Pedicularis acaulis

Pedicolare primaticcia
Pedicularis acaulis
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaOrobanchaceae
TribùPedicularideae
GenerePedicularis
SpecieP. acaulis
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
SottofamigliaOrobanchoideae
GenerePedicularis
SpecieP. acaulis
Nomenclatura binomiale
Pedicularis acaulis
Scop., 1771
Nomi comuni

Pedicolare acaule
(DE) Stängelloses Läusekraut
(FR) Pédiculaire sans tige

La pedicolare primaticcia (Pedicularis acaulis Scop., 1771) è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.[1]

Etimologia

Il nome generico (Pedicularis) deriva da un termine latino che significa "pidocchio" e si riferisce alla convinzione che queste piante infestino di pidocchi il bestiame al pascolo; altri giustificano l'etimologia del nome del genere all'opposto, ossia in quanto si pensa che queste piante liberino la testa dai pidocchi.[2][3][4] L'epiteto specifico (acaulis) significa "fiore privo di stelo" (senza caule o gambo).[5][6]

Il nome scientifico della pianta è stato definito per la prima volta dal medico e naturalista italiano Giovanni Antonio Scopoli (Cavalese, 3 giugno 1723 – Pavia, 8 maggio 1788) nella pubblicazione "Flora Carniolica Exhibens Plantas Carniolae Indigenas et Distributas in Classes Naturales cum Differentiis Specificis, Synonymis Recentiorum, Locis Natalibus, Nominibus Incolarum, Observationibus Selectis, Viribus Medicis. Editio Secunda Aucta et Reformata. Viennae - Ed. 2. 1: 439. 1771" del 1771.[7]

Descrizione

Descrizione delle parti della pianta

Queste piante sono alte da 5 a 12 cm. La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. Sono piante parassite: le radici mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante.[2][8][9][10]

Radici

Le radici, grosse e carnose, si distribuiscono a raggiera cercando di raggiungere le radici di altre piante per succhiarne la linfa.

Fusto

La parte aerea del fusto è nulla.

Foglie

Le foglie sono tutte disposte a rosetta basale (non sono presenti foglie cauline). La lamina è due volte pennatosetta; sono pubescenti sul picciolo e sul rachide (i segmenti delle foglie sono glabri). Dimensione delle foglie: 5 – 10 cm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono dei grappoli con fiori peduncolati (i peduncoli sono lanosi e inseriti al centro della rosetta basale). Lunghezza dei peduncoli: 1 – 3 cm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla e il calice sono a 5 parti). Lunghezza del fiore: 30 – 40 mm.

X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula[8]
  • Il calice è gamosepalo con cinque denti diseguali (la base del calice è un tubo campanulato) e con superficie pubescente; i denti del calice sono lunghi quanto la parte tubolare. Dimensione del calice: larghezza 5 mm; lunghezza 15 – 20 mm.
  • La corolla, a forma più o meno cilindrica, è gamopetala bilabiata a fauci aperte e cigliata; il labbro superiore è leggermente curvato con apice arrotondato; quello inferiore è patente con tre lobi ottusi. Il colore della corolla è bianco con bordi tinti di rosso. Lunghezza della corolla: 30 – 35 mm.
  • L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono inseriti più o meno alla base della corolla. Le antere, dissimulate sotto il cappuccio del labbro superiore sono strettamente unite da una fitta peluria. La maturazione del polline è contemporanea allo stigma.[11]
  • Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli ed è biloculare. Lo stilo inserito all'apice dell'ovario è del tipo filiforme; lo stigma è semplice ed è protruso oltre il cappuccio della corolla in modo da evitare l'auto-impollinazione.[11]
  • Fioritura: da aprile a giugno.

Frutti

Il frutto è una capsula loculicida bivalve a forma compresso-globosa (a maturità è più lunga del calice). I semi sono pochi a forma angolosa.

