Paura senza limite

Paura senza limite
Titolo originaleThe Sum of All Fears
AutoreTom Clancy
1ª ed. originale1991
Genereromanzo
SottogenereTechno-thriller
Lingua originaleinglese
SerieJack Ryan
Preceduto daPericolo imminente
Seguito daSenza rimorso

Paura senza limite è il quinto romanzo in ordine di uscita della serie di spionaggio-tecnopolitica di Tom Clancy, in cui si narra la vita di Jack Ryan.

Trama

1973. Durante la guerra dello Yom Kippur, un A-4 Skyhawk israeliano sta per lanciare una atomica che i militari si sono procurati illegalmente (rubando il materiale in vari posti; il materiale fissile viene da un deposito americano), ma l'ordine viene annullato; tuttavia l'aereo viene abbattuto e la bomba sarà dimenticata per decenni nel campo di un contadino druso; negli anni 90 viene trovata dal contadino, che chiama il figlio, un simpatizzante del PFLP, che porta al campo alcuni terroristi palestinesi.

Negli Stati Uniti c'è un nuovo presidente, Jonathan Robert Fowler; pacifista, contrario alla pena di morte, vedovo dopo che la moglie è morta di sclerosi multipla, Fowler ha la fissazione di dover controllare da vicino ogni azione della sua amministrazione; è aiutato dal vicepresidente Roger Durling, dal capo della staff Arnold Van Damm (un politico navigato che conosce Washington da cima a fondo), da Charles Alden (insegnante di storia a Yale, nuovo consigliere per la sicurezza nazionale), e dalla fidata Elizabeth Elliot (tra i responsabili della sua campagna e ex professoresa di scienze politiche); le era stata promessa la carica di Alden, ma Durling ha convinto Fowler che non fosse adatta; risentita di aver ricevuto solo l’incarico di consigliere agli affari esteri, trama per ottenere quel posto e intanto è l'amante del presidente, posizione che le consente di manovrarlo parzialmente. Alden è vulnerabile però: ha avuto una relazione con una studentessa e la Elliott se ne servirà per convincere Fowler a sostituirlo; la pressione degli eventi, unita ai suoi problemi di salute e al fatto che Alden non prende regolarmente le sue medicine, provocherà un ictus all'uomo in ufficio; trovato morto dallo staff, il fatto viene archiviato ufficialmente come semplice malore per evitare scandali.

L'altro nemico di Liz Elliot è Jack Ryan; a partire dal loro primo incontro nel libro precedente, i due non si sopportano, per quanto provino a non mostrarlo in pubblico; Jack è stato confermato dal Congresso come vicedirettore della sezione informazioni; le decisioni di Fowler hanno ridotto le dimensioni della CIA, mandando in pensione molti elementi in gamba, ma Ryan ha salvato dalla scure dei tagli John Clark, prendendolo come autista e guardia personale; Clark dal canto suo ha preso sotto la sua ala Domingo Chavez, per gli amici Ding, e i due fanno da factotum per Ryan ogni tanto; uno dei loro compiti è controllare che tutto vada bene al minimarket di Carol Zimmer; la donna è una laotiana di etnia Hmong, che il defunto sergente Buck Zimmer aveva sposato anni prima portandola via dal Laos; fedele alla promessa fatta al morente Buck, Ryan ha acquistato un minimarket 7-11 (cioè aperto dalla mattina alla sera) per darle un reddito stabile, e paga le tasse universitarie e scolastiche dei figli (ha promesso a Buck che tutti i suoi figli sarebbero andati all’università); il tutto in forma nascosta ma legale, solo Clark, Chavez e la famiglia Zimmer sanno la verità.

Nello stato di Israele, c'è tensione per le dimostrazioni pacifiche dei palestinesi; gli elementi più retrogradi del governo non vogliono continuare il processo di pace; durante una marcia senza violenze, un capitano della polizia israeliana (già afflitto dalla morte della madre e dal tradimento della moglie) dà ordine di sparare sui dimostranti e un uomo muore; il leader delle proteste non reagisce e il capitano lo uccide personalmente; la vicenda scuote il mondo intero, a partire dal Medio Oriente. Quando la questione viene affrontata dal gabinetto, Bob Fowler chiede ai suoi una soluzione per evitare una nuova guerra; consultatosi con il dottor Alden, con il nuovo direttore della CIA Marcus Cabot e con il segretario di stato, Jack prende contatto con un vecchio amico, padre Timothy, l’influente gesuita suo mentore quando insegnava ancora ad Annapolis, lo stesso che lo segnalò all’attenzione del viceammiraglio Greer e della CIA.

