Pietro Angelini

Pietro Angelini (Forlì, 27 dicembre 1888 – Roma, 19 luglio 1977) è stato un pittore italiano di scuola forlivese.

Schivo e solitario, nasce povero, non ama eventi mondani ed è appassionato soprattutto della sua arte. Fa parte del Cenacolo artistico forlivese. Utilizzava come nome d'arte Pierozzo da Forlì. Predilige la pittura di paesaggio, in particolare ad acquerello.

Biografia

Nato in una famiglia di condizioni modeste, a tredici anni abbandona la Romagna, trasferendosi a Milano e mantenendosi con vari mestiere. Di quell'esperienza in seguito ricorderà "Partii a 13 anni dalla Romagna, trascinato da una forza che non sapevo spiegarmi, senza meta e senza un soldo"[1]. Da solo apprende a leggere e scrivere e si appassiona di pittura.

Dopo Milano si muove fra Como, Ginevra, Parigi, Lione, con spostamenti frequenti. Mentre si trova a Milano gli giunge la notizia che la madre sta morendo; riesce a rientrare a Forlì solo grazie a una colletta di alcuni forlivesi, fra cui il pittore Giovanni Marchini. Colpito dal gesto generoso, Angelini decide di aderire al Cenacolo Artistico Forlivese dove stringe amicizia, oltre che con Marchini, anche con l'altro fondatore, Tommaso Nediani. Lo stesso Angelini racconta che gli anni della miseria rappresentano un'esperienza che gli sarà utile nella definizione del suo stile.

Rientrato a Milano dopo la morte della madre, Angelini incontra il pittore Vittore Grubicy de Dragon già promotore di numerosi giovani talenti come Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Carlo Fornara, Benvenuto Benvenuti. Da Grubicy Angelini apprende la tecnica divisionista e comincia a dividere i suoi colori, le sue "armonie basse" come scriverà Carlo Efisio Oppo. Angelini è allievo prediletto di Vittore Grubicy e alla sua morte ne diventa l'erede del patrimonio spirituale, unitamente al Maestro Arturo Toscanini, Arturo Tosi e Benvenuto Benvenuti.

Angelini si sposta poi in Provenza e a Ginevra dove trova un buon apprezzamento per le sue opere e dove conosce alcuni italiani espulsi dall'Italia per motivi politici. Con la frequentazione di un locale, il Pein Palais, viene in contatto con idee socialiste ed anarchiche. Nel 1909, tornato brevemente a Forlì, riallaccia i rapporti con Benito Mussolini, che aveva già conosciuto anni prima da ragazzo. Nel 1912 partecipa alla mostra legata al Premio Curlandese di Bologna con il dipinto Il fuoco.

Decide di trasferirsi a Parigi e lì prende confidenza con le Esposizioni, i Salons, i caffè di Montmartre. Spostatosi poi a Lione riesce a trovare un certo benessere economico lavorando come fotografo e decoratore di stoffe. Dal punto di vista pittorico si ispira ai dipinti delle campagne tanto care ad Antonio Fontanesi e al suo amico François-Auguste Ravier. Sempre a Lione viene in contatto con il concittadino pittore Maceo Casadei, più giovane di lui, che lo affianca come collaboratore di bottega. Angelini è ancora a Lione quando scoppia la Prima Guerra mondiale, e riesce a restare per altri due anni in quanto riformato, ma poi, sottoposto a una nuova visita medica al Consolato Italiano, viene costretto a rientrare a Forlì.

A Forlì il suo miglior amico è Luciano De Nardis, con cui resta in rapporti d'amicizia fino alla di lui morte nel 1959. De Nardis aderisce al Futurismo frequentando casa Pratella a Lugo dove conosce Marinetti e altri futuristi romagnoli. Angelini viene influenzato dal movimento, rimane sempre in contatto con Luciano De Nardis con il quale organizza anche una mostra presso il Circolo della Scranna di Forlì[2] dove espone alcuni pastelli ispirati alle liriche futuriste di De Nardis.

