Ponte Aničkov
| Ponte Aničkov | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | San Pietroburgo |
| Attraversa | Fontanka |
| Coordinate | 59°56′00″N 30°20′36″E |
| Dati tecnici | |
| Tipo | ponte ad arco |
| Materiale | muratura |
| Campate | 3 |
| Lunghezza | 54,6 m |
| Luce max. | 12,5 m |
| Larghezza | 37,8 m |
| Altezza | 7,8 m |
| Carreggiate | 2 |
| Corsie | 8 |
| Realizzazione | |
| Progettista | Mikhail Aničkov (1716), Domenico Trezzini (1721), Jean-Rodolphe Perronet (1785), Ivan Fëdorovič Buttac e Aleksandr Christoforovič Rëder (1841) |
| Costruzione | 1716 (prima costruzione)-1841 (ricostruzione) |
| Inaugurazione | 1716 |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il ponte Aničkov (in russo Аничков мост?, Aničkov most) è uno dei più antichi e famosi ponti sul fiume Fontanka a San Pietroburgo. È situato lungo prospettiva Nevskij, a poca distanza da palazzo Aničkov, dal Museo Fabergé e dal palazzo Beloselʹskij-Belozerskij. È noto anche per le quattro sculture in bronzo raffiguranti quattro domatori di cavalli poste alle sue estremità.
Storia
XVIII secolo

Un primo ponte in legno sul sito dell'attuale ponte venne costruito nel 1716, durante il regno di Pietro I di Russia, e chiamato ponte Aničkov in onore dell'ingegnere e tenente colonnello Mikhail Aničkov, che progettò l'opera e la fece costruire dagli uomini del suo reggimento.[1][2][3][4][5]
Tale ponte era lungo complessivamente 150 metri, oltrepassando anche la zona paludosa ai lati del fiume, era costruito in legno sorretto da una serie di pali e a causa della larghezza limitata permetteva il passaggio di un solo carro per volta. All'epoca si trovava alla periferia della città ed era un ponte a pedaggio, la cui riscossione veniva effettuata dalle guardie di frontiera.[2][4]
Nel 1721 (1726 secondo altre fonti)[4] il ponte venne ricostruito dal costruttore svizzero Harmen van Bol'es su progetto dell'architetto svizzero Domenico Trezzini sempre in legno, ma con un ponte levatoio per permettere il passaggio delle imbarcazioni a vela. Il ponte veniva alzato anche di notte per impedire l'accesso in città ai lupi.[2][4][6]
Nel 1739 una commissione decise di chiamare il ponte Nevskij, ma tale nome non si affermò mai, e dal 1747 divenne ufficiale la denominazione di ponte Aničkov.[2][7][6]

Nel 1741, o nel 1749 secondo altre fonti, il ponte dovette essere ricostruito su progetto dell'architetto Semyon Volkov per permettere il passaggio lungo prospettiva Nevskij di quattordici elefanti, dono dello scià di Persia all'imperatrice Elisabetta di Russia. In tale occasione venne rimosso il ponte levatoio, le campate del ponte furono rivestite con assi decorate in modo da sembrare granito, e furono installate delle lanterne in corrispondenza dell'accesso al ponte. Al tempo il ponte era lungo circa 200 metri, quattro volte la lunghezza attuale, per superare il tratto paludoso adiacente ai suoi argini.[2][4][5][6][7]
Nei decenni successivi la città iniziò ad aumentare notevolmente le sue dimensioni, e vennero istituite una serie di commissioni per la gestione dello sviluppo urbanistico, del trasporto pubblico e dei corsi d'acqua. In particolare, intorno al 1770 venne elaborato un progetto per la costruzione di argini intorno al fiume Fontanka e per la realizzazione di sette ponti lungo il suo corso. I lavori iniziarono nel 1782 sotto la supervisione dell'ingegnere Friedrich Wilhelm Bauer, e vennero quindi seguiti dagli ingegneri Borisov e Moderakh dopo la morte di Bauer.[5]
