Raffaele Paparella Treccia

Dottor Professor Raffaele Paparella Treccia (1913-2009). Foto Studio Luxardo, Roma

Raffaele Paparella Treccia (Chieti, 25 marzo 1913 – Pescara, 16 maggio 2009) è stato un medico e mecenate italiano. Le sue alte qualità professionali, unite a quelle umane, lo hanno reso clinico di popolarità a livello nazionale, portandolo a curare personalità della storia della politica italiana e del mondo della cultura. È stato il medico curante di Luigi Einaudi (1874-1961), di Palmiro Togliatti (1893-1964) e della famiglia di Aldo Moro (1916-1978), in particolare della moglie e dei figli, proprio nel momento più luttuoso della Storia d’Italia che li ha tragicamente coinvolti. Fu medico di Luchino Visconti (1906-1976), di Alberto Moravia (1907-1990), di Dino De Laurentis (1919-2010), di Sophia Loren (1934-), di Alberto Sordi (1920-2003), e di altre personalità della cultura italiana[1].

Margherita Devlet detta "Ghitty", amata consorte del Prof. Raffaele Paparella Treccia.

Il Professore Raffaele Paparella Treccia è noto a livello internazionale per aver costituito, insieme alla consorte Margherita Devlet (Roma, 1926 - Pescara, 1996)[2], una delle più rilevanti collezioni a livello internazionale di Maiolica di Castelli d’Abruzzo (secoli XVI-XVIII)[3][4], e per essere considerato dalla letteratura specialistica voce storico-critica tra le più autorevoli del settore[5]. Con costante interesse, lo studioso si è occupato per più di quarant’anni dell’antica produzione artistica castellana e nella perseverante ricerca ha avuto modo di acquisire elementi storici e dottrinali divenuti fondamentali ai fini della conoscenza della materia, contribuendo a chiarire punti e temi fino ad allora controversi[6]. Fin dai primi momenti della sua costituzione, la Collezione viene notata dagli esperti italiani e stranieri e viene considerata una collezione ‘d’importanza unica’[7], non soltanto in ambito scientifico[8].

«Nel collezionismo scientifico i singoli pezzi vengono a far parte della raccolta in funzione documentaria oltre che sostanzialmente artistica, al seguito di una schematizzazione conseguente alla sempre più profonda conoscenza dell’argomento. […] Il collezionismo storico o scientifico è appannaggio di uomini che raccolgono per studio, che studiano per raccogliere, pur non esulando da essi il desiderio di possesso, che ne ha sicuramente costituito l’iniziale movente, attenuato però successivamente dall’intervento di criteri scientifici. In questo non vi è posto per la rivalità, per la gelosia, per l’avarizia; al contrario, consente la formazione di cenacoli, di gruppi di studio, facilita gli scambi di idee e suscita nuovi entusiasmi e quindi nuove forze per la ricerca. È pertanto il solo a cui io riserverei la denominazione di «collezionismo».»

Gli studi scientifico-istituzionali prodotti in Europa e negli U.S.A. sulla Raccolta di antiche maioliche di Castelli (secoli XVI-XVIII) del Professore Raffaele Paparella Treccia rendono onore al prestigio e alla notorietà acquisiti nel corso degli anni dagli esemplari e dagli scritti scientifici a sua firma[9].

Biografia

Figlio di Antonetta Martinetti Bianchi[10] e di Giustino Paparella[11], prende anche il cognome Treccia dopo l'adozione da parte della nubile prozia, la baronessa Angiola Treccia (1860-1943)[12]. Angiola era figlia del barone Giandomenico Treccia e di Urania Valentini ed era sorella della nonna materna del Professore, Ida Treccia, moglie del marchese Domenico Martinetti Bianchi. Non avendo figli adotta il giovane Raffaele, all’epoca diciottenne.

Il Professor Raffaele Paparella Treccia ha delineato una propria breve biografia nei termini seguenti:

«Raffaele Paparella-Treccia nato a Chieti nel 1913, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna nel 1937, è stato interno di Anatomia Patologica ed assistente ed aiuto in reparti ospedalieri di Medicina Interna e Chirurgia. Aiuto nella Clinica Ortopedica dell’Università di Roma, ha conseguito la Libera Docenza nel 1948. È stato incaricato della Direzione dei Reparti Ortopedici dell’Istituto Principe di Piemonte (poi Luigi Spolverini) di Ariccia e all’Ospedale Villa S. Pietro dei Fatebenefratelli in Roma. È autore di numerosi contributi alla conoscenza dell’apparato di moto e della sua patologia, ed ha pubblicato nel 1977 una monografia “Il piede dell’uomo” nella quale si compendia un’attività di studio e di ricerca iniziata nel 1947, anno in cui vide alla luce il suo primo lavoro sull’argomento.»

