Quaerite primum regnum Dei

Quaerite primum regnum Dei
La prima versione della composizione
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart e Giovanni Battista Martini
TonalitàRe minore
Epoca di composizioneBologna, 9 ottobre 1770
PubblicazioneBreitkopf & Härtel, Lipsia, 1880
Autografo
OrganicoCoro a quattro voci
Wolfgang Amadeus Mozart nel 1770.

Quaerite primum regnum Dei (in latino, Cercate prima il regno di Dio) KV 86/73v è un'antifona a cappella in Re minore su canto fermo per basso, tenore, contralto e soprano, un tempo attribuita a Wolfgang Amadeus Mozart. Studi recenti, invece, ritengono la composizione un lavoro a quattro mani di Mozart e di padre Giovanni Battista Martini.[1]

Storia

Il 20 luglio 1770 il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart e suo padre Leopold giunsero a Bologna, dove restarono fino alla metà di ottobre. Durante i primi giorni del soggiorno Wolfgang compose il minuetto in Mi bemolle maggiore KV 122/72t[2] e il Miserere in La minore KV 85/73s.[3] Suo padre Leopold, invece, si trovava immobilizzato a letto a causa di un infortunio a una gamba occorso durante un recente viaggio da Napoli a Roma.[4] A settembre Wolfgang iniziò a comporre i recitativi per l'opera Mitridate, re di Ponto, che doveva essere messa in scena a Milano per le feste di Natale.[5]

Bologna, all'epoca, era considerata una delle capitali musicali d'Italia e, fra le varie istituzioni presenti, la più prestigiosa era l'Accademia Filarmonica, fondata nel 1666 da Vincenzo Maria Carrati. Farne parte costituiva una referenza di altissimo livello, utile per lettere di raccomandazione, concorsi o richieste di impiego. Molti musicisti, infatti, cercavano di esserne ammessi per accrescere la propria autorevolezza e per inserire il titolo nei propri curriculum. Dal 1749, inoltre, il titolo di accademico filarmonico era divenuto indispensabile per poter esercitare la professione di maestro di cappella.[6] Il difficile esame di ammissione, per chi si presentava come compositore, consisteva nel realizzare, chiusi da soli in una stanza, un'armonizzazione a quattro voci in stile antico sopra un canto fermo, tratto dall'antifonario gregoriano, fornito dalla commissione esaminatrice.[7]

Mozart, nonostante avesse già dato prova di eccezionali doti musicali, era completamente digiuno di nozioni sullo stile contrappuntistico antico, la cui conoscenza era indispensabile per superare l'esame e quindi, durante le ultime settimane dell'estate, prese alcune lezioni di teoria da padre Giovanni Battista Martini.[7] Quest'ultimo, frate francescano conventuale, era uno dei più importanti musicisti, teorici e insegnanti italiani dell'epoca, noto non solo per le sue composizioni, ma anche per la vastissima cultura e la sua autorità indiscussa su generazioni di musicisti.[8]

Leopold guadagnò la fiducia di padre Martini regalandogli una copia del suo trattato Versuch einer gründlichen Violinschule, che andò ad arricchire la già vasta biblioteca del religioso, e padre Martini ricambiò la cortesia donando a Leopold i primi due volumi della sua Storia della Musica.[9] Per essere ammessi all'esame era richiesta la presentazione di una domanda scritta, che Mozart consegnò il 9 ottobre 1770 insieme al violoncellista Francesco Piantanida. Il giorno stesso Mozart sostenne l'esame, componendo in mezz'ora un'armonizzazione sulla strofa Quaerite primum regnum Dei (in latino, Cercate prima il regno di Dio), tratta dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, versetto 33.[10]