Negli anni successivi furono realizzati o ricostruiti i ponti Simeonovskij (anche chiamato Belinskogo) (1782-1785), Aničkov (1785), Obuchovskij (1785), Černyšev (Lomonovskij) (1785-1787), Semenovskij (1788), Izmajlovskij (1788), Staro-Kalinkin (1786-1788) lungo la Fontanka, utilizzando un progetto comune ideato dall'architetto francese Jean-Rodolphe Perronet, che prevedeva di superare il fiume con due arcate laterali in granito di 13,5 metri di lunghezza e una campata centrale mobile il cui meccanismo di apertura era sorretto da due coppie di due torri poste in corrispondenza dei piloni centrali del ponte.[4][5][7][6]
Le torri originali sono ancora presenti solo sul ponte Lomonovskij e sul ponte Staro-Kalinkin, dove la campata centrale mobile è stata sostituita da una arcata in granito analoga a quelle laterali.[1][4][5]
XIX secolo

Nel 1839, rendendosi conto che la limitata larghezza del ponte rappresentava un ostacolo al crescente traffico lungo prospettiva Nevskij, si decise di ricostruire il ponte, allargandolo fino alle stesse dimensioni della strada. Il nuovo progetto, curato dagli ingegneri Ivan Fëdorovič Buttac e Aleksandr Christoforovič Rëder, fu approvato dall'imperatore Nicola I di Russia nel dicembre 1840.[5][6][7]
Il vecchio ponte fu demolito e il 22 maggio 1841 venne posata la prima pietra della nuova costruzione. Il nuovo ponte era largo quanto la strada e realizzato tramite tre arcate in mattoni rivestite di granito rosa. Le ringhiere del ponte vennero realizzate tramite grate in ghisa che riproducono sirene e cavallucci marini, disegnate dall'architetto Aleksandr Pavlovič Brjullov ispirandosi alle ringhiere ideate da Karl Friedrich Schinkel per il ponte del castello (o Schlossbrücke) a Berlino.[1][4][5][6][7] Il nuovo ponte fu inaugurato il 20 novembre 1841.[5][7][8]

Tra il 1841 e il 1850 il ponte venne completato con quattro sculture in bronzo raffiguranti degli uomini che domano dei cavalli, opera dello scultore Pëtr Karlovič Klodt, che ancora oggi sono uno degli elementi caratteristici del ponte. La posa delle sculture ebbe una storia piuttosto travagliata. Infatti, dopo la posa della prima coppia di cavalli nel 1841, le successive statue furono in più occasioni usate dall'imperatore come doni diplomatici all'estero, e solo nel 1850 il ponte ricevette la versione definitiva anche della seconda coppia di cavalli.[1][2][4][5][7][6]
Già nel 1843 iniziarono ad essere notati alcuni segni di degrado nelle arcate che reggevano il ponte, e successive ispezioni nel 1847, 1855 e 1899 continuarono a evidenziare la problematica, probabilmente dovuta alla non perfetta aderenza del rivestimento in granito alle arcate in mattoni e alla mancanza di un adeguato isolamento dell'impalcato, che permetteva all'acqua di infiltrarsi tra i mattoni e il granito e causare fessurazioni in particolare durante i periodi di gelo. Per cercare di contrastare questi problemi il ponte fu rinforzato già nel 1843, e nel 1850 venne sostituito l'impalcato.[2][3][5][9]
XX secolo e giorni nostri

