Paul Marchandeau

Paul Marchandeau
Paul Marchandeau nel 1933

Ministro della Giustizia
Durata mandato1º novembre 1938 –
1º settembre 1939
Capo del governoÉdouard Daladier
PredecessorePaul Reynaud
SuccessoreGeorges Bonnet

Ministro delle Finanze
Durata mandato10 aprile 1938 –
1º novembre 1938
Capo del governoÉdouard Daladier
PredecessoreLéon Blum
SuccessorePaul Reynaud

Durata mandato18 gennaio 1938 –
10 marzo 1938
Capo del governoCamille Chautemps
PredecessoreGeorges Bonnet
SuccessoreLéon Blum

Durata mandato4 febbraio 1934 –
9 febbraio 1934
Capo del governoÉdouard Daladier
PredecessoreFrançois Piétri
SuccessoreLouis Germain-Martin

Ministro del Commercio e dell'Industria
Durata mandato8 novembre 1934 –
31 maggio 1935
Capo del governoPierre-Étienne Flandin
PredecessoreLucien Lamoureux
SuccessoreLaurent Eynac

Ministro dell'Interno
Durata mandato13 ottobre 1934 –
8 novembre 1934
Capo del governoGaston Doumergue
PredecessoreAlbert Sarraut
SuccessoreMarcel Régnier

Ministro del Bilancio
Durata mandato23 novembre 1933 –
27 gennaio 1934
Capo del governoCamille Chautemps
PredecessoreAbel Gardey

Dati generali
Partito politicoPartito Repubblicano, Radicale e Radical-Socialista

Paul Henri Marie Joseph Marchandeau (Gaillac, 10 agosto 1882 – Parigi, 31 maggio 1968) è stato un avvocato, giornalista e politico francese.

Per le sue azioni durante la Prima Guerra Mondiale fu insignito della Croix de guerre e della Legion d'onore.

Esponente del Partito Repubblicano, Radicale e Radical-Socialista, dal 1925 al 1942 fu sindaco di Reims e nel corso degli anni 1930 ricoprì le cariche di Ministro del Bilancio (1933-1934), Ministro dell'Interno (1934), Ministro del Commercio e dell'Industria (1934-1935), Ministro delle Finanze (1934 e 1938) e Ministro della Giustizia (1938-1939).

In qualità di guardasigilli emanò il 21 aprile 1939 un decreto-legge a garanzia delle minoranze che modificò la legge del 29 luglio 1881 sulla libertà di stampa, prevedendo l'azione penale «quando la diffamazione o l'ingiuria, commessa nei confronti di un gruppo di persone appartenenti, per la loro origine, ad una determinata razza o religione, avrà lo scopo di suscitare odio tra i cittadini o gli abitanti»;[1] tale decreto venne in seguito abrogato dal governo di Vichy il 27 agosto 1940.[1]

Il 10 luglio 1940 votò a favore del disegno di legge che conferì pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain. Dopo aver proseguito la sua carriera politica sotto il governo di Vichy durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo la Liberazione della Francia nel 1943 venne giudicato ineleggibile e si ritirò a vita privata.[1]

Note

  1. 1 2 3 (FR) Simon Epstein, Un paradoxe français: Antiraciste dans la Collaboration, antisémites dans la Résistance, Albin Michel, 2010, pp. 79-81, ISBN 9782226213488.

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