Proteroglifi

Dissezione della testa di un cobra Naja melanoleuca: in A il dente, in B la ghiandola velenosa

Il termine proteroglifi (dal greco próteros, «anteriore »+ glyphḗ, «intaglio»[1]) indica i serpenti che presentano denti del veleno fissi, canalicolati e siti anteriormente rispetto agli altri denti mascellari.[2][1][3] Tra di essi si annoverano i cobra[1][2], i mamba[2], i serpenti corallo americani (famiglia degli elapidi[2]) e i serpenti marini degli oceani Pacifico e Indiano[1][2] (sottofamiglia degli idrofini). Il veleno, prodotto da ghiandole in rapporto con i succitati denti, è altamente tossico e spesso pericoloso per gli esseri umani.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 Proteròġlifo - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 5 ottobre 2025.
  2. 1 2 3 4 5 Liborio Daniele Festa, Ragni, serpenti, scorpioni: Guida illustrata delle più importanti specie europee e del mondo, Libraria Editrice S.r.l., 2 luglio 2021, ISBN 978-88-8337-084-7. URL consultato il 5 ottobre 2025.
  3. 1 2 Enrica Calabresi, Colubro, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.

Voci correlate

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