Povera gente
| Povera gente | |
|---|---|
| Titolo originale | Бедные люди |
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| Autore | Fëdor Dostoevskij |
| 1ª ed. originale | 1846 |
| 1ª ed. italiana | 1891 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | romanzo epistolare |
| Lingua originale | russo |
| Ambientazione | San Pietroburgo, XIX secolo |
Povera gente (in russo Бедные люди?, Bednye Ljudi) è il primo romanzo di Fëdor Dostoevskij, scritto nell'arco di nove mesi tra il 1844 e il 1845. Al tempo, egli si trovava in difficoltà finanziarie a causa del suo stile di vita stravagante e della sua crescente dipendenza dal gioco d'azzardo; sebbene avesse realizzato alcune traduzioni di romanzi stranieri, queste ebbero scarso successo, e decise di scrivere un romanzo proprio per cercare di raccogliere fondi.
Ispirato alle opere di Gogol, Puškin e Karamzin, nonché ad autori inglesi e francesi, Povera gente è scritto in forma di lettere tra i due protagonisti, Makar Devuškin e Varvara Dobrošelova, due cugini di terzo grado di seconda generazione e di umili origini. Il romanzo mette in luce la vita dei poveri, il loro rapporto coi ricchi e la povertà in generale, temi ricorrenti nel naturalismo letterario. Tra i due si sviluppa una profonda ma singolare amicizia, finché Dobrošelova non perde interesse per la letteratura e, successivamente, per la corrispondenza con Devuškin, dopo la proposta di matrimonio del ricco vedovo signor Bykov. Devuškin, prototipo dell'impiegato tipico di molte opere di letteratura naturalistica dell'epoca, conserva il suo lato sentimentale; Dobrošelova abbandona l'arte, mentre Devuškin non può vivere senza la letteratura.
I critici contemporanei lodarono il romanzo per i suoi temi umanitari. Mentre Vissarion Grigor'evič Belinskij definì il romanzo il primo "romanzo sociale" e celebrò l'autore come nuovo Gogol,[1] Aleksandr Ivanovič Herzen lo definì un'opera socialista di grande rilievo, altri critici vi individuarono parodia e satira. Il romanzo utilizza una complessa polifonia di voci provenienti da diverse prospettive e narratori. Inizialmente offerto da Dostoevskij alla rivista di orientamento liberale Note sulla patria, il romanzo fu pubblicato nell'Almanacco Collezione di San Pietroburgo di Nikolai Nekrasov, il 15 gennaio 1846. Divenne un grande successo a livello nazionale. Dostoevskij, dopo aver ascoltato i critici della prima edizione, modificò tre volte l'opera per finalizzarla, rispettivamente nel 1847, nel 1860 e nel 1865.
Trama
Il romanzo è composto da cinquantaquattro lettere che Makar Devuškin e Varvara Dobroselova si scambiano. All'inizio di aprile Makar, in una lettera a Varvara, la avverte del suo trasferimento in una nuova stanza di fronte all'appartamento di Varenka. Nonostante la povertà e lo stato di salute traballante di Devuškin, egli manda continuamente regali alla sua amata, che a sua volta lo ammonisce in continuazione per il modo scellerato in cui spende i suoi pochi averi. All'inizio di giugno, Varenka invia insieme alla lettera quotidiana, anche il suo diario con note sul suo passato dove racconta della vita da ragazza di provincia, il trasferimento forzato a San Pietroburgo, i suoi studi in un collegio, la morte di suo padre e la vita con Anna Fyodorovna. Dopo la morte del padre, i creditori portarono via la sua casa, lasciando Varenka e la madre senza un soldo. A questo punto vanno a vivere con Anna Fyodorovna, una padrona di casa crudele a cui fa apparente pena la loro situazione. Varenka è istruita da un povero studente di nome Pokrovsky di cui si innamorerà, il cui padre ubriaco gli fa visita occasionalmente.
Per fargli una sorpresa di compleanno, lotta per risparmiare una misera somma di denaro per acquistare le opere complete di Puškin al mercato. Grazie all'aiuto inaspettato del padre di lui, Varenka riesce a regalargli la raccolta dei libri tanto desiderati. Tuttavia Pokrovsky si ammala subito dopo e il suo ultimo desiderio è vedere il sole e il mondo esterno ma aprendo le persiane, scoprono che il cielo è nuvoloso. In risposta Pokrovsky si limita solo a scuotere la testa e infine muore. Dopo poco tempo anche la madre muore e Varenka rimane da sola con Anna Fyodorovna da cui scappa per vivere con Fedora dall'altra parte della strada. Invece Makar Devuškin lavora come umile copista, spesso sminuito e preso di mira dai suoi colleghi. I suoi vestiti sono logori e sporchi, le sue condizioni di vita sono forse peggiori di quelle di Varenka. I due si scambiano lettere (e visite occasionali mai dettagliate), e alla fine iniziano anche a scambiarsi libri. Makar tuttavia si offende quando lei gli manda una copia de Il Cappotto, perché scopre che il personaggio principale, Akakij Bašmačkin, vive una vita miserabile simile alla sua.
