Postromanticismo

La costruzione del Castello di Neuschwanstein, esempio di mentalità post-romantica, che nonostante le forme neogotiche e il mascheramento da fortezza medievale, fu concepito come una gigantesca scenografia teatrale per le opere di Wagner, dotata di strutture ultra-moderne.

Il post-romanticismo[1] si riferisce a una serie di tentativi e atteggiamenti culturali che emergono tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo, sviluppandosi dall'alveo del tardo romanticismo (1830-1870).

Herman Melville e Thomas Carlyle sono scrittori postromantici.[2] Madame Bovary di Flaubert è un romanzo postromantico.[3] Il periodo del postromanticismo in poesia è definito come la fine del diciannovesimo secolo, ma comprende la poesia di Letitia Elizabeth Landon[4] e Tennyson.[5]

Postromanticismo nella musica

Il postromanticismo nella musica faceva riferimento a compositori romantici che usavano forme che si trovavano tipicamente nel classico e nel barocco, pur conservando ancora aspetti dell'era romantica. Tra i compositori postromantici più noti troviamo Giacomo Puccini e Sergei Rachmaninov. Arthur Berger descrive il misticismo di La Jeune France come postromanticismo piuttosto che neoromanticismo.[6] Anche Hans Pfitzner scrisse opere postromantiche come la sua opera Palestrina.

A differenza dei compositori tardo romantici come Richard Strauss e Alexander Scriabin, i compositori della musica postromantica crearono una o entrambe le forme e l'armonia tradizionali. Béla Bartók, per esempio, "in tali opere influenzate da Strauss come Il castello di Barbablù", si può affermare che abbia ancora usato la "dissonanza ['intervalli come quarte e settime'] con lo scopo di ottenere un'espressione postromantica, non semplicemente [sempre] come un richiamo all'arte primordiale del suono", a differenza di Arnold Schönberg e dello stesso Strauss, che credevano entrambi in "una mitologia del progresso storico nella musica occidentale".[7]

Maggiori compositori post-romantici di rilievo:

Architettura

Se il primo romanticismo aveva riscoperto il gotico con un approccio prettamente filosofico e letterario, il tardo romanticismo lo trasforma in un trionfo monumentale, architettonico e identitario. Alla fine dell'Ottocento il neogotico diventa così lo stile nazionale per eccellenza, per dare legittimazione storica ai popoli europei, come superamento del neoclassicismo associato all'impero napoleonico.

In Germania, ad esempio, il completamento tardoromantico del Duomo di Colonia (1880) diventa il simbolo dell'unificazione tedesca, mentre in Inghilterra lo stile Gothic Revival viene scelto per ricostruire il Parlamento di Londra, unendo le istituzioni moderne alle radici storiche della nazione.

Note

  1. ↑ postromantico, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ↑ Robert Milder, Exiled Royalties: Melville and the Life We Imagine, New York: Oxford University Press US, 2006, p. 41. ISBN 0-19-514232-2
  3. ↑ Stephen Heath, Gustave Flaubert, Madame Bovary, Cambridge and New York: Cambridge University Press, 1992, p. 13. ISBN 0-521-31483-6.
  4. ↑ Sybille Baumback and others, "A History of British Poetry", Trier: WVT. ISBN 978-3-86821-578-6. Section 19: Poetic Genres in the Victorian Age I: Letitia Elizabeth Landon’s and Alfred Lord Tennyson’s Post-Romantic Verse Narratives by Anne-Julia Zwierlein.
  5. ↑ Richard Bradford, A Linguistic History of English Poetry, New York: Routledge, 1993, p. 134. ISBN 0-415-07057-0.
  6. ↑ Virgil Thomson,. Virgil Thomson: A Reader: Selected Writings, 1924-1984, edited by Richard Kostelanetz, New York: Routledge, 2002p. 268. ISBN 0-415-93795-7.
  7. ↑ Daniel Albright,. Modernism and Music: An Anthology of Sources, Chicago: University of Chicago Press, 2004pp. 243-44. ISBN 0-226-01267-0.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Nolan Gasser, Period: Late– Post-Romantic, su classicalarchives.com, Classical Archives.

Bibliografia

  • Burkholder, J. Peter, Donald Jay Grout, and Claude V. Palisca. A History of Western Music: Seventh Edition. New York: W.W. Norton & Company, 2006.
  • Pappas, Sara. Review of Claudia Moscovici, Romanticism and Postromanticism (Lanham, MD: Lexington Books, 2010). Nineteenth Century French Studies, Volume 36, Number 3 & 4, Spring-Summer 2008, pp. 335–37. University of Nebraska Press, 2008.
  • Tilby, Michael. Review of Claudia Moscovici, Romanticism and Postromanticism (Lanham, MD: Lexington Books, 2010). French Studies: A Quarterly Review, Volume 62, Number 4, October 2008, pp. 486–87.

Voci correlate

Collegamenti esterni