy, 9 aprile 1969) è stato un generale francese, particolarmente distintosi nel corso della Grande Guerra e della seconda guerra mondiale. Insignito della Gran croce della Legion d'onore, della Croix de guerre 1914-1918 con sette palme e tre stelle e della Croix de guerre 1939-1945 con palma[2][3].

Biografia

Nacque a Châtillon-en-Michaille, nel dipartimento dell'Ain,, il 29 ottobre 1883, figlio di Louis Frédéric, capitano di artiglieria, e di Marie Catherine Emilie Lacroix.[2][4] Frequentò l'École spéciale militaire de Saint-Cyr, Promozione du Centenaire d'Austerlitz, uscendone con il grado di sottotenente assegnato alla fanteria.[2]

Si distinse come capitano di fanteria durante la prima guerra mondiale. Fu in particolare il primo ufficiale comandante del 114° Battaglione cacciatori alpini, formato nel marzo 1915.[5]

Dopo la fine della Grande Guerra, la sua carriera progredì rapidamente: fu promosso maggiore nel 1927, tenente colonnello nel 1932, colonnello nel 1935 e poi generale di brigata il 25 giugno di quell'anno.[4] Era presente in Siria, allora sotto mandato francese, nel 1927 e lì prestò servizio come capo di stato maggiore delle truppe nel Levante dal 1° luglio 1930.[6] Charles de Gaulle era allora uno dei suoi subordinati: comandante di battaglione, dirigeva lì il Troisieme Bureau.[7][8] Dopo un periodo durante il quale fu distaccato presso il Centro per gli Alti Studi Militari, prestò poi servizio come governatore militare di Briançon dal 10 aprile 1936 al 24 gennaio 1938.[2][9] In quella data gli fu affidato il comando provvisorio della Divisione di Algeri fino al 2 settembre 1939, e fu in questa posizione che venne nominato generale di divisione il 23 settembre 1938.[2]

Al suo ritorno nella Francia continentale, comandò l' 81ª Divisione fanteria dal 2 settembre fino alla fine al 27 novembre 1939, poi il XIV Corpo d'armata (parte dell'Armée des Alpes del generale René Olry) fino al 6 luglio 1940, alla cui testa fermò l'avanzata dell'esercito italiano nei settori fortificati della Savoia e del Delfinato, il più settentrionale (Uriage-les-Bains, quartier generale del posto di comando, Saint-Paul-sur-Isère, San Giovanni di Moriana, Embrun, La Roche-de-Rame, ecc.).[2][10]

Il 6 luglio 1940 il governo di Vichy lo rimandò in Algeria dapprima come vicecomandante, e poi come comandante del XIX Corpo d'armata, che comprendeva tutte le unità militari ivi presenti e costituiva il nucleo dell'Esercito d'Africa.[2] Nominato generale di corpo d'armata il 20 febbraio 1941, guidò la delegazione francese alla Commissione per l'armistizio a Wiesbaden dal 17 settembre dello stesso anno al 1 febbraio 1942.[2] Con la sua controparte, il generale tedesco Oskar Vogl lavorò alla riorganizzazione della polizia francese, e creò un programma per rafforzare le forze dell'Africa Occidentale Francese, destinato a contrastare il passaggio maggioritario di truppe dell'Africa Equatoriale Francese alla Resistenza: ottenne così la creazione di un 8° Reggimento fanteria leggera africana.[8][11] Collocato nella sezione di riserva il 28 ottobre 1942, abbandonò Vichy e si mise in contatto con il colonnello Passy, capo della BCRA.[2][8] Volò a Londra, dove il generale de Gaulle lo ricevette con piacere, e si unì alle Forze della Francia Libera il 26 marzo 1943.[4][8][12][13]

In seguito, de Gaulle gli affidò missioni diplomatiche: diresse la missione militare francese a Washington DC, negli Stati Uniti d'America, dal 10 novembre 1943 al 23 gennaio 1944.[2] Con il grado di generale d'armata della riserva (ottobre 1944), fu Delegato Generale e Plenipotenziario di Francia e Comandante Superiore delle Truppe nel Levante (23 gennaio 1944-1 settembre 1946), sostituendo il generale Georges Catroux.[2][14]

