Poro femorale

Pori femorali in un geco.
Pori femorali di un maschio di Sceloporus occidentalis che secernono lipidi cerosi. Questi lipidi vengono utilizzati dal maschio per rilasciare l'odore e marcare il territorio o per altri scopi.

I pori femorali sono una serie di orifizi posta sulla parte interna delle cosce di alcune lucertole e anfisbene.

Tali orifizi appaiono come una serie di piccole cavità disposte a seguire una linea di squame e dalle quali vengono rilasciati feromoni prodotti da una ghiandola olocrina allo scopo di attrarre partner sessuali o di marcare il territorio. A seconda della specie, i pori possono essere presenti solo sugli individui di sesso maschile oppure se quelli di entrambi i sessi, nel qual caso sono comunque più grande nei maschi, motivo per cui tale dimorfismo sessuale viene utilizzato per determinare il sesso dell'animale.

Gruppi interessati

I pori femorali sono presenti in tutti i generi delle famiglie Cordylidae, Crotaphytidae, Hoplocercidae, Iguanidae, Phrynosomatidae e Xantusiidae, mentre sono assenti nelle famiglie Anguidae, Chamaeleonidae, Dibamidae, Helodermatidae, Scincidae, Xenosauridae e Varanidae. In altri tipi di lucertole e anfisbene sono presenti in modo variabile, essi si riscontrano ad esempio in alcuni gechi, come quelli appartenenti al genere Phelsuma ma non in altri generi della stessa famiglia.[1]

Il numero di pori femorali varia considerevolmente tra le specie. Ad esempio, il numero di pori nelle lucertole maschio della famiglia Lacertidae può variare tra zero (ad esempio nella Meroles anchietae) e 32 (ad esempio nella Gallotia galloti) per arto. Inoltre, le specie che si arrampicano sugli arbusti tendono ad avere meno pori femorali rispetto alle specie che abitano altri substrati, come suoli sabbiosi e rocciosi, suggerendo un ruolo dell'ambiente sull'evoluzione dell'apparato di segnalazione chimica nelle lucertole lacertidi.[2]

Ruolo delle secrezioni

Nell'iguana del deserto (Dipsosaurus dorsalis), i lipidi cerosi rilasciati dai pori femorali assorbono la luce ultravioletta, fornendo informazioni visive che possono essere utilizzate dalle specie sensibili a queste lunghezze d'onda.[3] Secondo esperimenti condotti sull'iguana verde (Iguana iguana), la variazione nelle sostanze secrete da questi pori può essere utilizzata per determinare l'età, il sesso e l'identità individuale dell'animale studiato. Nei gechi leopardo (Eublepharis macularius) il maschio assaggia tali secrezioni con piccole leccate e, se riconosce un altro maschio, adotta un comportamento aggressivo.[4]

Note

  1. ↑ (EN) Eric Pianka e Laurie Vitt, Lizards Windows to the Evolution of Diversity, University of California Press, 2003, pp. 92, ISBN 978-0-520-24847-2. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  2. ↑ (EN) Simon Baeckens et al., Chemical signalling in lizards: an interspecific comparison of femoral pore numbers in Lacertidae (PDF), in Biological Journal of the Linnean Society, vol. 144, n. 1, Novembre 2015, pp. 44-57, DOI:10.1111/bij.12414. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  3. ↑ (EN) Allison C. Alberts, Chemical Properties of Femoral Gland Secretions in the Desert Iguana, Dipsosaurus dorsalis, in Journal of Chemical Ecology, vol. 16, n. 1, 1990, pp. 13-25, DOI:10.1007/BF01021264, PMID 24264892. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  4. ↑ (EN) R. T. Mason, Reptilian pheromones, in C. Gans e D. Crews (a cura di), Biology of the Reptilia, vol. 18, University of Chicago Press, 1992, pp. 114-228.

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