Publishing and Broadcasting Limited
| Publishing and Broadcasting Ltd | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Public company |
| Borse valori | ASX: PBL |
| Fondazione | 1994 a Sydney |
| Fondata da | Famiglia Packer |
| Chiusura | 10 dicembre 2007 Scorporo società |
| Sede principale | Sydney |
| Gruppo | Nine Network, Australian Consolidated Press |
| Persone chiave |
|
| Settore | Mass media, Gioco d'azzardo |
| Prodotti | Canali televisivi Casinò |
| Sito web | pbl.com.au |
Publishing and Broadcasting Limited (PBL) è stata una delle più grandi società australiane. Attiva principalmente nei settori dei media e del gioco d'azzardo, per tutta la durata della sua esistenza è stata in gran parte controllata dalla famiglia Packer.
Storia
I predecessori
La PBL nasce dalla Australian Consolidated Press (ACP), fondata dal magnate dei media Frank Packer, che ereditò gli interessi in quel settore dal padre Robert Packer, scomparso nel 1934. Nel 1936 Packer si fuse con la Sydney Newspapers e la Associated Newspapers di E.G. Theodore per dare vita all'Australian Consolidated Press.[1] Frank Packer fu presidente dell'ACP dal 1936 fino alla sua morte nel 1974, quando il controllo della società passò al figlio minore Kerry Packer.
All'ACP fu concessa una licenza di trasmissione a Sydney quando la televisione fece il suo esordio in Australia negli anni '50. La sua emittente televisiva, TCN-9 a Sydney, fu la prima in Australia a trasmettere, lanciata nel 1956 con un annuncio di Bruce Gyngell: “Buonasera e benvenuti in televisione”.
Nel 1960 acquistò GTV-9 Melbourne per formare la prima rete televisiva in Australia, la National Television Network, che in seguito sarebbe diventata la National Nine Network.
Nel 1987 Kerry Packer vendette per 1 miliardo di dollari la Nine Network ad Alan Bond,[2] il quale ampliò poi la rete includendo QTQ-9 a Brisbane e STW-9 a Perth. Packer riacquistò successivamente la rete nel 1990 per la metà del prezzo a cui l'aveva venduta.
Costituzione
La Publishing and Broadcasting Limited fu costituita nel 1994 come holding per la Nine Network e l'Australian Consolidated Press. Nell'agosto dello stesso anno la PBL registrò la Nine Films and Television, una divisione interna dedicata alla produzione cinematografica e televisiva.[3]
Alla fine degli anni '90 PBL perse milioni in un'iniziativa chiamata Nine India. La sua forma più tangibile era un blocco di programmazione a marchio proprio su due dei canali gestiti da Doordarshan. L'intenzione era quella di diventare un attore di primo piano nella televisione indiana, ma all'inizio del decennio successivo l'idea fu abbandonata.
Nel 1999 il Crown Casino and Entertainment Complex fu acquistato da PBL, e la divisione online di PBL, ecorp, fu quotata all'ASX. ecorp fu successivamente privatizzata e delistata dalla Borsa.
Nel 2002 PBL stipulò un accordo con Prime Television, acquisendo una partecipazione effettiva del 50% in Prime NZ. Nine Film and Television iniziò a distribuire film nelle sale attraverso Hoyts (all'epoca anch'essa di proprietà di PBL e delle società collegate). Una joint venture con Macquarie Film Corporation generò il capitale necessario per la produzione di questi film. Il primo film distribuito fu Dirty Deeds nel 2002. Seguì Gettin' Square (con Working Title Australia e Mushroom Pictures) nel 2003.
Nel 2004 PBL acquistò il Burswood Casino a Perth e una quota del 50% di Hoyts Cinemas, insieme a West Australian Newspapers. La Hoyts era precedentemente di proprietà della società privata dei Packer, la Consolidated Press Holdings Ltd. Vendette inoltre l'unica rete televisiva della Papua Nuova Guinea, EM TV, a Fiji Television.
Investimenti nel gioco d'azzardo
Il 18 ottobre 2006 James Packer annunciò la cessione del 50% delle attività nel settore dei media di PBL per 4,5 miliardi di dollari australiani, al fine di concentrarsi sul settore del gioco d'azzardo. La cessione comprendeva Nine Network e la sua quota del 50% in NineMSN.