Il piano ambizioso di Jack consiste nel dichiarare Gerusalemme zona separata rispetto a Israele, rendendola una sorta di città-stato sul modello del Vaticano; l’amministrazione politica sarebbe in mano a elementi religiosi moderati di tutte le tre religioni coinvolte (cristiani cattolici e ortodossi, ebrei, musulmani), mentre il compito di mantenere l’ordine andrebbe alle Guardie Svizzere, messe a disposizione dal Papa. Lo scopo è di attenuare le tensioni religiose, per dare modo alla politica locale di fare il suo corso e trovare un punto di intesa. Per convincere tutte le fazioni Ryan contatta tutte le sue amicizie più influenti: padre Timothy (che coinvolge il suo superiore, il potente capo della Compagnia di Gesù, il quale porta la proposta al Papa), il Principe di Galles (padrino di Jack jr.), Sergey Golovko (vicepresidente della prima sezione del KGB, che convince il presidente sovietico Narmorov, che convince la chiesa ortodossa russa), e il principe Ali bin-Sheik (membro influente e moderato della famiglia reale saudita); dopo settimane di viaggi e negoziazioni, il piano viene approvato. Ma non tutti ne sono contenti.

C’è l’ayatollah Mahmoud Haji Daryaei, leader supremo dell’Iran, convinto oppositore di Israele e Arabia Saudita (a causa delle tensioni tra correnti sciita e sunnita); c’è il rabbino Solomon Mendelev, un influente rabbino conservatore di New York; c’è il PFLP (Fronte di Liberazione Popolare della Palestina), tra cui il leader di una cellula, Ismael Qati (malato di cancro), e il suo esperto di armi Ibrahim Ghosn; costoro hanno trovato la bomba israeliana perduta, e una volta capito cos’è programmano un attentato in territorio americano, seguito da una operazione a Berlino Est; a questo scopo si fanno aiutare da membri della organizzazione terroristica RAF, estremisti tedeschi di sinistra che ora sono in difficoltà da quando le autorità della Germania Est stanno collaborando con i colleghi dell’Ovest per farli arrestare; il loro membro Günther Bock (che ha appena perso la moglie, suicida in carcere, e le figlie, affidate ad una coppia senza bambini) coinvolge uno scienziato disilluso, Manfred Fromm, che trasformerà la bomba nucleare in una bomba all'idrogeno, e ex agenti della ormai disciolta Stasi (la polizia segreta della Germania Est) che simuleranno un attacco russo alle truppe americane a Berlino. Per ultimo, c’è Marvin Russell, un indiano sioux che odia il governo americano e l’FBI (suo fratello è appena morto in una operazione finita male), che aiuta Ismael e Ibrahim a venire negli Stati Uniti e piazzare la bomba. Una volta assemblata la bomba, Ismael e Ibrahim si sbarazzano di Fromm uccidendolo, ignorando che lo scienziato non ha finito tutta la procedura.

Liz Elliot incontra un giovane diplomato della Harvard Kennedy School, Ben Goodley, che è finito sul radar della Casa Bianca e della CIA per una analisi della crisi di Cuba e per la sua tesi sulla guerra del Vietnam; la Elliott lo manovra per affiancarlo a Ryan e ottenere informazioni personali per screditarlo; Goodley cambia gradualmente idea su Ryan quando riferisce alla donna la verità su Carol Zimmer, e lei ne approfitta per montare uno scandalo con la complicità involontaria del giornalista Robert Holtzman del Washington Post; l’amministrazione decide che Ryan si dovrà ritirare dopo aver terminato una operazione importante di raccolta dati necessaria per una negoziazione commerciale col Giappone (la cui importanza economica e militare sta crescendo in modo aggressivo ultimamente).

Lo scandalo incrina il rapporto tra Jack e la moglie Cathy; la situazione sarà risolta da Clark, che contatta il reporter per smascherare la Elliott e presenta a Cathy la famiglia Zimmer; furiosa con la Elliott, Cathy (che la ricorda dai tempi dell'università) la affronta con freddezza ad una occasione ufficiale alla Casa Bianca ridicolizzandola per la sua promiscuità sessuale, sotto gli occhi soddisfatti e divertiti di Bob Holtzman e sua moglie Libby; Liz Elliott si infuria privatamente con Fowler fino alle lacrime, però l'uomo non cede completamente, e riconosce a Ryan i suoi meriti promettendo che se ne andrà presto. In seguito Holtzman si scuserà con Ryan.

Ismael, Ibrahim e Marvin posizionano la bomba allo stadio di Denver, dove si svolge la finale del Superbowl, a cui partecipano anche il segretario della difesa, il segretario di stato e il comandante del NORAD; anche Fowler avrebbe dovuto partecipare, ma gli impegni politici lo trattengono all’ultimo momento. La bomba esplode, ma l’effetto non è quello previsto: Manfred Fromm non aveva avvisato che l’innesco fatto di trizio (isotopo instabile dell’idrogeno) tende col tempo a mutare in atomi di elio-3, un isotopo più stabile che rallenta e blocca la fase in cui la forza dell’esplosione ottenuta con esplosivi plastici avvia la reazione di fissione nucleare; per ovviare al problema, si deve filtrare l’elio-3 già creato poco prima dell’esplosione. Come risultato, la bomba crea solo una potente esplosione convenzionale, però questo basta a fare una strage di migliaia di morti.

