Petersenspitze

Petersenspitze
La Petersenspitze (appena a destra del centro) sopra Taschachferner e Taschachhaus (2434 m)
StatoAustria (bandiera) Austria
Land  Tirolo
Altezza3 472 m s.l.m.
Prominenza61 m
Isolamento0,5 km
CatenaAlpi
Coordinate46°53′19″N 10°50′18″E
Data prima ascensione26 luglio 1874
Autore/i prima ascensioneVictor Hecht, Johann Pinggera, Josef Spechtenhauser e Moritz von Dechy
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Austria
Petersenspitze
Petersenspitze
Mappa di localizzazione: Alpi
Petersenspitze
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Centro-orientali
SezioneAlpi Retiche orientali
SottosezioneAlpi Venoste
SupergruppoAlpi Venoste Orientali
GruppoGruppo della Palla Bianca (Weißkamm)
SottogruppoNodo della Palla Bianca
CodiceII/A-16.I-A.2.e

Il Petersenspitze è una montagna alta 3 472 m s.l.m. sul livello del mare sita nella catena del Weißkamm delle Alpi Venoste nello stato austriaco del Tirolo, in Austria[1]. Ha una cima innevata ed è una popolare destinazione d'alta quota per gli alpinisti grazie alle sue pareti nord e nord-ovest. La vetta prende il nome dal chimico Theodor Petersen, che fu presidente della sezione di Francoforte sul Meno del Club Alpino Tedesco tra il 1869 e il 1894.

Geografia

La Petersenspitze si trova nella Weißkamm, una catena montuosa che si estende da sud-ovest a nord-est, lunga circa 20 km. Presenta creste prominenti a nord-est, sud e ovest, la maggior parte delle quali sono ricoperte da ghiacciai. A nord, il ghiacciaio Taschachferner si estende fino alla cima, mentre a sud si trova il ghiacciaio Große Vernagtferner. Le montagne vicine lungo la cresta meridionale sono, a sud-est, separate dal Brochkogeljoch (3423 m) e dall'Hintere Brochkogel (3 625 m); a ovest, separate dal Taschachjoch (3 236 m), dall'Hochvernagtwand (3 400 m); e a nord-est, lungo la cresta, dalla Taschachwand (3 354 m). La città più vicina è Vent, situata a poco più di cinque chilometri a sud-est in linea d'aria.

Origine del nome

La Petersenspitze prende il nome da Theodor Petersen, che effettuò numerose prime ascensioni nelle Alpi Venoste tra il 1871 e il 1893, tra cui quelle del Texelspitze, del Roteck, del Rofelewand, dell'Hinterer Brunnenkogel, del Bliggspitze, dell'Hintereisspitzen, del Verpeilspitze, dello Schwabenkopf e del Rostizkogel.

Accesso

L'itinerario intrapreso dal gruppo di Victor Hecht e Moritz von Déchy il 26 luglio 1874 partiva dal Wildspitze, attraversava il Brochkogeljoch e percorreva la cresta sud fino alla vetta, per poi scendere nella valle Pitztal. Il percorso dal Brochkogeljoch rimane la via standard e la più facile per raggiungere la Petersenspitze. Il Rifugio Vernag, situato a 2 755 metri, può fungere da base. Secondo le guide, l'escursione dura tre ore e conduce prima attraverso il ghiacciaio Vernagtferner fino al passo e poi lungo la cresta sud fino alla vetta. Un impegnativo itinerario combinato, con ghiaccio fino a 60° di pendenza e arrampicata su roccia di II grado UIAA, sale la parete nord-ovest. La parete nord, alta 150 metri, con una pendenza di ghiaccio fino a 50°, è raggiungibile dal Taschachhaus (2 434 m), situato a nord.

Alpinismo

Le Alpi Venoste hanno visto i primi passi dell'alpinismo esplorativo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Le cime più importanti furono state scalate a fine '800 da pionieri, spesso esploratori austriaci, tedeschi o inglesi supportati da guide locali. La prima salita documentata della Petersenspitze fu effettuata il 28 luglio del 1874 da Victor Hecht, Johann Pinggera, Josef Spechtenhauser e Moritz von Dechy come parte di una traversata dalla Wildspitze alla valle Pitztal. Si ricorda quella di Karl Prusik attraverso la parete di ghiaccio del Taschach (pendenza di ghiaccio fino a 50°, roccia UIAA I) nel 1940.

Note

  1. ↑ Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005, ISBN 978-88-8068-273-8.

Bibliografia

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005, ISBN 978-88-8068-273-8.

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