Pietro Thermignon

Pietro Thermignon

Pietro Thermignon (Torino, 21 luglio 1819 – 8 gennaio 1901) è stato un incisore, orafo e maestro di zecca italiano del XIX secolo.

Biografia

Origini e famiglia

Pietro Thermignon nacque il 21 luglio 1819 a Torino da Michele e Orselina Thermignon. Sposò Eugenia Perratone, dalla quale ebbe undici figli. Tra i suoi discendenti figurano, tra gli altri, il pittore Carlo Thermignon, il compositore e direttore d’orchestra Delfino Thermignon, l’architetto Giovanni Thermignon e le figlie Matilde e Giuseppina Thermignon.

Vita privata e residenze

Nel corso della sua vita Thermignon abitò e lavorò nel palazzo di via Santa Chiara 8, nel centro di Torino. Successivamente ebbe anche un domicilio in piazza Vittorio Veneto e una casa a Viù.

Al di fuori dell’attività professionale coltivò un forte interesse per l’alpinismo, compiendo escursioni nelle montagne circostanti Viù. Era inoltre un abile nuotatore e, secondo testimonianze dell’epoca, salvò almeno due persone dal rischio di annegamento nel fiume Po.

Impegno politico e contesto storico

Thermignon visse nel periodo del Risorgimento di cui fu un convinto sostenitore. Le sue convinzioni politiche si manifestarono nella simpatia per Giuseppe Mazzini, che incontrò nel 1851 durante un viaggio all’Esposizione Universale di Londra. Fu un lettore assiduo del giornale Pensiero ed Azione, partecipò a riunioni dei Carbonari ed era affiliato alla massoneria torinese, che all’epoca rappresentava un importante centro di ideali patriottici.

Ultimi anni e morte

Intorno ai sessant'anni Thermignon si ritirò progressivamente dalla vita lavorativa. Morì l'8 gennaio 1901 a Torino, all’età di 82 anni.

Formazione artistica

Apprendistato

Thermignon apprese i primi rudimenti del mestiere dal padre, anch’egli orafo. Fin da giovane mostrò interesse per il disegno e la progettazione, avvicinandosi progressivamente all’incisione e all’oreficeria. Per perfezionarsi entrò come apprendista presso la ditta orafa Ditta Dury & Balbin e frequentò corsi serali di disegno presso la scuola popolare.

Accademia Albertina

Grazie alle sue capacità fu ammesso all’Accademia Albertina di Torino, dove seguì corsi di pittura, scultura e studio del nudo sotto la guida, tra gli altri, del professor Bogliani. In questo ambiente strinse rapporti di amicizia con artisti quali Gastaldi, Francesco Gamba, Francesco Gonin, Carlo Arienti e i fratelli Paolo ed Emilio Morgari.

Maestri e influenze

Lo scultore Vincenzo Vela, in seguito docente presso la stessa Accademia Albertina, divenne per Thermignon un importante maestro e punto di riferimento. L’ambiente artistico dell’Accademia Albertina ebbe un ruolo determinante nel suo sviluppo, consentendogli di raggiungere un alto livello di perizia tecnica nell’incisione e nella cesellatura.

Sotto la guida dei professori Giulio e Selmi apprese inoltre le tecniche di galvanizzazione (doratura e argentatura), nelle quali si specializzò.

Attività professionale

Incisione e oreficeria

In qualità di orafo e incisore, Thermignon progettò e realizzò medaglie in zinco, bronzo, argento e oro, dedicate a eventi storici e commemorativi. Incise, tra l’altro, ritratti di Giuseppe Garibaldi, Camillo Cavour e Vittorio Emanuele II, figure centrali del Risorgimento. In una lettera del 2 gennaio 1865 Garibaldi lo ringraziò personalmente per una medaglia da lui realizzata.

Nel 1851, all’età di 32 anni, compì un viaggio a Londra per studiare le più recenti innovazioni tecnologiche nel campo della produzione monetaria presentate all’Esposizione Universale. Tornato a Torino, progettò e realizzò proprie macchine per la coniazione, che installò nel suo atelier e utilizzò per la produzione di medaglie e monete.

Nel 1853 alcune sue opere, tra cui un pontifex in argento e una spilla in oro ornata di perle e pietre preziose, furono esposte alla Exhibition of the Industry of All Nations di New York.

In età più avanzata Thermignon fu tra i fondatori del Circolo degli Artisti di Torino.

Numismatica e filatelia

Nel marzo 1862 Thermignon presentò al governo italiano un proprio modello di francobolli tipografici a rilievo.

Ricerche condotte nel 2024 dal Museo del Francobollo e della Moneta di San Marino indicano che la moneta denominata Saggio di un Popolano fu con ogni probabilità incisa da Thermignon. Si tratta di una moneta del 1863 del Regno d’Italia, dal valore nominale di 20 centesimi, realizzata in lega d’argento, frequentemente oggetto di studi numismatici.

Presso l’Archivio di Stato della Repubblica di San Marino è conservata una lettera manoscritta del novembre 1864 indirizzata da Thermignon a Pietro Tonnini (1812–1895). In essa l’artista propose di progettare personalmente francobolli e monete per San Marino, allegando schizzi per due francobolli (da 5 centesimi per l’uso interno e da 40 centesimi per la posta internazionale) e per due monete (da 20 e 50 centesimi) con il motto Non occidet. Tali progetti non furono realizzati, ma gli schizzi sono stati conservati.

Alla lettera era allegata anche l’impronta di un timbro realizzato da Thermignon per la Casa Operaia di Torino. Il disegno di tale timbro presenta forti analogie iconografiche con quello del Saggio di un Popolano, rafforzandone l’attribuzione all’artista.

Rilievi e opere monumentali

Thermignon fu inoltre autore di diversi rilievi di grandi dimensioni. Tra le sue opere più note figurano i rilievi collocati alla base del Monumento all’Alfiere dell’Esercito Sardo (1856), opera dello scultore Vincenzo Vela, situata in piazza Castello a Torino.

Opere in collezioni pubbliche

Le opere di Thermignon sono conservate, tra l’altro, presso:

Onorificenze e riconoscimenti

Nel corso della sua vita Thermignon ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui:

  • Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  • Cavaliere dell’Ordine di Cristo
  • Membro onorario dell’Accademia Albertina di Torino
  • Membro onorario dell’Accademia di Belle Arti Raffaello di Urbino
  • Membro onorario del Gabinetto di Lettura Vittorio Alfieri di Asti
  • Membro onorario dell’Istituto Filotecnico Nazionale
  • Cittadinanza onoraria d’Italia
  • Cittadinanza onoraria di San Marino

Intitolazioni

In sua memoria, nel quartiere Pozzo Strada di Torino, una via è stata intitolata a suo nome: via Pietro Thermignon.

Note

Bibliografia

  • Torino, Rassegna Mensile della Città, Anno XV, Luglio 1935, numero 7, Capitolo: Pietro Thermignon, pagina 30.