Nel 1902 le condizioni del ponte furono considerate critiche, anche a causa della crescita del traffico dei tram sopra di esso, e si decise per una sua ricostruzione. Inizialmente una commissione elaborò un progetto che prevedeva un ponte a campata unica metallica, con sospese all'impalcato delle travi metalliche curve verniciate in modo da imitare il granito, ma l'Accademia delle Arti bocciò l'idea, e alla fine si decise di ricostruire il ponte mantenendo l'esistente struttura a tre arcate in muratura.[5][9]
Il ponte fu ricostruito tra il 1906 e il 1908 senza interrompere il traffico stradale e la navigazione lungo il fiume, lavorando su metà larghezza per volta. I piloni e le spalle del ponte furono conservati, mantenendo la lunghezza di 12,6 metri per le campate laterali e 12,5 per quella centrale, mentre gli archi furono ricostruiti usando mattoni in grado di resistere a diversi cicli di gelo e disgelo e rivestiti in granito rosa. Le strutture furono inoltre isolate dalle infiltrazioni tramite lamiere di piombo.[2][5][9]
Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale e l'assedio della città, le statue dei cavalli furono rimosse dal ponte e sepolte nel parco del vicino palazzo Aničkov per proteggerle. Furono ricollocate sul ponte il 1 maggio 1945, alla fine del conflitto. Durante la guerra i parapetti del ponte e i piedistalli in granito delle statue sono stati danneggiati dai bombardamenti, ma la struttura portante del ponte non ha subito danni e il ponte è sempre rimasto in funzione. Le tracce dei proiettili sui piedistalli delle statue sono state lasciate come memoria del conflitto.[2][4][5][9]
Nella seconda metà del XX secolo il ponte è stato sottoposto ad alcuni interventi di restauro. Negli anni Novanta le ringhiere artistiche, in cattivo stato di conservazione, sono state rifuse conservandone l'aspetto originario. Nel 2000 le sculture dei cavalli sono state restaurate. Tra il 2007 e il 2008 ha avuto luogo un restauro del ponte, con la riparazione di crepe nelle arcate e nella pavimentazione e il rifacimento dell'impermeabilizzazione.[4][5][9]
Descrizione

Caratteristiche tecniche
Il ponte Aničkov è un ponte stradale e pedonale che attraversa il fiume Fontanka, situato lungo prospettiva Nevskij. È largo complessivamente 37,8 metri, di cui 31,9 di carreggiata stradale, e lungo 54,6 metri. La sede stradale ospita 8 corsie destinate al traffico veicolare, 4 per senso di marcia, oltre a due marciapiedi pedonali ai lati esterni del ponte.[3][9]
La struttura è composta da tre arcate in muratura rivestite in granito, con una luce di 12,6 metri per quelle laterali e 12,5 per quella centrale. È alto 7,8 metri e piccole imbarcazioni a motore possono navigare sotto di esso.[3][9]
I parapetti laterali sono realizzati tramite pannelli artistici in ghisa raffiguranti sirene, delfini e cavallucci marini, realizzati alla metà degli anni Novanta del XX secolo riprendendo fedelmente gli originali disegnati da Aleksandr Pavlovič Brjullov nel 1841. Alcuni pannelli erano già stati rifusi durante la seconda guerra mondiale, quando una porzione di 30 metri del parapetto era stata scardinata e scagliata in acqua dall'onda d'urto di una bomba caduta nelle vicinanze.[5][9]
I domatori di cavalli
Alle estremità del ponte si trovano quattro statue in bronzo, chiamate "I domatori di cavalli", realizzate dallo scultore Pëtr Karlovič Klodt tra il 1841 e il 1850: raffigurano quattro giovani uomini durante quattro fasi dell'addomesticamento di un cavallo, e sono uno degli elementi più iconici del ponte.
