Penna cancellabile

La penna cancellabile è uno strumento per scrivere su carta che utilizza un inchiostro speciale in grado di essere rimosso, in genere tramite il calore generato dalla frizione, senza compromettere il supporto cartaceo. Questo tipo di penna rappresenta una categoria merceologica distinta perché coniuga la praticità delle penne tradizionali con la possibilità di correzione propria delle matite. È impiegata principalmente in ambito scolastico e didattico, ma ultimamente ha trovato applicazione anche in contesti professionali e creativi grazie a varianti tecnologiche e di design che hanno contribuito alla sua diffusione in tutto il mondo.

Storia

Negli anni Trenta, la tedesca Pelikan introduce uno dei primi tentativi di penna cancellabile. La soluzione utilizza un inchiostro chimico sbiancante per rimuovere la scrittura, lasciando comunque residui di tinta. Negli anni Quaranta, la Eversharp sviluppa una penna stilografica cancellabile che però ha scarso successo per problemi di sbavature e cancellature incomplete[1].

Sono le ricerche condotte negli anni Settanta del Novecento a dare il contributo decisivo all’invenzione dell’inchiostro cancellabile.

Nel 1972 arriva nel mercato la Pelikan Tintentiger, il primo cancellatore di inchiostro Blu Royal. Agiva sull’inchiostro della stilografica cancellandolo in modo facile e pulito. Il prodotto ha successo e viene rinominato nel 1974 Pelikan Tintenblitz e nel 1976 “Super-Pirat”, diventando un prodotto molto venduto in Germania e tuttora in commercio[2].

Intanto in Giappone, il chimico Yukio Horie - che nel 1962 aveva inventato il primo pennarello a base d’acqua - inizia a sperimentare per la Pentel uno speciale inchiostro a base di composti chimici che potevano essere alterati dal calore. Dopo molte ricerche, negli anni Settanta riesce a sviluppare un inchiostro che diventa invisibile se riscaldato a temperature superiori a 60°. Progetta quindi una penna con una punta metallica per depositare questo speciale inchiostro sulla carta[3].

Il 1979 segna ufficialmente l’ingresso della penna cancellabile nel mercato. La Paper Mate commercializza la Erasermate[4]. È proprio il successo di questo prodotto negli USA che, due anni dopo, porta la prima penna cancellabile nel mercato italiano con il nome di Replay. Il suo inchiostro speciale a base di solventi, una volta steso sul foglio, resta in sospensione per un periodo di 24 ore, durante il quale può essere rimosso utilizzando la gomma posta in cima al fusto. Nelle prime versioni la penna lascia piccole tracce sul foglio, ma ha il vantaggio di funzionare anche in orizzontale o a testa in giù, grazie al fatto che l’inchiostro - pressurizzato all’interno - non scende per gravità. Poiché l'asciugatura non è immediata presenta però lo svantaggio di macchiare, nei sistemi di scrittura da sinistra verso destra, le mani degli scrittori mancini.

Una svolta importante arriva nel 2006 con l’introduzione delle penne a gel termosensibile FriXion Ball della Pilot.[5] Mentre le Erasermate avevano nel composto della colla di gomma che impediva l’assorbimento dell’inchiostro nella carta, quelle della Pilot sfruttano appieno le caratteristiche dei coloranti termocromici.[6] L’azienda aveva brevettato questa tecnologia già nel 1975, ma gli occorsero trent’anni di sviluppo per superare le sfide legate alla stabilità termica e alla dimensione delle particelle. Oggi questa tecnologia si è diffusa a livello globale, con molteplici marchi che hanno perfezionato versioni analoghe, in diversi colori, anche con cartucce ricaricabili e spesso con una particolare attenzione per il design.

Funzionamento

Penne Pilot Frixion

Il funzionamento delle penne cancellabili dipende dal tipo di inchiostro utilizzato. Ad oggi ce ne sono di tre tipi: “ink eraser”, termosensibile a variazione chimica e termosensibile a variazione fisica.

