Peromyscus leucopus
| Topo dai piedi bianchi | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Rodentia |
| Famiglia | Cricetidae |
| Sottofamiglia | Neotominae |
| Genere | Peromyscus |
| Specie | P. leucopus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Peromyscus leucopus (Rafinesque, 1818) | |
| Sinonimi | |
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| Areale | |
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Il topo dai piedi bianchi o peromisco dai piedi bianchi (Peromyscus leucopus (Rafinesque, 1818)) è un roditore miomorfo della famiglia Cricetidae, originario del Nord America, dal Canada meridionale agli Stati Uniti sud-occidentali e al Messico.[1] Appartiene al genere Peromyscus, un gruppo strettamente imparentato di ratti e topi del Nuovo Mondo, spesso chiamati "topi cervini". Nelle province marittime canadesi, la sua unica presenza è una popolazione disgiunta nella Nuova Scozia meridionale.[2]
Descrizione
Gli adulti misurano dai 90 ai 100 mm di lunghezza, esclusa la coda, che può aggiungere altri 63 ai 97 mm. Un giovane adulto pesa dai 20 ai 30 g. Sebbene la loro aspettativa di vita massima sia di 96 mesi, la durata media della vita della specie è di 45,5 mesi per le femmine e 47,5 mesi per i maschi. Nei climi settentrionali, la durata media della vita è di 12 ai 24 mesi.[3] Il loro pelo è di colore marrone chiaro o bruno-rossastro nella parte superiore, mentre il ventre e le zampe sono bianchi. Le orecchie sono relativamente grandi e la coda è folta. Questo roditore è simile nell'aspetto al topo cervino (Peromyscus maniculatus).[4]
Esemplare rinvenuto nel Parco Provinciale di Quetico, Ontario.
Femmina su un sommacco cinese (Rhus typhina).
Femmina in cattività, di almeno 3 anni e 8 mesi di età.
Comportamento e alimentazione
I topi dai piedi bianchi sono onnivori e si nutrono di semi e insetti. Sono predatori particolarmente voraci dello stadio pupale del bruco del bombice dispari (Lymantria dispar), considerata una specie invasiva in Nord America.[5] Sono timidi e generalmente evitano gli esseri umani, ma occasionalmente si insediano nelle pareti degli appartamenti al piano terra, dove costruiscono nidi e immagazzinano cibo.[6] Trascorrono molto tempo sugli alberi e sugli arbusti, a volte occupando vecchi nidi di uccelli abbandonati e costruendo tetti sopra di essi.[7]

Malattie
Come il topo cervino, questa specie può trasmettere gli hantavirus, che possono causare gravi malattie nell'uomo. È stato inoltre scoperto che rappresenta una riserva virale per la spirocheta Borrelia burgdorferi, responsabile della malattia di Lyme.[8] Il topo dai piedi bianchi è l'ospite preferito della mosca parassita Cuterebra fontinella.[9]
Interazioni con l'uomo
È una delle specie di topi più comuni utilizzate come animali da laboratorio, dopo il topolino delle case (Mus musculus), e la sua versione addomesticata si chiama Peromyscus leucopus linville.[10] Questi esemplari addomesticati vengono anche tenuti come animali da compagnia[11][12] e sono stati selezionati per avere molte colorazioni diverse.[13]
Adattamenti all'urbanizzazione a New York
Le popolazioni autoctone di topi dai piedi bianchi a New York sono isolate da una fitta infrastruttura umana e confinate in gran parte in piccole isole di foresta urbana, come Prospect Park e Central Park. Il flusso genico limitato causato dalle attività umane e associato a un evento di collo di bottiglia nelle popolazioni urbane è stato sufficientemente potente da portare alla divergenza evolutiva dei topi urbani.[14][15]
Metabolismo
I topi di New York City mostrano adattamenti locali alle pressioni selettive mediate dalla dieta negli habitat urbani. Grazie a un'alimentazione opportunistica, le popolazioni urbane di topi dai piedi bianchi si nutrono di cibo scartato dagli esseri umani, una fonte di nutrimento facilmente disponibile, consumando quindi una quantità significativamente maggiore di grassi e carboidrati rispetto alle popolazioni rurali. I risultati di uno studio di genomica del paesaggio hanno evidenziato una selezione positiva nei geni mitocondriali dei topi urbani responsabili della scomposizione e della digestione di lipidi e carboidrati. Popolazioni isolate che abitano i parchi di New York City mostrano segni di adattamento a livello molecolare alle risorse alimentari urbane. Si ritiene che l'evoluzione differenziale dei processi metabolici nelle popolazioni urbane di questi roditori contribuisca al loro successo e alla loro sopravvivenza nelle foreste urbane di New York City. Inoltre, la morfologia dei topi dai piedi bianchi urbani potrebbe modificarsi per adattarsi a fonti di cibo alternative. Ad esempio, i denti degli individui trovati a New York City sono più corti di quelli degli individui trovati nelle aree rurali. Questo cambiamento nelle caratteristiche fisiche può essere spiegato dalla disponibilità di fonti di cibo di qualità superiore nelle foreste urbane, che elimina la necessità di denti lunghi e robusti.[15]