Giunto in Medio Oriente, constatò che l'influenza francese si sta rapidamente indebolendo: il Regno Unito era in competizione con la Francia per il controllo della regione e i movimenti indipendentisti nei due paesi sotto mandato francese, Siria e Libano, sono in crescita. Nel dicembre 1943 un accordo franco-libanese-siriano aveva appena concesso ampia autonomia alle autorità locali, pur preservando il controllo francese sulle forze speciali del Levante.[15] Ma dopo la liberazione di Parigi, non c'era più alcuna giustificazione per la Francia a mantenere forze militari nel Levante.

Nella residenza dei Pini a Beirut, Paul Beynet ricevette da de Gaulle l'incarico di mantenere una posizione privilegiata per la Francia.[7] De Gaulle conosceva la sua esperienza in Siria e apprezzava il suo carattere morale e la sua mancanza di fanatismo. Tuttavia egli aveva una visione antiquata della situazione: percepiva il Medio Oriente come un paese sottomesso, i cui abitanti e la cui politica disprezzava.[8] Rigido e difficile da avvicinare, il generale fu inizialmente ben accolto, ma si trovò presto a fronteggiare le manovre della sua controparte britannica, Edward Spears, che stava cercando di estromettere i francesi, e gli obiettivi dei leader locali.[7][8][14] Dovette affrontare la crescente opposizione ai movimenti indipendentisti: manifestazioni antifrancesi nel gennaio 1945, creazione della Lega Araba da parte di Siria, Libano e altri quattro paesi nel marzo dello stesso anno. La questione del comando delle forze speciali del Levante provocò violenti disordini a Beirut e a Damasco alla fine di maggio, dove il delegato francese suo subordinato, il generale Fernand Olive, ordinò che la città fosse bombardata dall'artiglieria e dagli aerei per trentasei ore senza che egli vi si opponesse o tentasse di calmare la disputa.[16][17][18] Fu l'intervento di Winston Churchill a costringere finalmente Olive ad accettare un cessate il fuoco.[15][17] Rispondendo militarmente ai problemi politici, irrigidendosi per ritardare un'indipendenza promessa fin dall'inizio del mandato, la Francia compromise le sue possibilità di mantenere l'influenza negli affari siriani.[15]

Nel dicembre 1945 il ritiro delle truppe francesi fu infine sancito da un accordo con il Regno Unito, che egli svelò a Beirut.[7] Sotto la sua autorità, questo trasferimento di poteri fu completato nell'aprile 1946 in Siria e nell'autunno dello stesso anno in Libano.[7][15] Si spense ad Annecy, Alta Savoia, il 9 aprile 1969.[1]

Onorificenze

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
— 27 marzo 1915.[2]
Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
— 6 dicembre 1918.[2]
Commendatore della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
— 27 dicembre 1934.[2]

Onorificenze estere

Pubblicazioni

  • Déclarations du général d'armée Beynet, délégué général et plénipotentiaire de France au Levant, aux représentants de la presse étrangère, sur les affaires de Syrie, le 9 juin 1945, 1945.
  • Lettre du général Beynet, président de la Délégation française auprès de la Commission allemande d’armistice au général Volg, président de la Commission, n. 2540 ET/S du 29 juin 1942, au sujet du renforcement de la défense de l’AOF, 29 juin 1942.

