Psicobiotica
La psicobiotica o psicomicrobiologia (in inglese: Psycho-Microbiology)[1] è una disciplina attinente alle neuroscienze che si occupa di valutare l'influenza del microbioma intestinale su alcune funzioni cerebrali. La psicobiotica a sua volta è una delle componenti dello studio dell'asse intestino-cervello o asse microbiota-intestino-cervello; quest'ultimo è il sistema di comunicazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il cervello attraverso meccanismi neurali, ormonali e immunitari.[2]
La psicobiotica è stata accolta per la prima volta in Italia in un contesto ufficiale durante il 47º Congresso della Società italiana di Psichiatria (SIP) a Giardini Naxos dal neuroscienziato John F. Cryan, della University College di Cork, Irlanda.
Secondo la psicobiotica esisterebbe un rapporto tra i microorganismi che compongono il microbioma intestinale (noto anche come "flora batterica intestinale") e alcuni disturbi mentali come la depressione, l'ansia, la schizofrenia e l'autismo; alcuni disturbi derivano da disturbi del neurosviluppo. Il microbioma agirebbe sul tessuto nervoso del cervello fin dal neurosviluppo sia sfruttando connessioni neurali vere e proprie tramite il nervo vago, sia tramite la produzione locale di neuromediatori ed altri fattori che potrebbero modulare sia il sistema immunitario che quello ormonale.
L'oggetto fondamentale di studio della psicobiotica è composto dagli psicobiotici, cioè un sottogruppo di probiotici che migliora la salute mentale dell'ospite; la sua assenza è correlabile a disturbi mentali[3] e sarebbe un segno di disbiosi intestinale che può colpire anche i probiotici di altro tipo. La disbiosi intestinale può essere causata da una pessima alimentazione, dall'uso scorretto di antibiotici, da contaminazioni intestinali da parte di batteri nocivi come Escherichia coli e da malattie come la gastrite cronica autoimmune eventualmente correlata alla tiroide di Hashimoto).
Sebbene validazioni scientifiche siano ancora necessarie per trasferire il modello animale sull'Uomo e dunque i risultati degli studi sugli animali su Homo Sapiens, negli ultimi anni si sono moltiplicate le pubblicazioni scientifiche sull'argomento.
Note
- ↑ Alessandra Accettulli, Maria Rosaria Corbo e Milena Sinigaglia, Psycho-Microbiology, a New Frontier for Probiotics: An Exploratory Overview, in Microorganisms, vol. 10, n. 11, 29 ottobre 2022, pp. 2141, DOI:10.3390/microorganisms10112141. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ↑ Perché si parla di “asse intestino -cervello”?, su Istituto A.T. Beck, 17 marzo 2025. URL consultato il 18 aprile 2026.
- ↑ Psicobiotici: cosa sono e a come aiutano mente e intestino?, su www.my-personaltrainer.it. URL consultato il 4 gennaio 2026.
Bibliografia
- TT. Nguyen, T. Kosciolek; LT. Eyler; R. Knight; DV. Jeste, Overview and systematic review of studies of microbiome in schizophrenia and bipolar disorder., in J Psychiatr Res, vol. 99, aprile 2018, pp. 50-61, DOI:10.1016/j.jpsychires.2018.01.013, PMID 29407287.
- C. Doenyas, Gut Microbiota, Inflammation, and Probiotics on Neural Development in Autism Spectrum Disorder., in Neuroscience, vol. 374, marzo 2018, pp. 271-286, DOI:10.1016/j.neuroscience.2018.01.060, PMID 29427656.
- LM. Cox, HL. Weiner, Microbiota Signaling Pathways that Influence Neurologic Disease., in Neurotherapeutics, vol. 15, n. 1, gennaio 2018, pp. 135-145, DOI:10.1007/s13311-017-0598-8, PMID 29340928.
Voci correlate
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