Pedicularis ascendens
| Pedicolare di Barrelier | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Orobanchaceae |
| Tribù | Pedicularideae |
| Genere | Pedicularis |
| Specie | P. ascendens |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Scrophulariales |
| Famiglia | Scrophulariaceae |
| Sottofamiglia | Orobanchoideae |
| Genere | Pedicularis |
| Specie | P. ascendens |
| Nomenclatura binomiale | |
| Pedicularis ascendens Schleich. ex Gaudin, 1810 | |
| Nomi comuni | |
|
Pedicolare ascendente | |
La pedicolare di Barrelier (Pedicularis ascendens Schleich. ex Gaudin, 1810) è una pianta parassita appartenente alla famiglia Orobanchaceae.[1]
Etimologia
Il nome generico (Pedicularis) deriva da un termine latino che significa "pidocchio" e si riferisce alla convinzione che queste piante infestino di pidocchi il bestiame al pascolo; altri giustificano l'etimologia del nome del genere all'opposto, ossia in quanto si pensa che queste piante liberino la testa dai pidocchi.[2][3][4] L'epiteto specifico (ascendens) indica che qualche elemento della pianta (foglie, fiori o altro) ha un portamento ascendente.[5][6]
Il binomio scientifico di questa pianta è stato proposto inizialmente dall'insegnante, pastore e botanico svizzero Jean François Aimée Gottlieb Philippe Gaudin (1766-1833), perfezionato successivamente dal botanico svizzero-tedesco Johann Christoph Schleicher (1768-1834) nella pubblicazione "Guide du Botaniste qui voyage dans le Valais: avec un catalogue des plantes de ce pays et de ses environs, auquel on a joint les lieux de naissance et l'époque de la fleuraison pour chaque espèce. Lausanne - 83. 1810" del 1810.[7]
Descrizione

Queste piante sono alte da 15 a 30 cm. La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. Sono piante parassite: le radici mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante.[2][8][9][10]
Radici
Le radici, spesso fusiforme, grosse e carnose, si distribuiscono a raggiera cercando di raggiungere le radici di altre piante per succhiarne la linfa.
Fusto
La parte aerea del fusto è ascendente o eretta. La superficie del fusto è percorsa da due linee di peli, mentre nella parte basale è più o meno irsuta.
Foglie
Le foglie hanno un contorno lineare-lanceolato a forma pennatosetta con segmenti profondamente dentati. La superficie è percorsa da 1 - 2 righe di peli oppure è glabra. La loro grandezza diminuisce progressivamente verso l'infiorescenza. Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 2 cm; lunghezza 7 – 10 cm.
Infiorescenza

Le infiorescenze sono delle spighe capitate con fiori distanziati e peduncolati. Alla base di ogni fiore sono presenti delle brattee fogliacee. Alla maturazione l'infiorescenza si allunga. Le brattee dell'infiorescenza (anche queste a forma pennatosetta) generalmente sono glabre con segmenti interi.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla e il calice sono a 5 parti).
- X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula[8]
- Il calice è gamosepalo con cinque denti diseguali (la base del calice è un tubo campanulato) e con superficie glabra (è peloso nella parte interna); i denti del calice sono simili ai segmenti delle brattee (interi), sono crenati e cigliati e sono lunghi quanto o meno della parte tubolare. Lunghezza del calice: 10 – 12 mm.
- La corolla, a forma più o meno cilindrica, è gamopetala bilabiata a fauci aperte; il labbro superiore della corolla è più o meno falcato e termina in un becco allungato; quello inferiore è patente con tre lobi ottusi. Il colore della corolla è giallo-paglierino. Lunghezza della corolla: 16 – 20 mm. Lunghezza del becco: oltre 5 – 6 mm.
- L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono inseriti più o meno alla base della corolla. Le antere, dissimulate sotto il cappuccio del labbro superiore sono strettamente unite da una fitta peluria. La maturazione del polline è contemporanea allo stigma.[11]
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli ed è biloculare. Lo stilo inserito all'apice dell'ovario è del tipo filiforme; lo stigma è semplice ed è protruso oltre il cappuccio della corolla in modo da evitare l'autoimpollinazione.[11]
- Fioritura: da giugno a luglio.
Frutti
Il frutto è una capsula loculicida bivalve a forma compresso-globosa (a maturità è più lunga del calice di 2 – 3 mm). I semi sono pochi a forma angolosa.
Biologia
Parassitismo
É una specie emiparassita che pur essendo in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana ricava l'acqua e le sostanze nutritive dalle radici della pianta ospite, alle quali si connette tramite austori.[12]
Riproduzione
Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Endemico / Ovest-Alpico, ma anche Appenninico.

