Prodromița

L'Icoana Maicii Domnului Prodromița (in italiano Icona della Madre del Signore di Prodromița), conosciuta meglio come Icoana nefăcută da mănă omenească Prodromița (Icona non prodotta da mano umana di Prodromița) o semplicemente come Prodromița, è la più importante icona della comunità rumena del monte Athos in Grecia. L'icona prende il nome dallo skita Prodromu dove è presente l'originale, ed è diventata famosa perché, secondo la tradizione, i tratti facciali sarebbero stati disegnati direttamente da mani divine e per questo motivo le sono attribuiti diversi miracoli.[1][2]
Dati storici
Contesto storico-religioso
La regione orientale del monte Athos, ricca in grotte e formazioni rocciose, fu dai tempi antichi luogo di eremitaggio di molti anacoreti athoniti. Si attesta la presenza di anacoreti rumeni ancora dal secolo XVI o prima, e se ne contano già decine presenti nella zona nella seconda metà del XVIII secolo, provenienti dalla Valacchia o dalla Moldavia. La comunità aveva eretto diverse capanne e una chiesetta in pietra intitolata a Giovanni Battista, la quale ebbe diversi nomi lungo la sua esistenza: Chilia Sfântului Ioan Botezatorul (Cella di San Giovanni Battista), Chilia românească de la Vigla Ianicopoli (Cella rumena di Vigla Ianicopoli) e infine, nel XIX secolo Chilia Prodromu, termine greco (πρόδρομοι, "coloro che corrono prima") che indicava anticamente un esercito speciale greco.[3][4]
Ma la storia della chiesa ha inizio nel 1810 quando l'ieromonaco Iustin (1770-1845), proveniente da Mănăstirea Neamț, si ritira a vita religiosa sul monte Athos insieme ai suoi discepoli Patapie e Grigorie, comprando la chiesa (nel frattempo diventata monastero) e fondando una propria comunità religiosa eremitica. A lui si attribuisce la fondazione del Prodromu, il primo skita rumeno sul monte, nonché moltissimi altri luoghi di culto, chiese e celle.[5]
Tradizione dietro l'icona
Dopo alcune crisi della comunità religiosa per via della guerra d'indipendenza greca, i nuovi leader della comunità eremitica divennero gli ieromonaci Nifon e Nectarie da Vaslui, che lavorarono principalmente nel Prodromu rendendolo la più grande comunità rumena sul monte Athos, e ricevendo aiuti dalla chiesa ortodossa rumena ed eventualmente dal regno di Romania[6]
Fu durante gli anni dal 1852 al 1866 che l'ieromonaco Nifon iniziò a cercare un iconografo che potesse dipingere un'icona di Maria, presente in ogni chiesa del monte Athos, ed impose particolari condizioni a chiunque accettasse l'incarico: il pittore avrebbe dovuto lavorare all'icona ogni giorno, non avrebbe dovuto né mangiare né bere fino alla fine del lavoro e pregare prima di iniziare a dipingere. Alla fine venne trovato Iordache Nicolau, un anziano pittore religioso proveniente da Iași, il quale accettò l'incarico e iniziò a dipingere nel monastero Bucium di Iași, sempre di proprietà di Nifon.[7]
I lavori durarono un giorno, ma l'artista si interruppe perché non riusciva a dipingere le facce, che aveva lasciato per ultime, e non si ritenne in grado, per cui coprì l'icona con un velo e la chiuse nel suo atelier dopo averle mostrate ai monaci.[8][9] Il giorno dopo, Iordache tornò a lavorare all'icona, pronunciò una breve preghiera alla Madonna e, togliendo il velo, scoprì che le facce di Maria e Gesù Cristo erano già state dipinte in sua assenza, e la perfezione fu attribuita all'azione delle mani di un angelo.[10] L'evento è datato al 28 giugno 1863.
