Pigello Portinari

Pigello Portinari davanti a san Pietro Martire (dipinto del 1460)

Pigello Portinari (Firenze, 16 luglio 1421[1] – Milano, 11 ottobre 1468) è stato un banchiere e imprenditore italiano.

Stemma Portinari

Insieme ai fratelli minori Acerrito e Tommaso, alla morte del padre Folco (1431) venne accolto in casa di Cosimo de' Medici; iniziò la sua carriera nel 1434 a Firenze come garzone di bottega dei Medici, nel cui banco aveva già lavorato in compartecipazione societaria il padre.

Nel 1435 venne inviato quattordicenne a Venezia, e nel 1452 a Milano per aprire la nuova filiale del Banco Mediceo voluta da Francesco Sforza in accordo con Cosimo il Vecchio; poco dopo il suo arrivo a Milano Portinari stabilì la sede della filiale del banco e la propria abitazione in un palazzo dallo Sforza a Cosimo de’ Medici il 20 agosto 1455, poi noto come Palazzo del Banco Mediceo, in Via dei Bossi.

Nel 1456 acquisì la cittadinanza milanese; ciononostante non vennero mai meno i legami di Portinari con la sua città natale: nel 1459 ottenne il priorato nel rione di San Giovanni.

Al contrario, malgrado fosse consigliere e amico di Francesco Sforza e rivestisse un ruolo di primo piano nel mondo economico, politico e artistico (fu committente della cappella di San Pietro Martire presso Sant'Eustorgio, più nota come cappella Portinari) milanese, non risulta che abbia mai rivestito cariche pubbliche nel ducato; ciononostante, fu il fulcro dei rapporti diplomatici non solo tra Firenze e Milano, ma anche con gli altri potentati della penisola[2].

Morì nel 1468, dopo una lunga malattia, probabilmente per le febbri della malaria che lo avevano perseguitato per tutta la vita.

Matrimonio e discendenza

Nel maggio 1459[3] sposò Costanza (Tancina) di Antonio Serristori (1444-?), dalla quale ebbe otto figli[4]:

  • Ludovico (1461[5]-?)
  • Folco (1462-1527)
  • Caterina (?-22 gennaio 1531), destinataria di un'Exortatione dell'umanista Vespasiano da Bisticci[6]; sposò il 3 dicembre 1479[7] Agnolo di Pandolfo Pandolfini (1449-1509)[8]
  • Antonio
  • Bernardo
  • Benedetto (25 febbraio 1467[9]-1551), sposò Ginevra di Maso degli Alessandri
  • Angela
  • Giovanni

Note

  1. ↑ Portinari, Pigello di Folco, su sepoltuario.iath.virginia.edu.
  2. ↑ Isabella Lazzerini, Carteggio degli oratori mantovani alla corte sforzesca (1450-1500): 1464-1465, 1999, p. 65.
  3. ↑ Federico Piseri, Pro necessitatibus nostris. Rapporti tra Stato sforzesco, operatori economici del dominio e prestatori esterni (1450-1468) (PDF), Pavia University Press, 2016, ISBN 9788869520297.
  4. ↑ Ambrogio Mariani, Notizie della nobile Famiglia Portinari all'Ill. Signor Conte Raffaele Ginnasi Poggiolini, Tipografia di Raffaello Ricci, 1897, p. 29.
  5. ↑ Viene definito infante nel testamento redatto da Pigello il 7 ottobre 1461.
  6. ↑ Vespasiano a Caterina Portinari. Firenze, 10 dicembre 1480., su vespasianodabisticciletters.unibo.it.
  7. ↑ Francesco Guidi Bruscoli, Politica matrimoniale e matrimoni politici nella Firenze di Lorenzo de' Medici: UNO STUDIO DEL MS. NOTARILE ANTECOSIMIANO 14099, in Archivio Storico Italiano, vol. 155, n. 2/3, aprile-settembre 1997, pp. 347-398.
  8. ↑ Portinari, Caterina (mona) di Pigello di Folco (uxor Agnolo di Pandolfo Pandolfini), su sepoltuario.iath.virginia.edu.
  9. ↑ Portinari, Benedetto di Pigello di Folco, su sepoltuario.iath.virginia.edu.

Bibliografia

  • Maria Paola Zanoboni, «Et che … el dicto Pigello sia più prompto ad servire»: Pigello Portinari nella vita economica (e politica) milanese quattrocentesca, in Storia economica, Anno XII (2009), n. 1-2, pp. 27–108.

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