È stato Socio Effettivo della Società Internazionale di Ortopedia, Socio Onorario della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, Socio Onorario di S.I.C.P. - Società Italiana di Chirurgia del Piede (Pescara, 1° giugno 2006)[13].

In data 27 dicembre 1966, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dr. Professore Raffaele Paparella Treccia è stato insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana[14] e, in data 2 giugno 1967, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana[14].

I saggi monografici del Professore intitolati Il piede dell’uomo: profilo storico-strutturale (Verduci Editore, 1977) e L'uomo e il suo moto: dalla deambulazione al tennis (Verduci Editore, 1988) hanno contribuito alla storia dell’Ortopedia Italiana[15]. Si tratta, infatti, di due volumi che hanno avuto grande diffusione e notorietà in campo accademico[16] per l’analitica esposizione di tutto ciò che era stato scritto e detto nel passato sulla biomeccanica da fisici, biologi, anatomo-patologi, fisiologi, psicologi, filosofi e matematici, oltre che dai colleghi ortopedici[17].

««[…] la Summa del suo pensiero è contenuta nei due volumi “Il piede dell’uomo” e "L'uomo e il suo moto" editi nel 1977 e nel 1988 dai tipi della Verduci Editore. Nel leggere le sue opere, l’autorità del suo pensiero affascina per la capacità di percezione e di tematiche già da altri studiate, rendendo facile e comprensibile quella che a volte appare l’intuizione di un sogno che egli sapeva però imbrigliare verso concrete e reali sintesi scientifiche; basti solo pensare alla realtà e alla poetica del moto dell’ “elica”, da lui interpretata nella dinamica podalica reinventandone tempi, modi e specificità alla luce della sua originale interpretazione del piede cibernetico.»

Nei primi anni Novanta, Raffaele e Margherita lasciano Roma per far ritorno definitivamente in Abruzzo.

Le donazioni

Nel 1992, con la moglie Margherita Devlet, donò al Museo d'Arte Costantino Barbella di Chieti una collezione di maioliche di Castelli, pregevole documentazione della produzione castellana dei secoli XVI-XVIII. Alcune delle maioliche erano state esposte alla Grande Mostra d'Arte Abruzzese, allestita a Chieti nel 1905 in onore del re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena.

Villino Urania a Pescara, sede della Fondazione Raffaele Paparella Treccia e Margherita Devlet (ONLUS)

Nel 1997, dopo la scomparsa della consorte, Paparella Treccia[18] creò la Fondazione Museo Paparella Treccia Devlet all'interno di Villa Urania, edificio storico in stile eclettico di fine Ottocento, al centro di Pescara. Nel Museo è custodita la Collezione Paparella Treccia Devlet, frutto di 40 anni di ricerca e di studi, composta da 146 capolavori della maiolica artistica di Castelli dei maggiori maestri castellani attivi tra il XVI e il XIX secolo, fra cui Francesco Grue, Carlo Antonio Grue, Francesco Antonio Saverio Grue, Gesualdo Fuina, Carmine Gentili, Candeloro Cappelletti e Silvio De Martinis.

Opere

  • Paparella Treccia, Raffaele - Il piede dell'uomo; profilo storico-strutturale – Ed. Verduci, Roma 1977
  • Paparella Treccia, Raffaele - L'uomo e il suo moto – Ed. Verduci, Roma 1988
  • Paparella Treccia, Raffaele - Le maioliche abruzzesi. La maiolica di Castelli d'Abruzzo, extract from Saul Levy (ed.), Maioliche settecentesche, Milano
  • Paparella Treccia, Raffaele - L'"oro' nella maiolica di Castelli, Museo Capitolare Atri. Atti 5º convegno di studio sulla maiolica di Castelli 1995 [1997]
  • Paparella Treccia, Raffaele  - Antiche Maioliche di Castelli nella Collezione della Fondazione Paparella Treccia-Devlet - Pescara. 1998
  • Paparella Treccia, Raffaele - Bellezza & conoscenza. Semplicità e complessità – edizioni Andromeda Editrice, 2005 ISBN 88-88643-39-7
  • Paparella Treccia, Raffaele - Laporta, Paolo - Il caffè e la nascita delle nuove idee - edizioni Andromeda Editrice, 2008

