Piazza Pitagora

Piazza Pitagora
Nomi precedentiPiazza Raffaele Lucente[1]
Piazza Regina Margherita
Piazza della Vittoria[2]
Piazza della Rivoluzione Fascista[1]
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàCrotone
Codice postale88900
Informazioni generali
Tipopiazza
Lunghezza430 m
Superficie6 460 m²
IntitolazionePitagora
Collegamenti
IntersezioniVia Vittorio Veneto
Viale Regina Margherita
Via Mario Nicoletta
Via Luigi Pantusa
Via Francesco Sculco
Via Nuova Poggioreale
Via Silvio Messinetti
Via Cutro
Luoghi d'interessePortici (o colonnato)
Monumento a Pitagora
Trasportiautobus, taxi
Mappa
Map

Piazza Pitagora è uno dei principali spazi urbani del centro di Crotone, in Calabria. Situata tra il centro storico e le direttrici dell'espansione urbana sviluppatasi tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo, occupa l'area immediatamente esterna all'antica Porta di Terra della città fortificata, demolita nel 1867[3][4].

La piazza assunse la configurazione moderna nella seconda metà dell'Ottocento: nella cartografia del 1874 è indicata come piazza Principessa Margherita; fonti comunali la ricordano successivamente come piazza Regina Margherita. Nel 1893 fu intitolata a Raffaele Lucente, mentre nel 1938 assunse la denominazione di piazza della Rivoluzione Fascista. Nel dopoguerra prese l'attuale nome, dedicato a Pitagora, la cui scuola filosofica ebbe sede nell'antica Kroton[3][5][6].

Storia

Dalla Porta di Terra alla piazza ottocentesca

Fino alla seconda metà del XIX secolo la città era delimitata dalla cinta fortificata. Il 14 agosto 1867 la Giunta comunale, con Raffaele Lucente sindaco facente funzioni, deliberò la demolizione immediata del tratto di cortina compreso tra i bastioni dell'Immacolata e di San Francesco, dove si trovavano il ponte di accesso e la porta principale della città, approvando contemporaneamente la sistemazione urbanistica dell'area circostante. L'11 settembre dello stesso anno la demolizione della porta risultava ormai prossima al completamento[3].

Una carta della città compilata dall'ingegnere Pietro Bosetto il 24 agosto 1874 documenta il nuovo assetto: nel luogo dell'antica Porta Principale iniziava via Vittoria, fiancheggiata da due porticati aperti sulla piazza Principessa Margherita. La stessa carta distingue dalla piazza principale una più piccola piazza Vittoria, situata sul lato sinistro per chi usciva dalla città. Dalla piazza si dipartivano inoltre le nuove direttrici verso la stazione ferroviaria, Poggio Reale e la Marina[3].

I portici prospicienti la piazza furono realizzati nel 1867: il colonnato è costituito da elementi in arenaria a fusto liscio con capitelli neodorici[7].

Piazza Raffaele Lucente

Dopo la morte di Raffaele Lucente, avvenuta nel 1890, il Comune decise di commemorarlo con un monumento: il 15 agosto 1892 il Consiglio comunale autorizzò la collocazione del busto, opera dello scultore Francesco Jerace, nella villetta lungo strada Regina Margherita[3]. Con deliberazione della Giunta del 16 aprile 1893 fu stabilito che «la località ove sarà eretto il monumento» assumesse il nome di Piazza Raffaele Lucente; il monumento venne inaugurato il 14 maggio dello stesso anno[5].

Nel 1907 la piazza ospitò l'inaugurazione dell'acquedotto cittadino[8]. Nello stesso periodo il monumento a Lucente si trovava davanti alla palazzina dei fratelli Giglio, edificio che chiudeva uno dei lati della piazza e che fu demolito nel primo decennio del Novecento in occasione dell'apertura di via Vittorio Veneto. Dopo la demolizione il monumento venne spostato di pochi metri[5].

Il periodo fascista e l'arengario

Il 19 novembre 1938, nell'ambito di una revisione della toponomastica cittadina, Piazza Raffaele Lucente fu rinominata Piazza della Rivoluzione Fascista[6]; pochi giorni dopo, il 26 novembre, l'amministrazione comunale deliberò la costruzione nella piazza di un monumento-arengario con sacrario dedicato ai caduti del regime e delle campagne militari fasciste[6].

Il complesso, progettato inizialmente dall'ingegnere Gastone Saletnich e successivamente modificato, comprendeva un podio, quattro pilastri con architrave semicircolare e un altorilievo noto come Legionario, realizzato dallo scultore crotonese Giuseppe Mancuso. Il 30 marzo 1939 Benito Mussolini, durante la sua visita a Crotone, raggiunse la piazza e salì sul podio predisposto per l'occasione. L'opera nella sua configurazione completa fu ultimata il 10 luglio 1939[6].

