Processo degli ostaggi
Il processo degli ostaggi (ufficialmente, The United States of America v. Wilhelm List, et al.)[1] si tenne dall'8 luglio 1947 al 19 febbraio 1948 e fu il settimo dei dodici processi per crimini di guerra che le autorità degli Stati Uniti celebrarono nella loro zona di occupazione in Germania, a Norimberga, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Questi dodici procedimenti si svolsero tutti dinanzi ai tribunali militari statunitensi e non davanti al Tribunale militare internazionale, pur condividendo le stesse aule del Palazzo di Giustizia. I dodici processi sono noti collettivamente come "Successivi processi di Norimberga" o, più formalmente, come i "Processi ai criminali di guerra davanti ai tribunali militari di Norimberga" (NMT).
Il caso è noto anche come "caso sud-est" poiché tutti gli imputati erano stati generali tedeschi a capo delle truppe nell'Europa sud-orientale durante la campagna dei Balcani (Grecia, Albania e Jugoslavia). Le accuse riguardarono la responsabilità nella cattura di ostaggi civili e nelle esecuzioni sommarie compiute dalle truppe tedesche contro tali ostaggi e contro i partigiani a partire dal 1941. L'imputato Lothar Rendulic fu inoltre accusato di aver attuato la strategia della "terra bruciata", con la distruzione totale di città, insediamenti e infrastrutture civili nella contea norvegese di Finnmark nell'inverno del 1944.
La corte
I giudici che componevano il Tribunale Militare V erano Charles F. Wennerstrum (presidente) dell'Iowa, George J. Burke del Michigan ed Edward F. Carter del Nebraska. Il capo dell'ufficio inquirente era Telford Taylor, mentre il procuratore capo per questo specifico caso era Theodore Fenstermacher. L'atto d'accusa fu depositato il 10 maggio 1947;[2] il processo si svolse dall'8 luglio 1947 al 19 febbraio 1948.[3] Dei dodici imputati iniziali, Franz Böhme si suicidò prima dell'inizio del dibattimento, mentre la posizione di Maximilian von Weichs fu stralciata per motivi di salute. Dei restanti dieci imputati, due furono assolti, mentre gli altri ricevettero condanne a pene detentive comprese tra i sette anni e l'ergastolo.
I membri della corte provenivano tutti dal Midwest statunitense e rappresentavano una prospettiva sui procedimenti di Norimberga sensibilmente diversa da quella dei giudici della costa orientale, che avevano presieduto le sessioni precedenti. In particolare, la corte si dimostrò più incline ad accogliere le argomentazioni della difesa e a guardare con sospetto l'impianto accusatorio. A seguito della sentenza, il giudice Wennerstrum rilasciò un'intervista in cui accusò l'accusa di non aver saputo «mantenere l'obiettività, cedendo alla vendetta e alle ambizioni personali di condanna», arrivando a definire l'intero processo di Norimberga come una forma di «giustizia dei vincitori». Sostenne inoltre che molti dei profughi ebrei tedeschi impiegati nell'ufficio del procuratore avessero una lealtà dubbia verso gli Stati Uniti, affermando:
Le accuse
Gli imputati dovettero rispondere di quattro capi d'accusa per crimini di guerra e crimini contro l'umanità:[1][2][4]
- Omicidio di massa di centinaia di migliaia di civili in Grecia, Albania e Jugoslavia, derivante dall'aver ordinato la cattura di ostaggi e uccisioni per rappresaglia;
- Saccheggio e distruzione sistematica di villaggi e città in Norvegia, Grecia, Albania e Jugoslavia;
- Assassinio e maltrattamento di prigionieri di guerra, designazione arbitraria dei combattenti come "partigiani", negazione del relativo status di prigionieri di guerra ed esecuzioni sommarie;
- Omicidio, tortura, deportazione e internamento in campi di concentramento di civili greci, albanesi e jugoslavi.
Tutti gli imputati furono incriminati per tutti i capi d'accusa e tutti si dichiararono "non colpevoli".
Il tribunale dovette affrontare due questioni urgenti:
- Se i partigiani potessero essere considerati "legittimi combattenti" (e quindi aventi diritto allo status di prigionieri di guerra) e se tale diritto dipendesse dall'uso di uniformi o insegne distintive;
- Se la cattura e l'eventuale uccisione di ostaggi come rappresaglia contro la guerriglia potessero essere considerate lecite.
Sulla questione dei partigiani, la corte concluse che, in base alle leggi di guerra allora in vigore (Convenzione dell'Aia n. IV del 1907), i guerriglieri dell'Europa sud-orientale non potevano essere considerati legittimi combattenti ai sensi dell'articolo 1 della convenzione. Nonostante molti indossassero la stella rossa sui berretti o servissero in uniforme, la corte ritenne che, agendo come guerriglieri, non potessero conformarsi costantemente a tutte le condizioni previste dal Regolamento dell'Aia per le forze regolari. Di conseguenza, stabilì che potessero essere giustiziati senza processo.[5] Riguardo al generale List, la corte dichiarò:
In merito alla cattura di ostaggi, il tribunale giunse alla controversa conclusione che, in determinate circostanze, essa potesse costituire una linea d'azione legale come misura estrema contro la guerriglia, purché soggetta a rigide condizioni.[5] La corte osservò che i manuali militari britannici e statunitensi dell'epoca non proibivano esplicitamente le rappresaglie contro i civili (quello americano menzionava persino l'uccisione).[6]
Nonostante queste premesse, il tribunale ritenne la maggior parte degli imputati colpevole del primo capo d'accusa: gli atti commessi dalle truppe tedesche furono giudicati eccedenti i limiti della liceità, poiché mancava un chiaro legame tra gli ostaggi uccisi e le forze guerrigliere, e non era stata esperita alcuna forma di accertamento giudiziario.