Biologia

Parassitismo

É una specie emiparassita che pur essendo in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana ricava l'acqua e le sostanze nutritive dalle radici della pianta ospite, alle quali si connette tramite austori.[12]

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, in particolare api e bombi (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

  • Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Sub-Endemico o anche Est-Alpico / Illirico.
    Distribuzione della specie in Italia
    (Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14])

    In Italia è una specie rara ed è presente nel Nord-Est a quote montane. Nelle Alpi è presente nella parte Centro-Orientale e in Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nelle Alpi Dinariche.
  • Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli, le praterie rase, le radure, le schiarite e le strade forestali e gli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 400 fino a 1500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico Pedicularis acaulis appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
Classe: Festuco-Brometea
Ordine: Scorzonero-Chrysopogonetalia
Alleanza: Scorzonerio villosae
Associazione: Hypochoeridenion maculatae

Tassonomia

La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[15]) assegnava il genere Pedicularis alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV[16]) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.

Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie[17][18] distribuite in tutti i continenti. Il genere Pedicularis appartiene alla tribù Pedicularideae e comprende oltre 600 specie (è il genere più numeroso della famiglia), delle quali quasi due dozzine sono presenti nella flora spontanea italiana e una quarantina circa nel resto dell'Europa.[10]

Le tre sezioni del genere

La classificazione del genere è difficile in quanto la forma del fiore è molto simile tra specie e specie; inoltre il colore della corolla nel secco è indistinguibile. Pignatti nella "Flora d'Italia" divide le specie spontanee della flora italiana in tre gruppi in base alla forma del labbro superiore (vedi il disegno):[10]

  • Sez. Anodontae: l'apice del labbro superiore della corolla è arrotondato (né rostrato e né dentato).
  • Sez. Rhyncholophae: il labbro superiore della corolla è più o meno falcato e termina in un becco allungato.
  • Sez. Pedicularis: il labbro superiore della corolla è provvisto di due dentini sotto la parte falcata.

La specie P. acaulis appartiene alla sez. Anodontae.

Filogenesi

Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Pedicularis si trova nel quarto clade (relativo alla tribù Pedicularideae). All'interno della tribù il genere è in posizione "gruppo fratello" al resto dei generi della tribù.[19]

Note

  1. ↑ (EN) Pedicularis acaulis, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 21 novembre 2025.
  2. 1 2 Motta 1960, Vol. 3 - pag. 236.
  3. ↑ David Gledhill 2008, pag.294.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 21 giugno 2015.
  5. ↑ David Gledhill 2008, pag.33.
  6. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 21 giugno 2015.
  7. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 21 giugno 2015.
  8. 1 2 Judd 2007, pag. 496.
  9. ↑ Strasburger 2007, pag. 852.
  10. 1 2 3 Pignatti 2017, pag. 358.
  11. 1 2 Motta 1960, Vol. 3 - pag. 237.
  12. ↑ (EN) Richard H. Ree, Phylogeny and the evolution of floral diversity in Pedicularis (Orobanchaceae) (PDF), in Int. J. Plant Sci., vol. 166, n. 4, 2005, pp. 595-613.
  13. ↑ Conti et al. 2005, pag. 140.
  14. 1 2 Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 258.
  15. ↑ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
  16. ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  17. ↑ (EN) Orobanchaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 20 ottobre 2014.
  18. ↑ (EN) Accepted genera of Orobanchaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 ottobre 2025.
  19. ↑ (EN) Joel R. McNeal, Jonathan R. Bennett, Andrea D. Wolfe e Sarah Mathews, Phylogeny and origins of holoparasitism in Orobanchaceae, in American Journal of Botany, vol. 100, n. 5, 2013, pp. 971-983.

Bibliografia

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, p. 236.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 22 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 258.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 137, ISBN 88-7621-458-5.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 592, ISBN 88-506-2449-2.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica, vol. 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.

Voci correlate

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