Prostagma
Un prostagma (in greco πρόσταγμα) o prostaxis (πρόσταξις), il cui significato per entrambe le parole corrisponde a quello di "ordine" o "comando", era un genere di documento emesso dalla cancelleria imperiale bizantina contenenti una decisione o un comando del sovrano, solitamente inerente a questioni amministrative.
Prostaxis era il termine comunemente impiegato tra l'XI e il XIII secolo, quando fu sostituito da prostagma. Tuttavia, il documento più antico di questo tipo sopravvissuto risale al 1214.[1] Si trattava solitamente di scritti brevi, firmati dall'imperatore bizantino con il menologem in inchiostro rosso e solitamente con il sigillo di cera dell'imperatore. I prostagmata degli imperatori trapezuntini venivano firmati con una versione abbreviata della firma imperiale. I documenti simili promulgati dai despoti venivano definiti horismos, mentre quelli del patriarca di Costantinopoli o di altri funzionari statali venivano definiti in vari modi [para]keleusis, entalma, grama, ecc. Anche i governanti della Serbia emettevano dei prostagmata.[2]
I prostagmata venivano utilizzati per «trasmettere ordini, [..] concedere privilegi, legiferare e regolamentare, attestare un giuramento prestato dall'imperatore (horkomotikon prostagma)», nonché «per nominare individui a posizioni amministrative o per conferire titoli onorifici», sostituendo i probatoriae e i codicilli ereditati dal mondo della tarda romanità e utilizzati fino al X secolo.[1]
Note
- 1 2 Oikonomides (1991), p. 1740.
- ↑ Ostrogorskij (1968), pp. 245-257.
Bibliografia
- (FR) Nicolaos Oikonomides, La chancellerie impériale de Byzance du 13e au 15e siècle, in Revue des études byzantines, vol. 43, 1985, pp. 167-195, DOI:10.3406/rebyz.1985.2171.
- (EN) Nicolaos Oikonomides, Prostagma, in Aleksandr Každan, Oxford Dictionary of Byzantium, New York e Oxford, Oxford University Press, 1991, p. 1740, ISBN 978-0-19-504652-6.
- (HBS) Georgij Ostrogorskij, Prostagme srpskih vladara [I prostagmi dei sovrani serbi], in Prilozi za književnost, jezik, istoriju ifołklor, n. 34, 1968, pp. 245-257.