La difesa degli ordini superiori
Una linea difensiva comune fu l'appello all'ordine superiore: gli accusati affermarono di aver agito eseguendo direttive di Hitler e del feldmaresciallo Keitel. Il tribunale riconobbe parzialmente questa attenuante solo per alcuni imputati di grado inferiore, ma concluse che ufficiali di alto rango come List e Kuntze avrebbero dovuto riconoscere l'illegalità di tali ordini rispetto al diritto internazionale e opporsi alla loro esecuzione.
Chiarimento sull'occupazione militare
Il Tribunale esaminò approfonditamente se lo Stato Indipendente di Croazia costituisse un'entità sovrana capace di agire indipendentemente dall'esercito tedesco, dato che la Germania ne aveva riconosciuto ufficialmente il governo il 15 aprile 1941.
La corte concluse che tale sovranità non sussistesse e stabilì che l'occupazione militare non dipendesse esclusivamente dalla presenza fisica costante delle truppe, bensì dal controllo effettivo esercitato dalla potenza occupante e dalla sua capacità di dispiegare forze nel territorio a propria discrezione. Ne conseguì che, restando l'area sotto l'autorità dell'occupante, quest'ultimo rimaneva responsabile delle azioni compiute sul territorio. La sentenza sancì infatti un principio cardine:[5]
Imputati
| Immagine | Nome | Funzione al momento del reato | Accuse | Sentenza | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | ||||
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Wilhelm List | Feldmaresciallo, Comandante in capo sud-est 1941-1942, comandante della 12ª armata nel 1941. | C | X | C | X | Carcere a vita; rilasciato nel dicembre 1952 per motivi di salute. Morto nel 1971.[1] |
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Walter Kuntze | General der Poniere, successore di List come Comandante in capo sud-est e comandante della 12ª Armata dal 29 ottobre 1941. | C | X | C | C | Carcere a vita. Rilasciato nel 1953. Morto nel 1960.[1] |
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Wilhelm Speidel | Generalmajor, comandante militare in Grecia 1942-1944. | C | X | X | X | 20 anni di reclusione; rilasciato nel 1951. Morto nel 1970.[1] |
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Lothar Rendulic | Generaloberst, Comandante della 2ª Armata Panzer in Jugoslavia 1943-1944; dal 1944, comandante della 20ª Armata da montagna in Finlandia e Norvegia. | C | X | C | C | 20 anni di reclusione (ridotti a 10). Rilasciato nel 1951. Morto nel 1971.[1] |
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Hellmuth Felmy | Generale der Flieger; comandante nella Grecia meridionale. | C | C | X | X | 15 anni di reclusione; pena ridotta a 10 anni, rilasciato il 15 gennaio 1951. Morto nel 1965.[1] |
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Hubert Lanz | General der Gebirgstruppe, comandante del XXII Corpo d'armata da montagna (1943-1945). | C | X | C | X | 12 anni di reclusione; rilasciato nel 1951. Morto nel 1982.[1] |
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Ernst von Leyser | General der Infanterie, comandante di corpo d'armata sotto Rendulic e Böhme. | X | X | C | C | 10 anni di reclusione; rilasciato nel 1951. Morto nel 1962.[1] |
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Ernst Dehner | Generalmajor, comandante di corpo d'armata sotto Rendulic. | C | X | X | X | 7 anni di reclusione; rilasciato nel 1951. Morto nel 1970.[1] |
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Hermann Foertsch | Generalmajor, Capo di Stato Maggiore della 12ª Armata. | X | X | X | X | Assolto. Morto nel 1961.[1] |
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Kurt Ritter von Geitner | Generalmajor, Capo di Stato Maggiore del comando militare in Serbia e Grecia. | X | X | X | X | Assolto. Morto nel 1968.[1] |
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Maximilian von Weichs | Feldmaresciallo, comandante della 2ª Armata durante la campagna dei Balcani. | X | X | X | X | Stralciato dal processo per motivi di salute. Morto nel 1954.[1] |
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Franz Böhme | General der Gebirgstruppe, comandante del XVIII Corpo d'armata da montagna (1940-1943). | X | X | X | X | Suicidatosi il 30 maggio 1947 prima dell'inizio del processo.[1] |
X: Incriminato - C: Incriminato e dichiarato colpevole
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Nuremberg - People, su nbg-02.lil.tools. URL consultato il 9 gennaio 2024.
- 1 2 (EN) Subsequent Nuremberg Proceedings, Case #7, The Hostage Case, su encyclopedia.ushmm.org. URL consultato l'11 gennaio 2024.
- ↑ United States Military Tribunal at Nuremberg, United States v. Wilhelm List | How does law protect in war? - Online casebook, su casebook.icrc.org. URL consultato l'11 gennaio 2024.
- ↑ Wilhelm List et at. (or the "Hostage" Case) (PDF), su archives.gov.
- 1 2 3 4 Trial of Wilhelm List and Others. The Hostages Trial. United Nations War Crimes Commission, 1949. Part IV, su www.ess.uwe.ac.uk. URL consultato il 26 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2012).
- ↑ Military Legal Resources | The Library of Congress, su Library of Congress, Washington, D.C. 20540 USA. URL consultato il 26 febbraio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (WCC 1949): Law Reports of Trials of War Criminals, Vol. VIII, 1949 of the United Nations War Crimes Commission.
- Archivio fotografico, su ushmm.org (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2007). Ospitato su U.S. Holocaust Memorial Museum.
- I processi, su ess.uwe.ac.uk (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2004).
- Nuremberg Trial Transcript Collection, su und.edu (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2010).
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85062424 · GND (DE) 4226693-2 · J9U (EN, HE) 987007529091305171 |
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