Note

  1. 1 2 Generals.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Leonore.
  3. 1 2 3 4 5 6 Museedesetoiles.
  4. 1 2 3 La Lettre de la France Combattante n.3, avril 1943, p. 14.
  5. ↑ Le 114e Bataillon de chasseurs alpins 1914-1918: historique du bataillon morts au champ d'honneur décorations et citations 1920, p. 1.
  6. ↑ (FR) Charles de Gaulle, Le fil de l'Epée et autres écrits, Parigi, Place Des Editeurs, 2020.
  7. 1 2 3 4 5 (FR) Denise Ammoun, Histoire du Liban contemporain, tome 2, 1943-1990, Parigi, Fayard, 2005, ISBN 978-2-213-64913-9.
  8. 1 2 3 4 5 6 (FR) Henri de Wailly, 1945, l'Empire rompu: Syrie, Algérie, Indochine, Parigi, Place des éditeurs, 2012, ISBN 978-2-262-04032-1.
  9. ↑ (FR) Nouvelles militaires (PDF), in L'Express du Midi, 11 avril 1936, p. 2..
  10. ↑ (FR) Organigramme de l'armée des Alpes face aux Italiens le 10 juin 1940, su Mémoire des Alpins. URL consultato il 15 aprile 2026..
  11. ↑ Kitson 2014, p. 81-82.
  12. ↑ (FR) Charles de Gaulle, Lettres, notes et carnets, tome 4: 1941-1943, Parigi, Place des éditeurs, 2014, ISBN 978-2-259-22899-2.
  13. ↑ L'Union.
  14. 1 2 (EN) Sami Moubayed, The Makers of Modern Syria: The Rise and Fall of Syrian Democracy 1918-1958, Londra, Bloomsbury Publishing, 2018, ISBN 978-1-83860-947-4.
  15. 1 2 3 4 (FR) Xavier Baron, Aux origines du drame syrien: 1918-2013, Parigi, Tallandier, 2013, ISBN 978-1-83860-947-4.
  16. ↑ (FR) Les relations de la France avec le Liban et la Syrie, in Le Monde, 18 mai 1945. URL consultato il 19 marzo 2026..
  17. 1 2 (FR) James Barr, Une ligne dans le sable, Parigi, Place des éditeurs, 2019, ISBN 978-2-262-08166-9.
  18. ↑ (FR) Paul-Marie De La Gorce, Une ligne dans le sable, Parigi, Nouveau Monde éditions, 2019, ISBN 978-2-36583-053-9.

Bibliografia

  • (FR) Denise Ammoun, Histoire du Liban contemporain, tome 2, 1943-1990, Parigi, Fayard, 2005, ISBN 978-2-213-64913-9.
  • (FR) Xavier Baron, Aux origines du drame syrien: 1918-2013, Parigi, Tallandier, 2013, ISBN 979-10-210-0129-9.
  • (FR) James Barr, Une ligne dans le sable, Parigi, Place des éditeurs, 2019, ISBN 978-2-262-08166-9.
  • (FR) François Broche, L'épopée de la France libre, Parigi, Pygmalion, 2000, ISBN 2-857-04633-2.
  • (FR) Charles de Gaulle, Mémoires de guerre. L'Unité 1942-1944, Parigi, Plon, 1956.
  • (FR) Charles de Gaulle, Le fil de l'Epée et autres écrits, Parigi, Place Des Editeurs, 2020.
  • (FR) Charles de Gaulle, Lettres, notes et carnets, tome 4: 1941-1943, Parigi, Place Des Editeurs, 2014, ISBN 978-2-259-22899-2.
  • (FR) Paul-Marie De La Gorce, Charles de Gaulle: 1890-1945, Parigi, Nouveau Monde éditions, 2011, ISBN 978-2-36583-053-9.
  • (FR) Le 114e Bataillon de chasseurs alpins [1914-1918]: historique du bataillon morts au champ d'honneur décorations et citations, Parigi, Cabinet du Ministere de la Guerre, 1920.
  • (FR) Simon Kitson, Police and Politics in Marseille, 1936-1945, Leida, BRILL, 2014, pp. 81-82, ISBN 978-90-04-26523-3.
  • (FR) François Marcot, Dictionnaire historique de la résistance, Robert Laffont, 2006, ISBN 2-221-09997-4.
  • (FR) Sami Moubayed, The Makers of Modern Syria: The Rise and Fall of Syrian Democracy 1918-1958, Londra, Bloomsbury Publishing, 2018, ISBN 978-1-83860-947-4.
  • (FR) Henri de Wailly, 1945, l'Empire rompu: Syrie, Algérie, Indochine, Parigi, Place des éditeurs, 2012, ISBN 978-2-262-04032-1.
Periodici

Voci correlate

Collegamenti esterni

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