Disintossicazione
Le popolazioni urbane di topi dai piedi bianchi potrebbero essere soggette a pressioni selettive uniche a causa della maggiore esposizione routinaria a inquinanti e tossine. Uno studio comparativo del trascrittoma ha evidenziato una selezione positiva che agisce su geni nei topi urbani che svolgono ruoli importanti nella detossificazione e nel metabolismo degli xenobiotici.[16] Tra i geni sottoposti a pressione selettiva positiva figurano CYP1A1 e Hsp90, noti per essere coinvolti nel metabolismo di sostanze estranee e farmaci.[15] Le elevate concentrazioni di metalli pesanti, come piombo e mercurio, nei suoli dei parchi di New York rappresentano una pressione selettiva unica che probabilmente ha portato le popolazioni urbane a sviluppare adattamenti metabolici alla tossicità degli ambienti forestali urbani.[16] Inoltre, è noto che l'esposizione agli inquinanti induce ipermetilazione del DNA. Uno studio ha dimostrato che, nei topi dai piedi bianchi urbani, un gene che codifica per un enzima demetilasi è soggetto a selezione positiva. Ciò significa che le popolazioni urbane che vivono in ambienti altamente inquinati beneficiano esclusivamente di un enzima demetilasi attivo che rimuove i gruppi metilici dal DNA.[15]
Riproduzione
Le popolazioni di topi dai piedi bianchi che abitano le città sono densamente concentrate in parchi urbani isolati, rendendo la competizione per lo sperma una fonte di selezione particolarmente potente negli ambienti urbani. Studi genetici hanno identificato segni di evoluzione a livello molecolare dei processi riproduttivi nelle popolazioni di topi urbani. I geni associati alla spermatogenesi, alla locomozione degli spermatozoi e all'interazione spermatozoo-ovulo nelle specie urbane mostrano un modello di regolazione divergente rispetto alle loro controparti rurali.[16] Pertanto, l'intensificarsi della competizione per lo sperma da parte delle dense popolazioni di topi nelle foreste urbane ha portato questi ultimi a sviluppare spermatozoi più rapidi ed efficienti rispetto a quelli dei topi rurali.
Immunità
Gli ambienti urbani sono saturi di un gran numero di agenti patogeni, sia nuovi che noti, introdotti tramite trasporti, traffico e commercio.[17] L'elevata presenza di agenti patogeni rappresenta un fattore di selezione direzionale che favorisce le varianti genetiche in grado di resistere alle infezioni in modo più efficiente. Il risultato di questa selezione è visibile nella divergenza genetica tra le popolazioni urbane e rurali di topi dai piedi bianchi, a livello di loci che regolano la risposta immunitaria innata e l'infiammazione. Inoltre, uno studio ha evidenziato una selezione positiva che agisce sui geni che modulano il riconoscimento degli agenti patogeni nei topi urbani. Le proteine immunoregolatrici presenti nei linfociti T sono sovraespresse nei topi urbani rispetto alle popolazioni rurali.[18] Questi risultati suggeriscono che il sistema immunitario dei topi dai piedi bianchi di New York potrebbe evolversi per riconoscere e rispondere agli agenti patogeni in modo più efficiente. La divergenza tra roditori rurali e urbani è particolarmente evidente a causa dell'ostacolo al flusso genico tra queste popolazioni, causato da barriere paesaggistiche come strade, autostrade e marciapiedi. Il monitoraggio della forza delle difese immunitarie in questa specie è di particolare importanza perché è frequentemente soggetta a infezioni da agenti patogeni pericolosi come l'hantavirus e la Borrelia burgdorferi.[19]
Note
- 1 2 Cassola, F., Peromyscus leucopus, vol. 2016, 2016, pp. e.T16669A115136270, DOI:10.2305/IUCN.UK.2016-3.RLTS.T16669A22360579.en. URL consultato il 17 dicembre 2025.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
- (EN) Peromyscus leucopus, su Catalogue of Life.
- (EN) Peromyscus leucopus, su Fossilworks.org.
- (EN) Peromyscus leucopus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Peromyscus leucopus, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Peromyscus leucopus, su Lista rossa IUCN.