La commissione d'esame era composta da diverse figure musicali di primo piano, fra cui Petronio Lanzi, Antonio Mazzoni, Bernardo Ottani, Angelo Antonio Caroli, Lorenzo Gibelli e Giuseppe Corsini.[11] Padre Martini non faceva parte della commissione ma era "Definitore perpetuo", ossia arbitro dell'Accademia in questioni musicali. La commissione esaminò il lavoro, lo giudicò positivamente e Mozart venne ammesso come membro dell'Accademia "alla forastiera" (cioè non residente a Bologna, e quindi non soggetto a particolari obblighi statutari). Il diploma ufficiale di aggregazione, scritto in latino, è conservato presso l'Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo.[12]

Prima della partenza da Bologna, inoltre, padre Martini scrisse per Mozart un attestato di stima, conservato presso il Museo internazionale e biblioteca della musica della città emiliana. All'epoca, una raccomandazione del celebre maestro era considerata il miglior lasciapassare per accedere agli ambienti musicali europei e rappresentava un sostegno fondamentale per intraprendere una carriera di successo.[13] Nonostante il breve periodo trascorso insieme, Mozart si mostrò sempre riconoscente a padre Martini e, negli anni successivi, ricordò con affetto l'accoglienza ricevuta a Bologna e la benevolenza del religioso, al quale continuò a rivolgersi nelle lettere sempre con profonda deferenza.[14]

Pubblicazione

L'armonizzazione su Quaerite primum regnum Dei apparve catalogata come KV 86 nella prima edizione del 1862 del Catalogo Köchel, l'elenco di tutte le composizioni musicali di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella sesta e ultima edizione, pubblicata nel 1964, l'opera è stata spostata al numero di catalogo KV 73v.[1] La prima edizione a stampa fu curata da Gustav Nottebohm e venne pubblicata a Lipsia nel 1880 dall'editore Breitkopf & Härtel, come parte della collana Mozarts Werke, nel volume Kleinere geistliche Gesangwerke.[15]

Dubbi sulla paternità dell'opera

La linearità del racconto riguardante la genesi della composizione iniziò a essere messa in dubbio quando Gaetano Gaspari, bibliotecario del Liceo Musicale di Bologna, sulla Gazzetta Musicale di Milano del 9 maggio 1858 accennò al fatto che, negli archivi, si conservavano più versioni diverse del Quaerite di Mozart.[16] Esistono infatti quattro versioni dell'opera: due conservate al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, una all'archivio dell'Accademia Filarmonica e una, copiata da Mozart probabilmente come ricordo, presso l'Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo.[17]

Secondo diversi musicologi, fra cui Robert W. Gutman e Philippe Autexier, dal confronto fra i manoscritti apparirebbe chiaro che il primo, contenente diversi errori, non avrebbe potuto ottenere l'approvazione della commissione d'esame.[18] Il primo elaborato, nel quale la grafia di Mozart si riconosce con chiarezza ed è leggibile la firma «Amadeo Wolfgango Mozart mp» (la sigla mp sta per manu propria cioè "di proprio pugno"), è infatti penalizzato dal fatto di essere composto in stile galante, un linguaggio musicale che il giovane padroneggiava con sicurezza, invece che nello stile contrappuntistico antico richiesto dalla commissione esaminatrice.[19][20] Di seguito, la prima versione della composizione:[15]

Il secondo manoscritto reca, in alto, l'iscrizione «del Sig. Cav. Gio. Amadeo Wolfgango Mozart fatta per l'ingresso nella Accademia de Filarmonici» e riporta numerose cancellature, correzioni, riscritture e aggiunte. Un'analisi tecnica, inoltre, rivela la presenza di due grafie, quella di Mozart e quella di padre Martini, e di due inchiostri diversi.[20] Il terzo elaborato, invece, nei contenuti è identico al secondo, però è scritto in bella e la grafia è solamente quella di Mozart. L'intestazione recita in alto «1770 Mozart Wolfgango» e, alla fine, «Amadeo Wolfgango Mozart mp». Quest'ultima versione è quella che il giovane compositore consegnò alla commissione d'esame.[20] Il quarto manoscritto, infine, è una copia del terzo, realizzata da Mozart e portata da lui a Salisburgo, probabilmente per ricordo. Quest'ultimo reca l'iscrizione, aggiunta da Leopold Mozart e con la data sbagliata: «Dal Sigr. Cavaliere Wolfgango Amadeo Mozart di Salisburgo. Scritto nella Sala dell'accademia filarmonica di Bologna le 10. d'Ottobre 1770». Di seguito la seconda, la terza e la quarta versione, identiche, della composizione:[21]