Varenka pensa di diventare una governante e trasferirsi in una città più economica, tuttavia Makar riesce a dissuaderla. Devuškin, senza soldi e al punto di essere sfrattato, inaspettatamente ha un colpo di fortuna: il suo capo ha pietà di lui e gli dà 100 rubli per rialzarsi dalla sua miseria. A questo modo Devuškin riesce finalmente a pagare i suoi debiti, rimanendo ancora in positivo, dopodiché invia 45 rubli anche a Varenka per aiutarla ma quest'ultima glieli restituisce tenendone 20 per bisogni estremi. Il futuro sembra luminoso per entrambi perché ora Makar può iniziare a risparmiare denaro e potrebbe essere possibile per loro andare a vivere insieme. Tuttavia Varenka annuncia che un uomo ricco, il signor Bykov che aveva rapporti con Anna Fyodorovna e il padre di Pokrovsky, le ha proposto di sposarlo. Decide di partire con lui anche se non lo ama, sperando però che le cose possano cambiare un giorno. Makar cerca di dissuaderla senza risultati, il 30 settembre Varenka parte. Nell'ultima corrispondenza della storia, il 29 settembre, Devuškin implora Varenka di scrivergli ma quest'ultima gli risponde dicendo che "tutto è finito", ma di non dimenticarla. L'ultima lettera senza risposta è di Makar che le dichiara alla fine di amarla.
Opere derivate
- Povera gente da Dostoevskij. Riduzione teatrale in un Atto, rappresentato nel 1976 al Teatro Politecnico di Roma; testo a cura di Liù Bosisio e Giuseppe Venetucci, edito da Morlacchi Editore nel 2021.[2]
Edizioni italiane
- Povera gente, Milano, Fratelli Treves, 1891.
- Povera gente. Romanzo, traduzione e introduzione di Federigo Verdinois, Lanciano, G. Carabba, 1917; Introduzione di Riccardo Reim, Collana Biblioteca Economica n.78, Roma, Newton Compton, 1996.
- Povera gente. Romanzo, traduzione di Gustavo A. Marolla, Milano, Bietti, 1928.
- Povera gente. Romanzo, tradotto dal russo da A. Potkin e Italo Vitaliano, Milano, Sonzogno, 1930.
- Povera gente. Racconti, versione integrale dal russo con note di Carol Straneo, Torino, Slavia, 1931.
- Povera gente. Romanzo, traduzione di G. Settembrini, Milano, Minerva, 1934.
- Povera gente. Romanzo, traduzione di U. Bassi, Milano, Mundus, 1937.
- Povera gente, traduzione a cura di Valentina Preobrajenski, Roma, Migliaresi, 1945.
- Povera gente, traduzione di Assia Nobiloni, in: Racconti e romanzi brevi, Vol. I, saggio introduttivo di Giuseppe Zamboni, Firenze, Sansoni, 1948; a cura di Maria Bianca Gallinaro [Luporini], Sansoni, 1955-1993; a cura di Fausto Malcovati, Collana Universale Letteraria, Firenze, Sansoni, 1987.
- La povera gente, traduzione di Enzo Gemignani, Firenze, G. Nerbini, 1949.
- Povera gente, traduzione di Ebe Perego, Collana BUR nn.973-974, Milano, Rizzoli, 1956; Introduzione di Fausto Malcovati, Collana BUR Classici moderni, Rizzoli, 2007.
- Povera gente, versione dal russo di Vittoria De Gavardo Carafa, Bari, Edizioni Paoline, 1962.
- Povera gente, traduzione di Carol Caracciolo, prefazione di Ignazio Ambrogio, Roma, Editori Riuniti, 1965; Introduzione di Igor Sibaldi, Collana Oscar Classici n.266, Milano, Mondadori, ottobre 1993, ISBN 978-88-043-7776-4; in allegato a Famiglia Cristiana, Collana Gli Indimenticabili n.5, Edizioni San Paolo, 1999.
- Povera gente, traduzione di Alessio Melitretto, Milano, Bompiani, 1977.
- Povera gente, a cura di Serena Prina, Collana UEF. I Classici, Milano, Feltrinelli, 2016.
- Povera gente, collana Oscar Classici, traduzione di Mirco Gallenzi, Prefazione di Igor Sibaldi, Milano, Mondadori, giugno 2026, ISBN 978-88-048-0134-4.
Note
- ↑ In parte ispirato al racconto Il cappotto, il cui protagonista maschile è un copista; come il testo gogoliano, Povera gente dà un resoconto delle vite dei russi di umili condizioni nella metà del XIX secolo.
- ↑ Povera gente (PDF), su morlacchilibri.com. URL consultato il 1º agosto 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Poor Folk, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Edizioni e traduzioni di Povera gente, su Open Library, Internet Archive.
- (RU) Testo originale in russo, su ilibrary.ru.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 186332221 · LCCN (EN) n85193661 · GND (DE) 4099165-9 · J9U (EN, HE) 987007345290605171 |
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