Petra De Sutter
| Petra De Sutter | |
|---|---|
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| Vice primo ministro del Belgio | |
| Durata mandato | 1º ottobre 2020 – 3 febbraio 2025 |
| Capo del governo | Alexander De Croo |
| Ministro federale della funzione pubblica e delle imprese pubbliche | |
| Durata mandato | 1º ottobre 2020 – 3 febbraio 2025 |
| Capo del governo | Alexander De Croo |
| Predecessore | David Clarinval (Pubblica amministrazione) Philippe De Backer (Poste e telecomunicazioni) |
| Successore | Vanessa Matz |
| Presidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo | |
| Durata mandato | 10 luglio 2019 – 30 settembre 2020 |
| Predecessore | Anneleen Van Bossuyt |
| Successore | Anna Cavazzini |
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 2 luglio 2019 – 30 settembre 2020 |
| Successore | Sara Matthieu |
| Legislatura | IX |
| Gruppo parlamentare | Verdi/ALE |
| Circoscrizione | Circoscrizione fiamminga |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Verdi |
| Titolo di studio | Laurea in medicina |
| Università | Università di Gand |
| Professione | Ginecologa; Docente |
Petra De Sutter (Oudenaarde, 10 giugno 1963) è una ginecologa e politica belga del partito dei Verdi, dall'ottobre 2020 al febbraio 2025 è stata vice primo ministro nel governo del primo ministro Alexander De Croo. In questa veste, sovrintende alla pubblica amministrazione belga e imprese pubbliche. In precedenza è stata europarlamentare dal 2019 al 2020 e del Senato belga dal giugno 2014 al 2019. Ha anche lavorato come professoressa di ginecologia presso l'Università di Ghent e capo del dipartimento di medicina della riproduzione presso il Ghent University Hospital (UZ Gent).
È il primo ministro transgender in Europa.
Biografia
Nata a Oudenaarde nel 1963, prima dell'ingresso in politica era professoressa universitaria di ginecologia all'Università di Gand e capo del dipartimento di medicina riproduttiva dell'Ospedale universitario di Gand. Nel 2014 si candida con i Verdi alle elezioni europee ma risulta la prima dei non eletti. Il Consiglio politico del partito decide quindi di nominarla membro del Senato, recentemente divenuto non elettivo a seguito di una riforma costituzionale.[1] Da donna trans, De Sutter diventa la prima persona apertamente transgender a candidarsi ad un'elezione e a sedere in Parlamento in Belgio.[2] Da senatrice, è membro anche della delegazione belga all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Nel 2019 si candida nuovamente alle elezioni europee e viene eletta eurodeputata, ricoprendo l'incarico di presidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, prima eurodeputata verde a ricoprire la carica. Oltre ai compiti in commissione, De Sutter faceva parte della delegazione del Parlamento per le relazioni con i paesi dell'Asia meridionale (Bangladesh, Bhutan, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka). È stata anche membro dell'Intergruppo del Parlamento europeo sui diritti LGBT ed è entrata a far parte del comitato speciale per sconfiggere il cancro.

Il 1º ottobre 2020 ha prestato giuramento davanti al Re come Vice primo ministro del governo De Croo.[3] Eredita la competenza del servizio pubblico e delle imprese pubbliche.
Note
- ↑ (NL) Professor Petra De Sutter aangeduid als gecoöpteerd senator voor Groen, in Het Laatste Nieuws, 21 giugno 2014. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (NL) Petra De Sutter is eerste transgender op kieslijst, in Het Nieuwsblad, 1º marzo 2014. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Petra De Sutter, la prima ministra transgender d'Europa - la Repubblica, su Repubblica TV - Repubblica, 2 ottobre 2020. URL consultato il 3 ottobre 2020.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Petra De Sutter
Collegamenti esterni
- (NL) Sito ufficiale, su petradesutter.be.
- Petra De Sutter (canale), su YouTube.
- (EN) Opere di Petra De Sutter, su Open Library, Internet Archive.
- Petra De Sutter, su europarl.europa.eu, Parlamento europeo.
- (EN, FR) Petra De Sutter, su pace.coe.int, Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 49471140 · ISNI (EN) 0000 0000 3863 5766 · ORCID (EN) 0000-0002-8792-3814 · LCCN (EN) n2003130886 · GND (DE) 1187228575 · BNF (FR) cb14589514g (data) |
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