Negli anni Trenta del XIX secolo Klodt stava lavorando a due statue equestri raffiguranti un giovane che tiene un cavallo per le briglie e un giovane che cammina a piedi accanto ad un cavallo, che avrebbero dovuto essere installate di fronte al palazzo dell'Accademia russa di belle arti, lungo il fiume Neva. In tale punto furono però poste due sfingi, e si decise di posizionare le due statue equestri in bronzo all'ingresso occidentale del ponte Aničkov. Dal lato opposto del ponte furono collocate provvisoriamente due copie in gesso delle stesse sculture, che avrebbero dovuto essere sostituite da nuove fusioni in bronzo.[4][6][10]
Le sculture realizzate da Klodt si ispirano ai Cavalli di Marly realizzati intorno al 1743 dallo scultore francese Guillaume Coustou, e si distinguono per il realismo e l'accuratezza anatomica dei cavalli. Durante lo studio per la loro realizzazione lo scultore fece diversi schizzi dei cavalli delle scuderie imperiali, e ottenne anche il permesso di sezionare i corpi di alcuni cavalli morti per osservarne meglio la muscolatura, e si consultò con un professore di veterinaria. Studenti dell'Accademia di belle arti e giovani ufficiali militari posarono invece come modelli per le figure dei domatori.[11][12]
Prima fase, angolo sud-ovest del ponte: il cavallo si libera e il domatore riesce a stento a trattenere le redini
Seconda fase, angolo sud-est: il centro della lotta, con il domatore a terra che cerca di riprendere le redini
Terza fase, angolo nord-est: il cavallo inizia ad obbedire
Quarta fase, angolo nord-ovest: il cavallo è domato e la persona cammina al suo fianco
Le statue, a grandezza naturale, pesano circa undici tonnellate ciascuna. Per la loro realizzazione Klodt inizialmente creò dei modelli in miniatura in gesso, e poi dei modelli a grandezza naturale in argilla su una struttura portante in legno. L'argilla veniva costantemente inumidita e coperta con teli bagnati durante la notte per non farla indurire, e il processo di scultura durò mesi per ogni figura. Dai modelli in argilla vennero quindi realizzati gli stampi in gesso. Klodt supervisionò personalmente tutti i passaggi, spesso trascorrendo le notti in laboratorio.[11]


Per la fusione in bronzo venne scelta la fonderia di Karl Berd in Litejnyj prospekt, considerata la migliore dell'impero, il cui titolare era noto per essere in grado di fondere grandi sculture in un'unica colata senza bisogno di saldature. Dagli stampi in gesso vennero realizzati dei modelli in cera, che vennero quindi rivestiti da una miscela ignifuga composta da polvere di mattoni, sabbia e argilla, a cui su suggerimento di Klodt vennero aggiunti crini di cavallo e carbone per aumentarne la resistenza e la porosità.[11]
La prima fusione in bronzo ebbe luogo il 14 marzo 1840 alla presenza di diverse personalità, tra cui il ministro Pëtr Michajlovič Volkonskij e forse lo stesso imperatore Nicola I in incognito. La prima fusione presentò un difetto in corrispondenza di una zampa, mentre una seconda tentativo il mese successivo funzionò perfettamente.[11]
Una volta estratta dagli stampi la scultura aveva ancora bisogno di un processo di finitura manuale da parte di Klodt, cesellando i dettagli, rifinendo la criniera in modo che sembrasse mossa dal vento e utilizzando scalpelli particolari per conferire alla superficie una texture che ricordasse la pelle degli uomini e degli animali. Come ultimo passaggio venne infine applicata una miscela di solfato di rame, ammoniaca e acido acetico, ideata personalmente dall'artista, per creare una patina che proteggesse il bronzo dalle intemperie, e infine una lucidatura con la cera.[11]
Le prime due statue in bronzo furono collocate all'ingresso occidentale del ponte Aničkov nel novembre 1841, dopo aver rinforzato i loro basamenti in granito con una serie di pali che si estendevano per sei metri nel terreno. Sulla sponda opposta vennero collocate due copie in gesso, dipinte di nero in modo da sembrare di bronzo, in attesa di fondere una nuova coppia di sculture da collocarvi. Nel progetto originale infatti la seconda coppia di statue avrebbe dovuto essere una replica delle prime due.[11]