Distribuzione della specie in Italia
(Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14])
In Italia è una specie rara e si trova nelle Alpi Occidentali e nell'Appennino Settentrionale. Nelle Alpi è presente nella parte occidentale. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Hautes-Alpes, Isère, Savoia, Alta Savoia) e in Svizzera (cantoni Berna e Vallese).[14] - Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli subalpini e alpini anche rocciosi. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.[14]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1500 fino a 2200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e in parte quello alpino.
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico Pedicularis ascendens appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]
- Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
- Classe: Elyno-Seslerietea variae
- Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Tassonomia
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[15]) assegnava il genere Pedicularis alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV[16]) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie[17][18] distribuite in tutti i continenti. Il genere Pedicularis appartiene alla tribù Pedicularideae e comprende oltre 600 specie (è il genere più numeroso della famiglia), delle quali quasi due dozzine sono presenti nella flora spontanea italiana e una quarantina circa nel resto dell'Europa.[10]

La classificazione del genere è difficile in quanto la forma del fiore è molto simile tra specie e specie; inoltre il colore della corolla nel secco è indistinguibile. Pignatti nella "Flora d'Italia" divide le specie spontanee della flora italiana in tre gruppi in base alla forma del labbro superiore (vedi il disegno):[10]
- Sez. Anodontae: l'apice del labbro superiore della corolla è arrotondato (né rostrato e né dentato).
- Sez. Rhyncholophae: il labbro superiore della corolla è più o meno falcato e termina in un becco allungato.
- Sez. Pedicularis: il labbro superiore della corolla è provvisto di due dentini sotto la parte falcata.

La specie P. ascendens appartiene alla sez. Rhyncholophae; all'interno di questa sezione fa parte del Gruppo di Pedicularis tuberosa formato dalle seguenti specie (oltre a quella di questa voce): Pedicularis tuberosa L. e Pedicularis elongata A. Kern.. Nella "Flora d'Italia" di Pignatti a questo gruppo appartiene anche la specie Pedicularis julica E. Mayer (Pedicolare delle Alpi Giulie) considerata attualmente un sinonimo di Pedicularis elongata subsp. julica (E. Mayer) Hartl [19] I caratteri distintivi di questo gruppo sono il colore giallo della corolla con il becco allungato e il comune numero cromosomico. Per la distinzione delle specie all'interno del gruppo, importante è il rapporto tra la lunghezza dei denti rispetto alla parte tubulosa del calice (vedi disegno a parte).[14] Le specie di questo gruppo sono delle entità ben separate sia dal punto di vista geografico che quello ecologico. Spesso tra queste specie si formano degli ibridi.[10]
Il numero cromosomico di P. ascendens è: 2n = 16.[20].
Filogenesi
Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Pedicularis si trova nel quarto clade (relativo alla tribù Pedicularideae). All'interno della tribù il genere è in posizione "gruppo fratello" al resto dei generi della tribù.[21]
Ibridi
Nelle Alpi Apuane è stata descritta la specie Pedicularis tuberosa var. apennina Bonati (non riconosciuta da tutte le checklist) il cui aspetto è generalmente glabro. Altri esemplari della stessa zona presentano una cospicua pelosità. È possibile che si tratti di una stirpe polimorfa dal punto di vista della pelosità, mentre per il resto è più simile a P. ascendens.[10]
Sinonimi
Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[10]
- Pedicularis barrelieri Rchb.
- Pedicularis adscendens Schleich.
Note
- ↑ (EN) Pedicularis ascendens, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 21 novembre 2025.
- 1 2 Motta 1960, vol. 3, pag. 236.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 294.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 21 giugno 2015.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 58.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 25 giugno 2015.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 giugno 2015.
- 1 2 Judd, pag. 496.
- ↑ Strasburger, pag. 852.
- 1 2 3 4 5 6 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 594.
- 1 2 Motta 1960, vol. 3, pag. 237.
- ↑ (EN) Richard H. Ree, Phylogeny and the evolution of floral diversity in pedicularis (orobanchaceae) (PDF), in Int. J. Plant Sci., vol. 166, n. 4, The University of Chicago, 2005, pp. 595-613. URL consultato l'8 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2016).
- ↑ Conti et al. 2005, pag. 140.
- 1 2 3 4 5 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 266.
- ↑ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
- ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- ↑ (EN) Orobanchaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 20 ottobre 2014.
- ↑ (EN) Accepted genera of Orobanchaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 25 giugno 2015.
- ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 25 giugno 2015.
- ↑ McNeal, Bennet, Wolfe, Mathews, pp. 971-983.
Bibliografia
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, p. 236.
- (EN) David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 25 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 266.
- (EN) F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 137, ISBN 88-7621-458-5.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 594, ISBN 88-506-2449-2.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica, vol. 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Joel R. McNeal, Jonathan R. Bennett, Andrea D. Wolfe e Sarah Mathews, Phylogeny and origins of holoparasitism in Orobanchaceae, in American Journal of Botany, vol. 100, n. 5, maggio 2013, pp. 971-983 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2015).
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- Pedicularis ascendens IPNI Database
- Pedicularis ascendens EURO MED - PlantBase Checklist Database