La prima vera e importante mostra personale è del 1925, alla Famiglia Romagnola di Milano. Angelini è un artista ormai maturo e alla Famiglia Romagnola entusiasma Carlo Carrà che così lo recensisce nella Rivista "Il Convegno" del 25 dicembre 1925: "Ed eccoci alle Mostre Personali, una delle quali, quella tenuta alla Famiglia Romagnola dal pittore Pietro Angelini, mi parve la più interessante. Dico meglio, essa mi fece l'effetto di una vera e propria rivelazione, non conoscendo prima né l'autore né alcuna sua opera. Colpa non del tutto nostra, ma dell'Angelini stesso che è un timido e un solitario. Che egli, come mi disse, non ami il rumore e per i cenacoli abbia naturale avversione, questo non avrebbe dovuto vietargli di esporre prima le sue pitture. Di questo artista siamo certi che la critica intelligente dovrà presto occuparsi.
I suoi acquerelli sono spesso di una assoluta felicità e pienezza. talvolta siamo addirittura nell'atmosfera della musica.
(....). Un'altra qualità di Angelini è l'esigenza della misura, dimodoché ogni suo pezzo risponde alla legge dell'armonia, prima che alla riproduzione della realtà. Da ciò è facile arguire quale sia il suo ideale estetico. Pittore per congenita disposizione della sua natura, Pietro Angelini dipinge e disegna come l'usignolo canta, e anche nei più minuscoli bozzetti e schizzi, tu trovi il segno palese di un linguaggio articolato con semplicità ed eloquenza potente. Se vi è un pittore che gli potrebbe essere paragonato, questi è Auguste Ravier, il fido e caro compagno di Antonio Fontanesi. Infine egli è un lirico che conosce i contrasti e le trasfigurazioni del vero. Poche gocce di colore, gli sono sufficienti per dargli un dato effetto atmosferico, il sentimento d'una realtà. Anche quando le esigenze dell'artista si attardano ad accarezzare una sfumatura, una lieve linea, una penombra, una trasparenza di luce, il suo dipinto mantiene la freschezza dell'impressione avuta
".

Dal 1930 si stabilisce a Roma[3]. Nel 1936 rimane coinvolto in un incidente ferroviario in cui rimane ferito: l'incidente rende più malinconica la sua produzione e il pittore si chiude progressivamente in un esilio volontario che lo tiene lontano dalle mostre[4]. Fanno eccezioni le sue personali organizzate dalla Pinacoteca di Forlì nel 1955 e nel 1972. Muore a Roma nel 1977.

Stile

Angelini viene in contatto con svariati artisti e movimenti artistici, sia di ambito post impressionista, sia di avanguardia. Pur realizzando una serie di opere influenzate da questi movimenti, la maggior parte della sua produzione consiste di paesaggi dipinti ad acquerello, con tinte delicate sui toni del pastello.

Fra le opere dell'artista conservate nei musei di Forlì, in gran parte paesaggi, si trovano anche l'autoritratto[5] e il ritratto della moglie[6].

Esposizioni e mostre

Quadriennale di Roma

Sette Partecipazioni.

  • 1931 Prima Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.
  • 1935 Seconda Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.
  • 1939 III Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.
  • 1943 IV Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.
  • 1948 Rassegna Nazionale di Arti Figurative Roma (V quadriennale).
  • 1955/56 VII Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.
  • 1959/60 VIII Quadriennale D'Arte Nazionale Roma.

Biennale di Venezia

Sei partecipazioni.

  • XVI Esposizione Internazionale d'Arte 1928.
  • XVIII Esposizione Internazionale d'Arte 1932.
  • XIX Esposizione Internazionale d'Arte 1934.
  • XX Esposizione Internazionale d'Arte 1936.
  • XXI Esposizione Internazionale d'Arte 1938.
  • XXIV Esposizione Internazionale d'Arte 1948.

Alcune Gallerie e Collezioni dove figurano opere di Pietro Angelini

  • Milano, Galleria d'Arte Moderna.
  • Piacenza, Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi.
  • Bologna, Pinacoteca.
  • Forlì, Pinacoteca.
  • Roma, Galleria d'Arte Moderna.
  • Roma, Collezione Senato della Repubblica.
  • Roma, Collezione Camera dei Deputati.

Fonti

  • Archivio Quadriennale di Roma.
  • Archivio Biennale di Venezia.
  • Archivio Famiglia Angelini.
  • Archivio G.Ronchi.
  • Archivio Pinacoteca di Forlì.
  • Rivista "Il Convegno" dic 1925 (art.Carlo Carrà).
  • Rivista il Trebbo (lug-ago 1943).
  • "La Piè" (art. Antonio Mambelli - demologo).
  • Rivista "Il Melozzo" giugno 1970.
  • Catalogo Mostra Pinacoteca Forlì 1972.
  • Catalogo Mostra Circolo Artistico Roma 1931 (rec. C.E.Oppo).

Note

  1. ↑ Un europeo forlivese, in Il Melozzo, Giugno 1970.
  2. ↑ Pittore Pietro Angelini - futurismo, su gianfrancoronchi.net.
  3. ↑ Angelini Pietro, su bbcc.regione.emilia-romagna.it.
  4. ↑ Pietro Angelini, su fidesarte.it.
  5. ↑ Autoritratto, su bbcc.regione.emilia-romagna.it.
  6. ↑ Ritratto della moglie, su bbcc.regione.emilia-romagna.it.

Bibliografia

  • Mostra personale del pittore romagnolo Pietro Angelini: Roma, Foyer del Teatro Quirino, aperta dal 18 al 31 maggio 1927, 1927.
  • Valerio Mariani, Una mostra a Forlì, in La fiera letteraria, 26 giugno 1955.
  • Mario Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori contemporanei, Milano, 1962.
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