Peccato mortale

«Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c'è, infatti, un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare. Ogni iniquità è peccato, ma c'è il peccato che non conduce alla morte.»

Il peccato mortale, secondo la Chiesa cattolica, è una violazione grave della Legge che distoglie l'uomo da Dio, privandolo dello stato di grazia.[2] Chi muore in simili condizioni, vede la propria anima eternamente dannata.[3]

Dottrina cattolica

Nella teologia della chiesa Cattolica romana, il peccato mortale, a differenza del peccato veniale, deve soddisfare tutte le seguenti condizioni:

  1. il suo oggetto deve essere una materia grave, precisata dai dieci comandamenti;
  2. deve essere compiuto con piena consapevolezza o piena avvertenza;
  3. deve essere compiuto con deliberato consenso.[2]

Nel tardo XX secolo, dopo il Concilio Vaticano II, l'insegnamento cattolico-romano sul peccato mortale è stato oggetto di dubbi, in risposta ai quali papa Giovanni Paolo II ha ribadito l'insegnamento tradizionale con l'enciclica Veritatis Splendor. Nell'attuale Catechismo della Chiesa Cattolica si afferma:

«Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l'esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.»

e che

«Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi.»

I peccati mortali, anche se rappresentano la morte dell'anima e quindi una interruzione della relazione di grazia con Dio, possono essere perdonati solo ed esclusivamente se confessati in vero spirito di penitenza e solo se ricevono l'assoluzione sacramentale (cioè il sacramento della Riconciliazione).

Sono necessari cinque passi: esame di coscienza, contrizione di cuore, proposito di emendare, confessione orale e soddisfazione di opere.[4]

Vizi capitali

Tra i peccati mortali sono da annoverare quelli che secondo la tradizione sono i sette capitali, da intendere però più che altro come vizi, cioè attitudini malsane che possono portare a commettere il gesto peccaminoso in sé.

Note

  1. ↑ 1G 5,16-17, su laparola.net.
  2. 1 2 Catechismo della Chiesa Cattolica, su vatican.va.
  3. ↑ CCC 1861
  4. ↑ L’adulterio è davvero tanto grave?, su Aleteia.org - Italiano. URL consultato il 13 febbraio 2025.

Bibliografia

  • Chiesa cattolica, Catechismo della Chiesa cattolica, Città del Vaticano, 1992 (ISBN 88-209-1888-9).

Voci correlate

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàLCCN (EN) sh85122773 · J9U (EN, HE) 987007546246505171