Note

  1. ↑ R. Paparella Treccia, Una relazione che non ho mai scritto: corsie addio!, in R. Paparella Treccia, L. Ambrosecchia (in collaborazione con), Raffaele Paparella Treccia. Note autobiografiche raccolte da Lella Ambrosecchia, Verdone Editore, Castelli, 2010, pp. 107-116.
  2. ↑ R. Paparella Treccia, Breve storia di una raccolta : Brief history of a Collection, in L. Arbace, Francesco Grue (1618-1673) : La maiolica a Castelli d’Abruzzo dal compendiario all’istoriato, vol. I, Andromeda Editrice, Colledara, 2000, p. 9, ISBN 88-86728-79-4.
  3. ↑ La data di inizio della Raccolta è incerta. Si riscontra, in linea generale, che la Collezione Paparella Treccia prende il via nei primi anni Cinquanta del XX secolo. Cfr. R. Paparella Treccia, La maiolica di Castelli d'Abruzzo, in S. Levy (a cura di), Maioliche settecentesche, Görlich Editore, Milano, 1964, p. 49; G.C. Bojani, Vita del Museo : Gli incontri sul tema del “Collezionismo ceramico”, in “Faenza”, Bollettino del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, a. LXII, 1976, fasc. II, p. 43; R. Paparella Treccia, Breve storia di una raccolta : Brief history of a Collection, in L. Arbace, Francesco Grue (1618-1673) : La maiolica a Castelli d’Abruzzo dal compendiario all’istoriato, vol. I, Andromeda Editrice, Colledara, 2000, p. 8, ISBN 88-86728-79-4; R. Paparella Treccia, Bellezza e conoscenza : Andromeda Editrice, Colledara, 2006, p. 85, ISBN 88-88643-39-7; L. Romanini (a cura di), La bella storia di Raffaele Paparella-Treccia : quasi un secolo di ortopedia tra Roma ed Abruzzo : (1913-2009), Archivio Storico della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, Editore Verduci, Roma, 2010, p. 28, ISBN 978-88-7620-837-9.
  4. ↑ “La collezione Paparella Treccia-Devlet di Pescara, fra le più importanti a livello internazionale, è interamente dedicata alla produzione di Castelli d’Abruzzo.”, estratto da C. Fiocco, G. Gherardi, La collezione Paparella Treccia-Devlet e la maiolica di Castelli d’Abruzzo, in C. Fiocco, G. Gherardi (a cura di), Maioliche antiche di Castelli : Collezione della Fondazione Museo Paparella Treccia Pescara, Edizioni Menabò, Ortona, 2024, p. 15, ISBN 979-1281176379.
  5. ↑ Alcuni scritti specialistici del Professore Paparella Treccia e alcuni suoi contributi ai Convegni di Studi in materia ceramica sono pubblicati all’epoca nella storica rivista italiana “Faenza” e successivamente hanno fatto parte di autorevoli pubblicazioni americane del settore con particolare attenzione alla ricerca scientifica. Cfr.: V.K. Raman, American Ceramic Society (Ed.), Some examples of majolica ceramics from Castelli. Raffaele Paparella Treccia. Faenza, 61 [1–3] 13–19 (1975), in Art, Design, and Archeology of “Ceramic Abstracts : compiled by the American Ceramic Society”, bimonthly publ. for the compilation of Abstracts of Ceramics Research Papers from various Venues, vol. 56, 1977, no. 1-2, p. 2; American Ceramic Society (Ed.), Treccia, Raffaele Paparella. Some examples of majolica ceramics from Castelli. from Castelli (1) 2e, in Author Index of “Ceramic Abstracts : compiled by the American Ceramic Society”, bimonthly publ. for the compilation of Abstracts of Ceramics Research Papers from various Venues, Index Issue, vol. 56, 1977, no. 11-12 (November-December), p. 325; American Ceramic Society (Ed.), Majolica, Castelli (1) 2e, in Subject Index of “Ceramic Abstracts : compiled by the American Ceramic Society”, bimonthly publ. for the compilation of Abstracts of Ceramics Research Papers from various Venues, Index Issue, vol. 56, 1977, no. 11-12 (November-December), p. 367; J. Fleming, H. Honour, “Castelli potteries”; “Grue, Francesco Antonio”, [Dictionary Entries], in “Dictionary of Decorative Arts”, Harper & Row Publischers, New York City, 1977, pp. 155, 357; J. Fleming, H. Honour, “Castelli potteries”; “Grue, Francesco Antonio”, [Dictionary Entries], in “The Penguin Dictionary of Decorative Arts”, Penguin Books, Harmondsworth ; New York City, 1979, pp. 155, 357; J. Fleming, H. Honour, “Castelli potteries”; “Grue, Francesco Antonio”, [Dictionary Entries], in “The Penguin Dictionary of Decorative Arts”, Viking, London, 1989, pp. 160, 372; G. Conti, L’arte della maiolica in Italia, 2ª ed. Rinnovata e ampliata, Bramante Editrice, Milano, 1980, p. 264; L. Arbace, Castelli (i), [Dictionary Entry], in “The Dictionary of Art”, vol. 6, publ. by Oxford University Press Inc., New York City, 1996, pp. 21-22.