VersioneManoscrittoIscrizioniStileGrafia della partituraUbicazioneAnnotazioni
1Scritta da Wolfgang Amadeus Mozart: «Amadeo Wolfgango Mozart mp»Stile galanteWolfgang Amadeus MozartBologna, Museo internazionale e biblioteca della musicaNuova composizione
2Scritta da padre Giovanni Battista Martini: «del Sig. Cav. Gio. Amadeo Wolfgango Mozart fatta per l'ingresso nella Accademia de Filarmonici»Parzialmente basato sulla composizione precedente, ma con notevoli correzioni in stile anticoWolfgang Amadeus Mozart e padre Giovanni Battista MartiniBologna, Museo internazionale e biblioteca della musicaRielaborazione della precedente
3Scritta da mano sconosciuta: «1770 Mozart Wolfgango» e, alla fine, scritta da Wolfgang Amadeus Mozart: «Amadeo Wolfgango Mozart mp»Stile anticoWolfgang Amadeus MozartBologna, archivio dell'Accademia FilarmonicaCopia della precedente. Consegnata alla commissione d'esame
4Scritta da Leopold Mozart: «Dal Sigr. Cavaliere Wolfgango Amadeo Mozart di Salisburgo. Scritto nella Sala dell'accademia filarmonica di Bologna le 10. d'Ottobre 1770»Stile anticoWolfgang Amadeus MozartSalisburgo, Internationale Stiftung MozarteumCopia della precedente. Portata da Mozart a Salisburgo

Secondo diversi musicologi, fra cui Mario Armellini, Romano Vettori, Elisabetta Pasquini e Diana Re, padre Giovanni Battista Martini avrebbe riconosciuto lo straordinario talento musicale del giovane Mozart, ma avrebbe nutrito qualche dubbio sulle sue capacità di superare l'esame di ammissione all'Accademia Filarmonica e, perciò, avrebbe deciso di aiutarlo. Qualche tempo prima dell'esame, sempre secondo gli studiosi, padre Martini si sarebbe fatto dare dalla commissione il compito e, una volta da solo con Mozart, gli avrebbe chiesto di risolverlo. Il risultato, in stile galante e con diversi difetti, sarebbe la prima versione della composizione.[22][23]

La seconda versione sarebbe il frutto del lavoro congiunto di Mozart e del frate, il quale, lasciando comunque a Mozart la libertà di comporre, avrebbe poi operato notevoli correzioni. Il terzo manoscritto, infine, è la versione ufficiale, identica alla seconda ma interamente ricopiata in bella e firmata da Mozart, consegnata poi alla commissione d'esame.[22][23]

Infatti secondo Gaetano Gaspari, bibliotecario del Liceo Musicale di Bologna: «Poiché la detta Antifona a quattro parti sul canto fermo non riuscì gran fatto conforme alle regole di cosiffatto stile, perciò il P. Martini prevedendo che l'esperimento tal quale uscì dalla penna di Mozart non sarebbe forse stato accettato da' quei rigidi accademici, o sarebbero per lo meno sorte delle difficoltà per l'ammissione, la rifece egli stesso dal principio la fine, facendola passare per lavoro di Mozart, onde poi senz'ostacolo alcuno fu questi onorato del diploma di Maestro compositore e Accademico Filarmonico».[24]