Bob Fowler apprende della bomba e dell’attacco a Berlino, e punta il dito contro i sovietici; mancando i principali consiglieri in materia, quasi tutti sono convinti della cosa, anche perché un messaggio di Oleg Kadishev, leader della fazione opposta a Narmorov e fonte opportunista della CIA, sostiene che il presidente russo abbia perso il controllo delle forze armate; questo porta il governo americano a credere che sia in atto un golpe. Ryan è in minoranza, e nulla servono i tentativi di far ragionare Fowler tramite Roger Durling e Marcus Cabot; quando la tensione sale e si va verso un attacco nucleare (mentre anche i sovietici sono altrettanto tesi) Jack fa una mossa disperata: va al centro di controllo dove passano le comunicazioni dirette tra i leader delle due superpotenze, si inserisce sulla linea escludendo la Casa Bianca e contatta direttamente Narmorov; questi esita ma si convince anche per il consiglio di Golovko (entrambi conoscono Ryan bene), e la crisi rientra. Ryan spiega in seguito ai membri del gabinetto che il materiale fissile è rimasto inesploso, e l’analisi ha rivelato che proviene da un vecchio deposito americano della Guerra Fredda; l’FBI ha intanto rintracciato i due palestinesi (Marvin Russell è stato ucciso per non compromettere la sicurezza, oltre alle questioni religiose) che sono diretti a Città del Messico; Ryan manda Clark e Chavez (ancora lì per l'operazione di raccolta dati sui giapponesi) ad arrestare i due, con l’appoggio delle autorità messicane; Clark tortura Ismael e ottiene una confessione: il finanziatore dell’attentato è l’ayatollah Daryaei.

Fowler è furioso, e a nulla servono le raccomandazioni di Ryan di riflettere: il presidente (ormai privo anche dell’appoggio di Liz Elliott, in preda ad una crisi di nervi tale che è stato necessario sedarla) ordina di lanciare un attacco nucleare su Qom, la città santa dove l’ayatollah vive, incurante del fatto che morirebbero anche gli abitanti e che la cosa gli attirerebbe l’odio di tutto il mondo islamico. Tuttavia Fowler trova un intoppo: non avendo mai partecipato alle esercitazioni che il governo è tenuto a fare per gestire le possibili emergenze come questa, ignora che non può dare questo ordine da solo! In caso di attacco diretto alla nazione da parte di un altro stato, è sufficiente l’ordine del presidente; ma in questo caso l’attacco è indiretto, quindi la legge prevede che l’attacco venga confermato da un funzionario civile dell’amministrazione approvato dal Congresso (anche solo ratificandone la nomina); l’unico presente è proprio Ryan (in quanto vicedirettore della CIA), che rifiuta di convalidare l’ordine e rimprovera Fowler per la sua gestione dichiarando che non è preparato per queste situazioni! In più rivela ad Arnold Van Damm che il vecchio presidente aveva volutamente perduto le elezioni come prezzo per il silenzio sulla Colombia.

Nel frattempo, in Messico qualcosa è cambiato; Clark ha notato che Ismael è malato, e capendo che ha ancora poco da vivere intuisce che la confessione è un bluff; informa Ryan, che fa portare i due prigionieri in un black site dove mostra loro un giornale finto con la notizia del bombardamento nucleare su Qom; riesce così a imbrogliare i due che ammettono di aver detto una bugia per far compiere un passo falso al governo americano, ma poi vengono a sapere che il loro bluff è stato scoperto.

Alla fine il presidente Fowler dà le dimissioni; rendendosi conto di non aver saputo gestire le emozioni legate ad una situazione eccezionale come questa, riconosce di non essere più adatto a governare. I due palestinesi vengono deportati in Arabia Saudita, dove saranno giustiziati tramite decapitazione; la spada usata sarà poi donata a Ryan, che si incontra tramite il principe Ali con Daryaei; il religioso lo ringrazia, nonostante non nasconda il suo disprezzo per lui, di avergli salvato la vita; ma Ryan, altrettanto sprezzante, spiega che voleva salvare solo gli abitanti di Qom. Günther Bock è già morto durante il tentato assalto ai soldati americani da parte degli ex agenti Stasi.

Edizioni

Adattamenti

Il romanzo ha ispirato la sceneggiatura del film Al vertice della tensione diretto da Phil Alden Robinson, con protagonista Ben Affleck nel ruolo di Jack Ryan.

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