Nel dopoguerra gli elementi più direttamente legati alla simbologia fascista furono progressivamente rimossi; sul finire degli anni cinquanta l'intero complesso dell'arengario venne demolito e la scultura del Legionario trasferita nella villa comunale[6]. La denominazione piazza Pitagora risulta già in uso nella documentazione comunale del 1957, relativa alla nuova sistemazione della piazza e al trasferimento nella villa comunale dei monumenti a Raffaele Lucente e Armando Lucifero[5].

Interventi contemporanei

Nel corso del Novecento il colonnato fu oggetto di diversi interventi: nel 1959 le colonne neodoriche furono rivestite con lastre di marmo; tra il 1985 e il 1988 un successivo intervento rimosse il rivestimento e procedette al recupero dei fusti e dei capitelli[9]. Nel 2019 il Comune avviò un nuovo intervento di riqualificazione dei portici, indicando quello del 1985 come l'ultimo precedente intervento organico[10].

Nel 2024 piazza Pitagora è stata compresa nella dichiarazione di interesse culturale riguardante la direttrice urbana della nuova espansione di Crotone tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, disposta con decreto n°. 168 del 3 giugno 2024. Il provvedimento tutela, tra gli altri elementi, le pavimentazioni storiche in basolato lavico della piazza, datate sulla base della documentazione iconografica agli anni trenta e quaranta del Novecento[11][12].

I portici

I portici costituiscono uno degli elementi architettonici caratterizzanti della piazza e segnano il punto di passaggio tra il tessuto del centro storico e l'espansione urbana ottocentesca: costruiti nel 1867 in corrispondenza dell'antica Porta di Terra, presentano colonne in arenaria a fusto liscio con capitelli neodorici. Da questo sistema porticato ha origine l'asse di via Vittoria, oggi via Silvio Messinetti, che conduce verso piazza Duomo[7][4].

Eventi e attività

Il 31 dicembre 2023 piazza Pitagora ha ospitato la trasmissione televisiva di Rai 1 L'anno che verrà, condotta da Amadeus e trasmessa in diretta anche su Rai Radio 1 e RaiPlay[13].

La piazza è inoltre sede storica dell'emittente televisiva locale Video Calabria, fondata a Crotone nel 1978[14].

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 Crotone, tutti pazzi per la piazza: la storia e la “maledizione” di Pitagora, su iacchite.blog, 19/01/2024. URL consultato il 9 febbraio 2024.
  2. ↑ Francesco Placco, Quando il Carmine era Shanghai, su briganteggiando.it, 03/05/2016. URL consultato il 24 novembre 2023.
  3. 1 2 3 4 5 Andrea Pesavento, La città senza storia. Sviluppo urbano e nuova immagine della città di Crotone (1860–1900), su Archivio Storico Crotone, 12 marzo 2015. URL consultato il 7 agosto 2026.
  4. 1 2 Raffaele Lucente (1831-1890), su Comune di Crotone. URL consultato il 7 agosto 2026.
  5. 1 2 3 4 Monumento a Raffaele Lucente (25/04/1831-24/11/1890) (PDF), su Comune di Crotone. URL consultato il 7 agosto 2026.
  6. 1 2 3 4 5 La “Conversione” del Legionario: da simbolo fascista a testimonianza dei caduti sul lavoro (PDF), su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 7 agosto 2026.
  7. 1 2 Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto ambientale (PDF), su Comune di Crotone. URL consultato il 7 agosto 2026.
  8. ↑ Andrea Pesavento, Fontane del Crotonese, su Archivio Storico Crotone, 8 giugno 2022. URL consultato il 7 agosto 2026.
  9. ↑ Crotone, c'erano una volta i portici di Piazza Pitagora!, su ilCirotano, 10 febbraio 2017. URL consultato il 7 agosto 2026.
  10. ↑ I portici di Piazza Pitagora – chiarimenti sull'attività di riqualificazione in corso, su Comune di Crotone, 30 aprile 2019. URL consultato il 7 agosto 2026.
  11. ↑ Approvato il vincolo d'interesse culturale da piazza Duomo al corso di Crotone, su La Provincia KR, 4 giugno 2024. URL consultato il 7 agosto 2026.
  12. ↑ Relazione illustrativa del Piano strutturale comunale (PDF), su Comune di Crotone. URL consultato il 7 agosto 2026.
  13. ↑ Amadeus e “L'anno che verrà” da Crotone: “Quando la Rai realizza qualcosa lo fa in grande”, su RaiNews, 30 dicembre 2023. URL consultato il 7 agosto 2026.
  14. ↑ Massimo Emanuelli, Video Calabria, su Storia della televisione italiana, 9 dicembre 2017. URL consultato il 7 agosto 2026.

Voci correlate

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