Plinio Mesciulam

Plinio Mesciulam (Genova, 23 dicembre 1926[1] – Genova, 19 maggio 2021) è stato un artista, pittore e scultore italiano. Ha realizzato anche attività da performer.
Biografia
Nel 1948 partecipò alla V Quadriennale di Roma, esponendo nella sala dedicata agli astrattisti insieme a Piero Dorazio, Emilio Vedova, Bruno Munari, Atanasio Soldati e Pietro Consagra.[2]
Nel 1950 tenne al Caffè Venchi di Genova una mostra personale di disegni astratti, considerata la prima esposizione di carattere astratto-informale in Liguria, nella quale sviluppò una ricerca sull'autonomia del segno rispetto alla rappresentazione.
Tra il 1952 e il 1954 fece parte del comitato promotore del Movimento Arte Concreta (MAC) e fondò il gruppo genovese del movimento, approfondendo il rapporto tra colore, forma e spazio architettonico.[3]
Dal 1955 attraversò una crisi nei confronti dell'avanguardia e dell'astrazione geometrica, orientandosi verso una pittura influenzata dall'arte del Seicento e dall'Art Brut. Utilizzò materiali come vinavil e segatura e sviluppò una ricerca che superava la contrapposizione tra astratto e figurativo. Fino al 1962 affrontò prevalentemente temi religiosi, introducendo il motivo della goccia, destinato a diventare uno dei simboli ricorrenti della sua produzione.
Dal 1963 avviò la cosiddetta svolta medialista, elaborando immagini tratte dalla pubblicità e sperimentando il rapporto tra parola e immagine. Nel 1965 fondò il gruppo Cond, di cui redasse il manifesto teorico, proseguendo fino ai primi anni Settanta le ricerche sulla comunicazione visiva e sulle tecniche miste con collage tridimensionali.

Nel 1973 pubblicò Macroscopia del segno precario, dedicato all'analisi fotografica dei segni della scrittura quotidiana. Negli anni successivi realizzò installazioni e performance, tra cui le Epifanie ostensibili (1976), presentate a Genova, e partecipò nel 1977 alla Settimana Internazionale della Performance di Bologna.
Sempre nel 1976 ideò il Centro di Comunicazione Ristretta Mohammed, un progetto di rete epistolare internazionale basato sulla diffusione dei messaggi tra nodi collegati, successivamente definito da alcuni critici un precursore della Net Art.[4][5]
Dal 1978 tornò alla pittura sviluppando l'iperdecorativismo, caratterizzato da superfici policrome, elementi tridimensionali e dai cosiddetti «micromondi di luce». Negli anni Ottanta approfondì il rapporto tra pittura e architettura, mentre dal 1987 avviò il ciclo degli Horrores, dedicato a fotomontaggi con prospettive impossibili. A questo seguirono le serie Preghiere (1996), Ombre attraversate (dal 1998) e L'artista e la modella (2002-2004).
Dal 2006 riprese le ricerche sul Segno precario, integrandole con nuovi interventi pittorici e tornando al tema dell'ostensione nelle Tavole autoindicate.
È morto a Genova il 19 maggio 2021 all'età di 94 anni, a seguito di complicazioni legate al Covid-19.[3][5]
Note
- ↑ Plinio mesciulam, su Florarte Arenzano - L'arte interpretata con i fiori, 2017. URL consultato il 30 marzo 2021.
- ↑ Mario, "Vertigini": Satura omaggia Plinio Mesciuliam, su GenovaToday. URL consultato il 23 luglio 2026.
- 1 2 Viana Conti, Scompare Plinio Mesciulam, su segnonline, 24 maggio 2021. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ QuestoTrentino.it: "Mail Art: arte gratuita che indossa un francobollo", su questotrentino.it.
- 1 2 Super User, La morte dell’artista Plinio Mesciulam, su www.genova3000.it, 20 maggio 2021. URL consultato il 23 luglio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su plinio-mesciulam.it.
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