La tecnologia “ink eraser” è la più antica e utilizza composti a base di coloranti organici acidi che possono essere resi incolori mediante reazione chimica. L’elemento attivo è generalmente un composto alcalino come il solfito di sodio, che reagisce con il colorante, alterandone la struttura molecolare e impedendogli di interagire con la luce visibile. Questo processo non rimuove fisicamente l’inchiostro, ma lo rende trasparente. Queste penne sono spesso accompagnate da due punte: una contenente la soluzione sbiancante, l’altra un inchiostro "correttivo" resistente, con cui riscrivere sopra le parti cancellate.[7]

Le penne di tipo Erasermate utilizzano un inchiostro gommoso (composto da polimeri, resine e additivi) progettato per essere soffice, riscaldabile e riscrivibile. Quando viene strofinato con la gomma integrata, l’attrito genera calore, rendendo il segno impresso sulla carta malleabile e quindi parzialmente sollevabile e removibile dalla superficie. Una volta cancellato il segno è possibile riscrivere nello stesso punto senza sbavature evidenti.

Le penne della serie Frixion, impiegano un inchiostro innovativo denominato Metamo ink, a base di coloranti termosensibili microincapsulati. Ogni capsula contiene un colorante leuco, un attivatore di colore e un regolatore termico. L’inchiostro appare colorato a temperatura ambiente, ma diventa trasparente quando sottoposto a calore (circa 60 °C), come quello generato dalla frizione della gomma incorporata.[6] Trattandosi di una variazione fisica e non chimica, l’effetto è reversibile. Questo significa che l’inchiostro può riapparire se sottoposto a temperature molto basse (inferiori a –10°C)[6], caratteristica che rende questo tipo di penna inadatta per documenti legali.

Cultura e tendenze

Le penne cancellabili sono particolarmente utilizzate dagli studenti per la possibilità di correggere senza cancellature evidenti e evitando l’uso di bianchetti. Oggi molti marchi hanno introdotto nel mercato linee che prestano una particolare attenzione al design e all’aspetto estetico, favorendo veri e propri fenomeni di collezionismo. In Italia, in particolare, alcuni media internazionali, segnalano le Erasable Pen Legami come caso rappresentativo di questa popolarità collezionistica[8][9].

Esempi di prodotto

Tra i marchi più noti di penne cancellabili si annoverano:

Pagine correlate

Note

  1. ↑ The History and Science of Erasable Pens ( 2025) - Pen Vibe, su penvibe.com, 7 aprile 2023. URL consultato il 4 settembre 2025.
  2. ↑ Pelikan History - voce 1972, su Pelikan. URL consultato il 4 settembre 2025.
  3. ↑ The erasable pen: how does it work?, su Hopono, 19 maggio 2025. URL consultato il 4 settembre 2025.
  4. ↑ The Two Types of Erasable Ink and Why One Is Much Cooler Than the Other, su Office for Science and Society. URL consultato il 4 settembre 2025.
  5. ↑ Ascanio Trojani, Articoli 1985-2005 - I Libri del Perito III, Lulu.com, 9 febbraio 2017, ISBN 978-1-326-94239-7. URL consultato il 17 settembre 2025.
  6. 1 2 3 (EN) James Ward, The Perfection of the Paper Clip: Curious Tales of Invention, Accidental Genius, and Stationery Obsession, Simon and Schuster, 21 aprile 2020, ISBN 978-1-4767-9987-2. URL consultato il 17 settembre 2025.
  7. ↑ (EN) James Ward, Adventures in Stationery: A Journey Through Your Pencil Case, Profile, 11 settembre 2014, ISBN 978-1-84765-871-5. URL consultato il 17 settembre 2025.
  8. ↑ Les stylos Legami passionnent les enfants, mais aussi ces adultes qui les achètent à prix d’or, su huffingtonpost.fr, 13 aprile 2023. URL consultato il 4 settembre 2025.
  9. ↑ Stylos Legami : pourquoi petits et grands se les arrachent ?, su elle.fr, 22 giugno 2025. URL consultato il 6 settembre 2025.