Peretu
| Peretu comune | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Muntenia |
| Distretto | |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°02′33.57″N 25°05′26.97″E |
| Superficie | 54,16 km² |
| Abitanti | 7 758 (2007) |
| Densità | 143,24 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 147240 |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Cartografia | |
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Peretu è un comune della Romania di 7 758 abitanti, ubicato nel distretto di Teleorman, nella regione storica della Muntenia.
Geografia
Il comune di Peretu si trova a nord della pianura di Teleorman, lungo la Strada europea 70, che collega due importanti centri del distretto: Alexandria (attuale capoluogo) e Roșiorii de Vede (snodo ferroviario sulla sponda destra del fiume Vedea). La superficie del comune è di 7700 ettari (77 km²). La tenuta di Peretu fa parte della pianura di Boian, nota anche come pianura Calmastui, e insieme alla pianura Găvanu-Burdea (sulla sponda sinistra del Vedea) appartiene alla Pianura Valacca.
Le risorse idriche del distretto di Teleorman sono limitate e presenti sotto forma di acqua sotterranea (2,5-3 metri di profondità) e acqua superficiale (i fiumi Vedea e Bărâcea attraversano il territorio di Peretu).
Clima
Il territorio del comune di Peretu ha un clima temperato - continentale, tipico delle pianure del sud della Romania. Si trova all’incrocio tra masse d’aria continentale secca provenienti da est e nord-est, masse d’aria tropicali da sud e sud-ovest e masse oceaniche che, spostandosi verso est, apportano umidità. Le estati sono calde e secche, gli inverni rigidi e freddi, con neve raramente superiore ai 50–60 cm. Il territorio del comune di Peretu rientra nella zona della steppa forestale, poco favorevole alla vegetazione arborea.
Storia
Con l’unione delle tribù Geti-Daci sotto la guida del Re Burebista (30–44 a.C.), il territorio intorno a Peretu fece parte fin dall’inizio del suo regno, il cui centro politico iniziale era nella fortezza di Popești (comune di Mihăilești, distretto di Giurgiu) lungo l'Argeș. Sulla base di ritrovamenti archeologici e di alcune fonti scritte (Tolomeo), si ipotizza che l’insediamento geto-daco fosse chiamato Pirum, probabilmente abbreviazione di (Statio) Ad Pirum. Durante l’epoca romano-daca, l’insediamento Pinum sorgeva sulle rive del Vedea, dove oggi si trova Peretu. Nel XVI secolo il villaggio era noto come Depusa e, dal nome latino, si deduce che esistesse già da secoli. Depusa, con una popolazione inizialmente libera, passò a fine XVI secolo tramite acquisto nelle mani di Michele il Valoroso, diventando un villaggio reale, e i suoi abitanti servi della gleba. Dopo la morte del principe e sotto il regno di Radu Mihnea, gli abitanti di Depusa (oggi Peretu) si liberarono dal dominio dei Rumeni.
Tra il 1816 e il 1864 il villaggio fu trasferito dal padrone Costache Belu dalla collina alla pianura, secondo il Regolamento Organico del 1831.
Partecipazione alle guerre
Il comune ha registrato perdite in diverse guerre. Per la scarsa partecipazione alla Guerra russo-turca del 1877, le perdite furono limitate. Durante la Prima guerra mondiale, circa 500 abitanti partirono per il fronte, di cui 183 morirono; nel 1930 fu eretto loro un monumento nel parco centrale.[1] Alla Seconda guerra mondiale parteciparono circa 700 abitanti, con 260 morti. Nelle chiese di San Giorgio e San Nicola furono collocate lapidi commemorative e nella chiesa dei Santi Michele e Gabriele un piccolo monumento.
Politica
Il comune di Peretu è amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale di 15 membri. Il sindaco, Florin-Mihai Soreață, membro del Partito Socialista Democratico, è in carica da ottobre 2020.
Religione
Secondo l’opera "Catagrafia del județului Teleorman din ano 1810“, a Peretu esisteva "una chiesa di legno [...], dedicata a San Giorgio, con tutti i suoi arredi. In questa chiesa vi sono due preti e un parroco.“
Dopo la Prima guerra mondiale, accanto alla religione ortodossa emerse la Chiesa degli Avventisti del Settimo Giorno. Nel 1930 vi erano 5737 ortodossi, 213 avventisti, 11 riformati e 1 cattolico (totale 5962 abitanti).
Al 2009 vi sono tre chiese ortodosse:
- Chiesa di San Giorgio (quartiere Petcuțești), prima parrocchia
- Chiesa di San Nicola (centrale), nella parte orientale dell'ex tenuta di Costache Belu, seconda parrocchia
- Chiesa dei Santi Michele e Gabriele, vicino alla fermata ferroviaria.
Vi sono inoltre diverse chiese avventiste.
Tesoro di Peretu
Elmo in argento dorato …
e testa in argento, scoperti vicino a Peretu nel 1971
Il tesoro di Peretu è un reperto archeologico scoperto nel 1971 nel comune. Comprende oltre 50 oggetti, tra cui il più importante un elmo in argento dorato del peso di circa 750 grammi. Gran parte degli oggetti è esposta al Museo Nazionale di Storia della Romania.
Storia della scoperta
Nel 1971 Alexandru Trână di Peretu scoprì nell’area chiamata dai locali La Izvoare una tomba thraco-daca di circa 2500 anni, attribuita a una civiltà precristiana. Conteneva un esponente dell’aristocrazia locale. La tomba aveva due camere: nella prima uno scheletro con ceramiche, coltelli di ferro, punte di freccia, oggetti in argento dorato e bronzo; nella seconda, il guerriero non era solo: vi erano due cavalli, due cani da caccia, una mucca e un carro a quattro ruote di ferro. Complessivamente furono rinvenuti più di 50 oggetti in argento dorato, incluso un elmo del peso di circa 750 grammi.[2]
Elmo in argento dorato
Gli studi collocano l’elmo nella seconda metà del IV secolo a.C. e indicano che i Daci locali avevano trovato una forma tipica della loro dinastia per la rappresentazione emblematica: sintesi di tre elementi locali legati alla Flora e Fauna. L’elmo mostra un’aquila coronata con un coniglio nelle zampe e un pesce nel becco sulla guancia destra; sulla sinistra è rappresentato un cervo.[3][4]
Note
- ↑ Ion Bâlă, Pentru patrie! Culegere de documente și amintiri privind participarea locuitorilor din județul Teleorman la războiul pentru întregirea patriei, Bukarest, 1982.
- ↑ Fişă indisponibilă - INP, Bunuri culturale mobile clasate în Tezaurul Patrimoniului Cultural Naţional, su clasate.cimec.ro. URL consultato il 23 settembre 2025.
- ↑ Nicolae Densușianu, Istoria militară a poporului român, ediție îngrijită și prefațată de I. Oprișan, Bukarest, Vestala, 2002, ISBN 973-9418-37-6.
- ↑ Anglim Simon et al., Fighting Techniques of the ancient world. 3000 BC – 500 AD. Equipment, combat skills, and tactics, New York, Dunne, 2007, ISBN 978-0-312-30932-9.
Bibliografia
- Emil Moscalu: La tomba principesca thraco-daca di Peretu in Romania. In: Bericht der Römisch-Germanischen Kommission. Vol. 70, 1989, pp. 129–190.
Altri progetti
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