Passarono però diversi anni prima del completamento del ciclo scultoreo. Nel 1842 infatti il re Federico Guglielmo IV di Prussia, in visita a San Pietroburgo, rimase molto colpito dalle due statue bronzee del ponte, e l'imperatore Nicola I decise di fargli dono della nuova coppia di sculture, le quali vennero inviate a Berlino appena terminata la fusione. Tali statue furono collocate davanti al castello di Berlino nel 1844. Nel 1945 furono trasferite al Heinrich-von-Kleist-Park della città.[5][9][10][11][12][13]
Nel 1844 una nuova coppia di statue equestri venne fusa e posta sui piedistalli del lato orientale del ponte, sostituendo le copie in gesso ormai deteriorate a causa delle intemperie, ma non vi rimasero a lungo. Infatti nel 1846 Nicola I donò le due sculture al re Ferdinando II delle Due Sicilie, come ringraziamento per l'ospitalità che il sovrano napoletano aveva offerto all'imperatrice russa Aleksandra Fёdorovna due anni prima. Tali statue, conosciute come i Palafrenieri, si trovano ai lati del cancello del giardino del Palazzo Reale di Napoli.[5][10][11][12]
Tra il 1849 e il 1850 Klodt decise di non fondere nuovamente una copia delle due statue originarie, ma di completare il ciclo scultoreo con altre due sculture che rappresentassero altri due momenti dell'addomesticamento di un cavallo. Nel 1850 l'ultima statua fu finalmente posta nella sua collocazione definitiva sul lato orientale del ponte. Secondo la tradizione, in occasione dell'inaugurazione dell'ultima statua l'imperatore Nicola diede una pacca sulla spalla a Klodt dicendogli «Beh, Klodt, tu fai cavalli meglio di uno stallone!».[7][6][11][12]
Negli anni successivi copie simili delle opere di Klodt furono poste a Peterhof, a Strel'na e a Kuz'minki vicino a Mosca.[6][7][9]
Note
- 1 2 3 4 (EN) Anichkov Bridge, su saint-petersburg.com. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Anichkov Bridge, su en.mostotrest-spb.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 (RU) Аничков мост — легендарная переправа через Фонтанку [Il ponte Anichkov è un leggendario attraversamento del fiume Fontanka.], su teplohodspb.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (RU) Аничков мост в Санкт-Петербурге – скульптуры коней, интересные факты и фотографии [Il ponte Anichkov a San Pietroburgo: sculture di cavalli, curiosità e fotografie], su spb-guide.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 (RU) Аничков мост [Il ponte Aničkov], su citywalls.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (RU) Аничков мост. Мост четырех коней [Ponte Anichkov. Il Ponte dei Quattro Cavalli.], su rsaguide.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (RU) 180 лет назад - После реставрации торжественно открыт Аничков мост. [180 anni fa, il ponte Anichkov fu inaugurato ufficialmente dopo i lavori di restauro], su kulturamgo.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- ↑ Alcune fonti riportano 20 novembre 1841 e altre il 2 dicembre 1841. La differenza dipende se si considera la data secondo il calendario giuliano, in vigore in Russia al tempo, o secondo il calendario gregoriano, in avanti di 12 giorni
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (RU) Аничков мост через реку Фонтанку Санкт-Петербург [Ponte Anichkov sul fiume Fontanka a San Pietroburgo], su dugward.ru. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 (EN) The Horse Tamers, su saint-petersburg.com. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (RU) Аничков мост в Санкт-Петербурге: история, архитектура и значение [Ponte Anichkov a San Pietroburgo: storia, architettura e significato.], su ixbt.com. URL consultato il 13 marzo 2026.
- 1 2 3 4 (RU) Как скульптуры с Аничкова моста оказались в Берлине и Неаполе [Come le sculture del Ponte Anichkov sono finite a Berlino e Napoli.], su ixbt.com. URL consultato il 13 marzo 2026.
- ↑ (EN) ‘The Horse Tamers’, Berlin City Palace, c.1890, su andthenface2face.wordpress.com. URL consultato il 13 marzo 2026.
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Collegamenti esterni
- (EN) Ponte Aničkov, su Structurae.
