Philip Abramo
Philip Abramo, detto The King of Wall Street, noto anche con lo pseudonimo di Lou Metzer (New York, 22 luglio 1945), è un mafioso statunitense, caporegime della famiglia DeCavalcante del New Jersey.
A lui è affidata la gestione della squadra della famiglia DeCavalcante operante a Miami, in Florida.[1]
Biografia
Nato a New York, Abramo ha frequentato la Cardinal Hayes High School nel Bronx. È stato uno dei pochi esponenti di Cosa Nostra a proseguire gli studi universitari, laureandosi in economia aziendale con specializzazione in contabilità presso la Pace University. Nel 1971 è stato condannato per possesso di merce rubata, mentre nel 1973 è stato riconosciuto colpevole di traffico di eroina e condannato a sette anni di carcere federale.
Carriera criminale
Crimini finanziari
Dopo essere divenuto a pieno titolo un membro della famiglia DeCavalcante, Philip Abramo si dedicò ad attività criminali come estorsione, prestiti a usura e frodi. Abramo era inoltre l'uomo ombra dietro la Sovereign, una nota società di penny stock, e della sua affiliata Falcon Trading. Controllava inoltre altre due società di penny stock, Toluca Pacific Securities e Greenway Capital, e, secondo le accuse, gestiva altre società di titoli attraverso broker e trader che gli erano fedeli.[2]
Omicidi
Oltre ai reati finanziari, Philip Abramo è stato coinvolto in diversi omicidi. Nel 1989, lui e altri membri della famiglia DeCavalcante avrebbero ucciso Frederick Weiss, dirigente nel settore del riciclo e ex caporedattore del quotidiano Staten Island Advance. L’omicidio sarebbe stato eseguito come favore al boss della famiglia Gambino, John Gotti, preoccupato che Weiss potesse collaborare con l’FBI nell’ambito di un’inchiesta su una società di rifiuti.
Nel 1992, Abramo avrebbe inoltre partecipato all’uccisione del boss DeCavalcante, John D’Amato, sospettato di essere omosessuale.[3]
Con l’aumentare del suo potere nella famiglia DeCavalcante, Abramo servì spesso da intermediario tra i DeCavalcante e le cinque famiglie mafiose di New York.[2] L’FBI lo indicò infatti come uno dei visitatori abituali di Gotti prima dell’arresto di quest’ultimo nel 1992. Abramo è inoltre cognato di Alan Longo, membro della famiglia mafiosa Genovese.
Arresto e condanna
Nel 1996, Abramo fu incriminato nel New Jersey per aver truffato più di 300 persone in tutto il paese, sottraendo loro circa 1 milione di dollari attraverso la vendita di linee di credito fasulle.[1] Nel ottobre 2000, venne nuovamente incriminato con accuse di estorsione, cospirazione per omicidio e frode finanziaria.[1] Durante il processo, Abramo dichiarò:
Ho fatto molte, moltissime cose nella mia vita di cui mi vergogno, ma non ho mai, in nessun caso, ucciso un altro essere umano né chiesto o ordinato a qualcuno di farlo.
Il 4 luglio 2003, Philip Abramo è stato condannato per cinque omicidi, tra cui quelli di D’Amato e Weiss, oltre a reati di estorsione e prestiti a usura.[4] Nel 2006 ha ricevuto la condanna all’ergastolo.[5] Nel settembre 2008, una corte d’appello federale ha annullato la condanna per estorsione, ordinando un nuovo processo.
Abramo è stato rilasciato il 21 gennaio 2018.
Note
- 1 2 3 (EN) Decline and Fall of an Empire (Published 1999), 17 gennaio 1999. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 Gary Weiss, The Mob On Wall Street, in Bloomberg, 16 dicembre 1996.
- ↑ (EN) Mob Boss 'Hit' Over Gay Encounters - CBS News, su www.cbsnews.com, 1º maggio 2003. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) United States v. Abramo, 8:99-cr-00215 - CourtListener.com, su CourtListener. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) BY CAROL S. REMOND DOW JONES, 'Wall Street mobsters' sentenced in Florida, su The Star Banner. URL consultato il 22 settembre 2025.