  6. ↑ R. Paparella Treccia, La maiolica di Castelli d'Abruzzo, in S. Levy (a cura di), Maioliche settecentesche, Görlich Editore, Milano, 1964, p. 49.
  7. ↑ “La raccolta Paparella-Treccia, di maioliche di Castelli d’Abruzzo del secolo XVIII e di epoca precedente, è d’importanza unica ed è ben nota ai collezionisti italiani e stranieri”, estratto da S. Levy, Introduzione, in S. Levy, (a cura di), Maioliche settecentesche, Görlich Editore, Milano, 1964, p. 7.
  8. ↑ Massimo Minini, noto gallerista italiano, in visita dal Professore a Pescara, ricorda in un suo saggio del 2009: “Una notte mi portano a vedere le ceramiche rinascimentali della meravigliosa collezione Paparella, […] Ha messo assieme una collezione che nemmeno un grande museo possiede, precisa e specializzata.”, in M. Minini, Mai scritti: Racconti, favole, lettere, qualche sogno…, La Quadra Editrice, Brescia, 2009, pp. 103-104, ISBN 978-88-95251-05-9.
  9. ↑ Cfr. il paragrafo ‘Pubblicazioni a cura del Professore Raffaele Paparella Treccia sulla maiolica di Castelli d’Abruzzo’.
  10. ↑ M. Norton de Neville Rosati di Monteprandone de Filippis Delfico, Genealogia delle famiglie Martinetti e Martinetti-Bianchi, su defilippis-delfico.it, 2007; L. D'Annunzio, Note storiche sulla famiglia Martinetti e Martinetti-Bianchi, su defilippis-delfico.it, 2007.
  11. ↑ M. Norton de Neville Rosati di Monteprandone de Filippis Delfico, Genealogia delle famiglie Martinetti e Martinetti-Bianchi, su defilippis-delfico.it, 2007.
  12. ↑ Cfr. L. D'Annunzio, Note storiche sulla famiglia Martinetti e Martinetti-Bianchi, su defilippis-delfico.it, 2007; R. Paparella Treccia, Breve storia di una raccolta : Brief history of a Collection, in L. Arbace, Francesco Grue (1618-1673) : La maiolica a Castelli d’Abruzzo dal compendiario all’istoriato, vol. I, Andromeda Editrice, Colledara, 2000, p. 8, ISBN 88-86728-79-4.
  13. ↑ R. Paparella Treccia, Biografia, in R. Paparella Treccia, Bellezza e conoscenza; M. Guelfi, Prefazione, in L. Romanini, (a cura di), L. Lior Marcovici, I. Molayem (con la collaborazione di), La bella storia di Raffaele Paparella-Treccia : quasi un secolo di ortopedia tra Roma ed Abruzzo (1913-2009), Verduci Editore, Roma, 2010, p. senza numerazione, 8-876-20837-2ISBN 8-876-20837-2.
  14. 1 2 Cfr. <https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/339693>.
  15. ↑ M. Guelfi, Prefazione, in L. Romanini, (a cura di), L. Lior Marcovici, I. Molayem (con la collaborazione di), La bella storia di Raffaele Paparella-Treccia : quasi un secolo di ortopedia tra Roma ed Abruzzo (1913-2009), Verduci Editore, Roma, 2010, p. senza numerazione, ISBN 8-876-20837-2.
  16. ↑ Copia archiviata (PDF), su chirurgia-mano.org. URL consultato il 27 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  17. ↑ L. Romanini (a cura di), L. Lior Marcovici, I. Molayem (con la collaborazione di), La bella storia di Raffaele Paparella-Treccia : quasi un secolo di ortopedia tra Roma ed Abruzzo (1913-2009), Verduci Editore, Roma, 2010, p. 12, ISBN 8-876-20837-2.
  18. ↑ Raffaele Paparella Treccia, su Sito del Museo Raffaele Paparella e Margherita Devlet. URL consultato il 26 agosto 2021.

Bibliografia

  • Luigi ROMANINI (con la collaborazione di V. Calvisi, L.L. MARCOVICI, I. MOLAYEM), La bella storia di Raffaele Paparella-Treccia. Archivio storico della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, Verduci Editore, 2010. ISBN 978-88-7620-837-9
  • Pippa Lucio; Muccioli Massimo; Fu Bao Tian, Le minestre medicate, Edizioni Mediterranee 1994

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