Pterosphenus

Pterosphenus

Ricostruzione artistica di Pterosphenus
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseReptilia
OrdineSquamata
InfraordineSerpentes
Famiglia†Palaeophiidae
Sottofamiglia†Palaeophiinae
Genere†Pterosphenus
Lucas, 1898
Nomenclatura binomiale
†Pterosphenus schucherti
Lucas, 1898
Sinonimi

Mœriophis schweinfurthi
(Andrews, 1901)

Specie
  • †P. biswasi Rage et al. 2003
  • †P. kutchensis Rage et al. 2003
  • †P. rannensis Datta & Bajpai
  • †P. schucherti Lucas 1898
  • †P. schweinfurthi Andrews 1901
  • †P. sheppardi Hoffstetter 1958

Pterosphenus è un genere estinto di serpente marino vissuto nel periodo Eocene.[1][2]

Descrizione

Sebbene noto solo da resti parziali, sono stati trovati abbastanza resti di Pterosphenus per suggerire che fosse un grande serpente. Sulla base del modello di regressione utilizzato per stimare la lunghezza dei boidi, la stima della lunghezza più affidabile si colloca tra i 2,5 e i 4,8 metri; la vertebra più grande potrebbe essere appartenuta a un individuo che raggiungese i 5,7 metri di lunghezza.[3] Il suo corpo era fortemente compresso lateralmente come adattamento alla vita pelagica.

Classificazione

Pterosphenus appartiene ai serpenti Alethinophidia, un clade che include tutti i serpenti al di fuori dei serpenti ciechi e dei serpenti filo, e più specificamente all'estinto Palaeophiidae. Il suo parente più prossimo è Palaeophis, ed entrambi appartengono alla sottofamiglia Palaeophiinae. Sono note sei specie, P. schucherti dal Nord America, P. sheppardi dal Sud America, P. schweinfurthi dall'Africa settentrionale e P. biwasi, P. kutchensis e P. rannensis dall'Asia.[4]

Paleoambiente e paleoecologia

Le vertebre alte e strette di P. schucherti suggeriscono uno stile di vita acquatico altamente specializzato per questi animali

Pterosphenus era un rettile marino che viveva nei mari poco profondi dei futuri Stati Uniti orientali (i suoi fossili sono noti dal Texas, Louisiana, Mississippi e Arkansas e a nord fino al New Jersey), nell'oceano Tetide africano (i cui fossili sono noti dal Marocco[5], Libia[6], Nigeria[7] ed Egitto[8]), Sud America (i cui fossili sono noti dall'Ecuador[9]) e Asia meridionale (i cui fossili sono noti dall'India[10][4]). Pterosphenus era un superpredatore del proprio ecosistema, probabilmente, predando pesci e molluschi trovati nella stessa area.

È certo che Pterosphenus avrebbe incontrato i cetacei basali dell'epoca, come Zygorhiza, Dorudon e Basilosaurus, anche se è probabile che una combinazione di suddivisione di nicchia ecologica e di vita in aree diverse nel caso di Basilosaurus (che viveva in ecosistemi estuarini secondo recenti ritrovamenti) avrebbe impedito la competizione tra le specie.

Note

  1. ↑ (EN) Dennis Case e Gerard Parmley, New records of Eocene sea snakes (Pterosphenus) from Louisiana, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 8, 23 Settembre 1988, pp. 334–339.
  2. ↑ (EN) Jim F. Westgate e James. W. Ward, The giant aquatic snake Pterosphenus schucherti (Palaeophidae) in Arkansas and Mississippi, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 1, n. 2, 1981, pp. 161–164, DOI:10.1080/02724634.1981.10011887.
  3. ↑ (EN) Calvert, C.J., Mead, A.J. e Parmley, D., Size Estimates of the Extinct Marine Snake Pterosphenus schucherti from Eocene-aged Sediments of Central Georgia, in Georgia Journal of Science, vol. 80, n. 2, 2022.
  4. 1 2 (EN) Debajit Datta e Sunil Bajpai, Fossil snakes from the Eocene of India: new material with comments on phylogenetic relations and biogeographic and paleoecological implications, in Journal of Paleontology, 23 Luglio 2025, pp. 1–27, DOI:10.1017/jpa.2025.10101.
  5. ↑ (EN) Samir Zouhri, Philip D. Gingerich, Najia Elboudali, Samira Sebti, Abdelmajid Noubhani, Meriem Rahali e Saïd Meslouh, New marine mammal faunas (Cetacea and Sirenia) and sea level change in the Samlat Formation, Upper Eocene, near Ad-Dakhla in southwestern Morocco, in Comptes Rendus Palevol, vol. 13, n. 7, 2014, pp. 599–610, DOI:10.1016/j.crpv.2014.04.002.
  6. ↑ (EN) R. Hoffstetter, Nouvelles récoltes de serpents fossiles dans l'Éocène Supérieur du désert Libyque., in Bulletin du Muséum national d'histoire naturelle, 2e série, vol. 33, n. 3, 1961, pp. 326–331.
  7. ↑ (EN) Georgios L. Georgalis, First potential occurrence of the large aquatic snake Pterosphenus (Serpentes, Palaeophiidae) from Nigeria, with further documentation of Pterosphenus schweinfurthi from Egypt, in Alcheringa: An Australasian Journal of Palaeontology, 19 Giugno 2023, pp. 1–9, DOI:10.1080/03115518.2023.2217874.
  8. ↑ (EN) Erik R. Seiffert, Elwyn L. Simons e Yousry Attia, Fossil evidence for an ancient divergence of lorises and galagos., in Nature, vol. 422, n. 6930, 2003, pp. 421–424, DOI:10.1038/nature01489.
  9. ↑ (EN) Robert Hoffstetter, Un serpent marin du genre Pterosphenus (Pt. sheppardi nov. sp.) dans l'Eocene superieur de l'Equateur (Amerique du Sud), in Bulletin de la Société Géologique de France, S6-VIII, n. 1, 1º Gennaio 1958, pp. 45–50, DOI:10.2113/gssgfbull.S6-VIII.1.45.
  10. ↑ (EN) Jean-Claude Rage, Sunil Bajpai, Johannes G. M. Thewissen e Brahma N. Tiwari, Early Eocene snakes from Kutch, Western India, with a review of the Palaeophiidae, in Geodiversitas, vol. 25, n. 4, 2003, pp. 695–716.

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