PBL era coinvolta in due progetti di casinò a Macao: il Crown Macau da 260 milioni di dollari, il cui completamento era previsto nel 2006-2007, e il City of Dreams da 1,4 miliardi di dollari. I progetti sono joint venture con Melco International Development, una società di Macao. Nel marzo 2006 PBL ha annunciato di aver speso 900 milioni di dollari USA (1,2 miliardi di dollari australiani) per acquistare una subconcessione per un casinò da Wynn Resorts che avrebbe dato alla joint venture Melco-PBL il diritto di gestire le operazioni del casinò. L'impegno di PBL in queste iniziative rappresenta il più grande investimento mai effettuato da una società australiana nella Repubblica Popolare Cinese fino ad oggi.[4]
Originariamente proposto come “Las Vegas Tower”, il nome dell'edificio è cambiato quando la Publishing and Broadcasting Limited ha raggiunto un accordo il 31 maggio 2007 con i promotori della torre per investire denaro nel progetto e gestirne il casinò.[5] Come parte dell'accordo, il progetto è stato ribattezzato Crown Las Vegas.
Crown Las Vegas era stato originariamente progettato per raggiungere un'altezza di 1.888 piedi (575 m) da Christopher Milam, un imprenditore edile del Texas. Secondo KLAS-TV di Las Vegas,[6] la Federal Aviation Administration (FAA) era preoccupata per l'altezza proposta, data la vicinanza della torre all'Aeroporto Internazionale di Las Vegas-Harry Reid e alla Base Aerea di Nellis. Nel novembre 2006, la FAA ha emesso un “avviso di presunto pericolo” poiché la torre si trova a 2,5 miglia (4,0 km) a nord delle piste dell'aeroporto McCarran.
Nel marzo 2011 il presidente di Crown, James Packer, ha annunciato che il progetto era stato cancellato e che il sito era stato messo in vendita.[7] Crown continuerà a investire nel Fontainebleau Resort and Casino, in fase di costruzione sul sito adiacente a quello previsto per il Crown Las Vegas.
Cessazione
La società fu scissa alla fine del 2007, con la separazione delle sue attività nel settore del gioco d'azzardo in Crown Limited. PBL, ora una società residua, fu ribattezzata Consolidated Media Holdings, società che fu infine acquisita da News Limited nel 2012.[8]
Partecipazioni precedenti
PBL Media
- Australian Consolidated Press
- carsales.com (41% stake)
- Ninemsn (50% stake)
- Sky News Australia (33% stake)
- Nine Network
- NBN Television
- Acer Arena
- Ticketek
PBL Enterprises
- Foxtel (25% stake)
- Seek (25% stake)
- Premier Media Group (quota del 50%)
- Hoyts (quota del 50%)
Altro
- Crown Casino, Melbourne
- Burswood Entertainment Complex, Perth
- Prime Television (quota del 50%) – Venduta nel 2006 a Sky Network Television
- Partecipazione in EM TV, Papua Nuova Guinea
Note
- ↑ (EN) J. Henningham, Institutions in Australian Society, South Melbourne, Oxford University Press, 2000, p. 282, ISBN 0-19-551050-X.
- ↑ (EN) Chris Barrett, 'No crying in television': Packer would be pragmatic about switch, su The Sydney Morning Herald, 13 aprile 2018. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ (EN) Nine Films & Television Pty Ltd - ABN, ACN, Business names, Former names, su aubiz.net, Datafic Sp. z o.o.. URL consultato l'11 novembre 2022.
- ↑ (EN) Macau Brief – January 2007, su dfat.gov.au, Australian Government – Department of Foreign Affairs and Trade, gennaio 2007. URL consultato il 23 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2011).
- ↑ (EN) Las Vegas News | Breaking News & Headlines, su Las Vegas Review-Journal, 12 maggio 2026. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ (EN) Las Vegas Now – Breaking News, Local News, Weather, Traffic, Streaming Video, Classifieds, Blogs – I-Team: New Plan Could See shortest building in U.K. Built in Macau, su klas-tv.com. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
- ↑ (EN) Michael West, Packer dealt a dead hand in Vegas (PDF), su The Sydney Morning Herald, 26 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2010).
- ↑ (EN) PBL announces split into separate listed gaming and media companies (PDF), su pbl.com.au, Publishing and Broadcasting Limited, 8 maggio 2007. URL consultato il 6 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2008).
Collegamenti esterni
- (EN) Profilo degli interessi di Kerry Packer, su www.ketupa.net. URL consultato il 14 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2004).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 305288916 |
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