Note

  1. 1 2 KV Anh. H 24,16-17 "Quaerite primum regnum Dei", su kv.mozarteum.at. URL consultato il 9 novembre 2025.
  2. ↑ Sadie, p. 206.
  3. ↑ Sadie, p. 211.
  4. ↑ Halliwell, p. 151.
  5. ↑ Sadie, p. 201.
  6. ↑ Accademia Filarmonica di Bologna. La storia, su accademiafilarmonica.it. URL consultato il 9 novembre 2025.
  7. 1 2 Buscaroli Fabbri, p. 15.
  8. ↑ Sadie, pp. 190-191.
  9. ↑ Verdi, pp. 22-23.
  10. ↑ Verdi, p. 24.
  11. ↑ Verdi, p. 26.
  12. ↑ Verdi, p. 28.
  13. ↑ Verdi, p. 29.
  14. ↑ L'antica cappella musicale, su sanfrancescobologna.org. URL consultato il 9 novembre 2025.
  15. 1 2 Quaerite primum regnum Dei, K.86/73v (Mozart, Wolfgang Amadeus), su imslp.org. URL consultato il 9 novembre 2025.
  16. ↑ Gazzetta Musicale di Milano, 9 maggio 1858. Anno XVI, n. 19 (PDF), su dhi.ac.uk. URL consultato il 9 novembre 2025..
  17. ↑ Quaerite Primum. 9 ottobre 1770 - 9 ottobre 2020. Il compito di Mozart in Accademia: duecentocinquant'anni di leggenda?, su promozioneculturale.emiliaromagnacultura.it. URL consultato il 9 novembre 2025.
  18. ↑ Gutman, pp. 282-284.
  19. ↑ Autexier, pp. 185-200.
  20. 1 2 3 Il mistero dei 3 compiti di Mozart, su museibologna.it. URL consultato il 9 novembre 2025.
  21. ↑ Quaerite primum regnum Dei (Martini, Giovanni Battista), su imslp.org. URL consultato il 9 novembre 2025.
  22. 1 2 Filmato audio Tavola rotonda "Quaerite Primum", 9 ottobre 2020.
  23. 1 2 Filmato audio Mozart e il mistero della Prova d'Esame.
  24. ↑ Verdi, p. 25.

Bibliografia

  • (FR) Philippe Autexier, Mozart à Bologne, in Revue de Musicologie, n. 63/2, 1977.
  • Beatrice Buscaroli Fabbri (a cura di), Le camere della musica, Bologna dei Musei, assessorato alla cultura del Comune di Bologna, 1999.
  • Laura Callegari Hill, L'Accademia Filarmonica di Bologna, 1666-1800: statuti, indici degli aggregati e catalogo degli esperimenti d'esame nell'archivio, con una introduzione storica, Bologna, A.M.I.S., 1991.
  • Robert W. Gutman, Mozart: A Cultural Biography, San Diego, Harcourt, 1999, ISBN 0-15-601171-9.
  • (EN) Ruth Halliwell, The Mozart Family: Four Lives in a Social Context, Oxford, Oxford University Press, 1998, ISBN 0-19-816371-1.
  • Giorgio Piombini (a cura di), Padre Martini. Cultura e musica nel Settecento europeo, atti del convegno di studi, Bologna, 1984.
  • (EN) Stanley Sadie, Mozart: The Early Years, 1756-1781, New York, W.W. Norton & Co, 2006, ISBN 0-393-06112-4.
  • Giuseppe Vecchi, Esperimento d'esame per l'aggregazione all'Accademia Filarmonica di Bologna di W.A.Mozart (1770), Bologna, Bibliotheca Musica Bononiensis, 1972.
  • Giuseppe Vecchi (a cura di), Mozart, Bologna, l'Accademia, i Filarmonici e i maestri coevi, atti del convegno di studi tenutosi a Bologna presso l'Accademia Filarmonica in occasione del secondo centenario della morte di Mozart, Bologna, 1992.
  • Luigi Verdi (a cura di), Mozart a Bologna. I luoghi, i personaggi e l'esame all'Accademia Filarmonica, catalogo della mostra tenuta presso il foyer del Teatro Comunale di Bologna in occasione della rappresentazione de Le nozze di Figaro, Bologna, 1997.

Collegamenti esterni