Pseudoclappia
| Pseudoclappia | |
|---|---|
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| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Tageteae |
| Genere | Pseudoclappia Rydb., 1923 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Genere | Pseudoclappia |
| Specie | |
Pseudoclappia Rydb., 1923 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae.[1][2]
Etimologia
Il nome del genere deriva deriva da due parole: "pseudo" dal greco (= somigliante ma non uguale)[3]; l'altra parola è stata data in onore di Asael Clapp, dottore e botanico a New Albany (Indiana, USA).[4]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Per Axel Rydberg (1860-1931) nella pubblicazione "Journal of the Washington Academy of Sciences. Baltimore, MD" (J. Wash. Acad. Sci. 13(13): 288) del 1923.[5]
Descrizione

Pseudoclappia arenaria

Pseudoclappia arenaria

Pseudoclappia arenaria
Portamento. Il genere di questa voce comprende prevalentemente basse erbacee arbustive. Queste piante sono ricche di sostanze volatili aromatiche (monoterpeni) che producono un caratteristico odore.[3][6][7][8][9][10]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa alla base. Altezza media: 5–40 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato e sono sessili; la forma delle lamine varia da lineare a lineare o affusolata; la consistenza è succulenta. Sulla superficie, in genere glabra, possono essere presenti delle ghiandole traslucide.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da singoli capolini terminali di tipo radiato. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a elicoidali, composto da 12-16 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, persistenti, subuguali oppure scalate in altezza, con forme da lanceolate a lineari, da succulente a membranose, sono disposte in modo più o meno embricato su 2-3 serie. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è usualmente privo di brattee ("epaleato"); raramente ha delle squame sparse e sottili. Diametro degli involucri: 4–6 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): (da 2 a 11) sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa)
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 20 a 40) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba di colore giallo
- fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno una forma lanceolata. Le celle dell'endotecio hanno in genere 1 - 2 (raramente 2 - 4) ispessimenti polari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi con forme da acute ad affusolate. Le superfici stigmatiche sono ampie e parallele e usualmente confluiscono all'apice. Le appendici degli stigmi, corte, sono papillose.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma è grossolanamente cilindrica; hanno delle 10-12 evidenti coste o sono striati; il colore è nero con superficie pubescente. Il pappo ha circa 50 setole barbate. A volte il pappo è formato da squame setiformi in 3–4 serie tutte più o meno connate alla base. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.[12]
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Messico (nord-est), New Mexico e Texas.[2]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[11] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
Filogenesi
Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Tageteae caratterizzata da steli biancastri e fragili, da foglie e brattee con ghiandole traslucide aromatiche, da stili dei fiori del disco divisi con bracci troncati e da acheni con delle evidenti coste.[10]
All'interno della tribù il genere Pseudoclappia non ha ancora una posizione tassonomica ben definita in quanto dovrebbe appartenere ad una delle sottotribù delle Tageteae; con il genere "Oxypappus forma un gruppo fratello" ed entrambi sono vicini alle sottotribù Clappiinae e Pectidinae.[9][10]
Il cladogramma, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica dell'intera tribù evidenziano la posizione del genere in oggetto (in base al tipo di DNA analizzato sono possibili altre strutture filogenetiche più o meno simili).[9]
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I caratteri distintivi del genere sono:[10]
- le foglie sono disposte in modo alterno, sono filiformi e succulente
- il ricettacolo non è setoloso
Il numero cromosomico delle specie di Pseudoclappia è: 2n = 36.[10]
Specie
Questo genere comprende 2 specie:[2]
- Pseudoclappia arenaria Rydb.
- Pseudoclappia watsonii A.M.Powell & B.L.Turner
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 17 settembre 2025.
- 1 2 eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 17 settembre 2025.
- ↑ eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 17 settembre 2025.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 settembre 2025.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
- 1 2 Judd 2007, pag. 517
- 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
- 1 2 3 4 5 6 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 431.
- 1 2 Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
- ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.
Bibliografia
- Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019, in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson and Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS, vol. 116, n. 28, 2019, pp. 14083-14088.
- Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao, Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in JIPB, vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Pseudoclappia Royal Botanic Gardens KEW - Database