Datata al 29 giugno 1863 è la testimonianza dello stesso Iordache, il quale documento scritto è ancora presente nell'archivio dello skita Prodromu, ed è riportato a seguito[10]:
La notizia del miracolo si sparse rapidamente nella città, e la maggior parte dei cittadini decisero di andare a vedere di persona l'icona, cosa che attrasse l'attenzione degli ieromonaci che l'avevano commissionata, e Iordache la portò a loro nel monastero Bucium, dove rimase per un giorno, prima che i due la prelevassero e iniziassero il viaggio per portarla sul monte Athos. I due ieromonaci vennero però continuamente assaliti dai paesani, che infatti desideravano chiedere perdono davanti all'icona, per cui fu talvolta esposta in alcuni luoghi di culto in giro per le terre rumene: da Iași fu spostata a Huși, poi arrivò alla cattedrale di Bârlad e poi a Galați, prima di arrivare sul monte Athos via mare, dove ancora oggi viene esposta nello skita Prodromu.[1]
Miracoli
Lungo gli anni, all'icona vennero attribuiti diversi miracoli, tramandati dai due ieromonaci che li videro con i loro occhi:
- Un uomo cieco si prostrò all'icona per chiedere il perdono, dopodiché si lavò e, dopo tre giorni, riguadagnò la vista.
- Un altro uomo, che soffriva di lebbra, pregò all'icona, e subito dopo ogni segno della malattia scomparve.
- Un boiardo venne a pregare per suo figlio, in fin di vita, e dopo la sua preghiera il figlio si riprese completamente e fu benedetto di fronte all'icona.
- L'icona fu portata da un uomo non credente, il quale si convinse dell'importanza dell'icona dopo aver anche visto la sua pesantezza e si convertì.
- Una donna, gravemente malata, tentò di viaggiare e pregare davanti all'icona, ma si fermò temendo di poter morire durante il viaggio. Sognò l'icona durante una notte e fu motivata a continuare il viaggio.
- Decine di altri uomini curati da malattie e dolori come raffreddori, dolori alla testa, ai denti, agli occhi, lividi e altri miracoli di diverso tipo.[10]
Descrizione e importanza
L'icona ha una dimensione di 1000 su 700 millimetri. Le facce di Gesù e della Madonna sono di colore giallo, della tonalità del grano, e vi è una credenza secondo la quale le facce cambino volto in base alla situazione, e che periodicamente si illuminassero o si oscurassero.
Diverse ricerche scientifiche, condotte a microscopio, conclusero che effettivamente non ci sono tracce di pennello sulle facce dei due personaggi, a differenza del resto dell'opera. L'aspetto della Madonna si rifà inoltre alle più antiche rappresentazioni della Madre di Dio, che vennero fatte da persone che videro effettivamente la Madonna in vita.[1]
L'icona è considerata una delle più importanti icone dell'intera chiesa ortodossa, perché si tratta di una delle poche icone riconosciute che vengono attribuite direttamente a mani divine (Acheiropoietos) e costituiscono quindi un oggetto di venerazione che, grazie anche alla sua posizione, attrae annualmente moltissimi pellegrini da ogni paese ortodosso.[11]
Sull'icona esistono diverse preghiere, come la Prodromița, ma soprattutto l'acatisto Alla Madre del Signore Prodromița, mentre il 12 luglio è tradizionalmente considerata la giornata della commemorazione dell'icona.[12][9][13] Sono anche state prodotte diverse copie.
Note
- 1 2 3 Cleoapa Paraschiv, Icoana Nefăcută de Mână Omenească Prodromița.
- ↑ Professor dottor Ion Bria, Dicționar de teologie ortodoxa A-Z.
- ↑ Românii la Muntele Athos. O perspectivă istorică - Orizonturi culturale italo-române, su www.orizonturiculturale.ro. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ Țările române și Muntele Athos, su ro.orthodoxwiki.org.
- ↑ (RO) Cuviosul Iustin Ieroshimonahul, primul ctitor al Schitului Prodromu din Muntele Athos | Doxologia, su doxologia.ro, 18 settembre 2015. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ Ioanichie Bălan, Vetre de sihăstrie românească.
- ↑ (RO) Icoana Maicii Domnului Prodromița | Doxologia, su doxologia.ro, 3 luglio 2020. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (RO) Cinstirea Sfintei Icoane Prodromița de la Muntele Athos | Doxologia, su doxologia.ro. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 (RO) „Prodromița” – icoana pictată peste noapte de mână nepământească | Doxologia, su doxologia.ro, 18 luglio 2019. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 3 (RO) Istoria zugrăvirii Icoanei Maicii Domnului Prodromita, su Schitul Românesc Prodromu. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (RO) Icoana Prodromita, su Vanzari icoane. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ Acatistul Maicii Domnului Icoana Prodromița, su amazon.it.
- ↑ (RO) Rugăciune către Maica Domnului, Prodromiţa, su Schitul Românesc Prodromu, 1º marzo 2023. URL consultato il 31 agosto 2025.
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