Rapid Support Forces
| Rapid Support Forces | |
|---|---|
| (AR) قوات الدعم السريع Quwwāt ad-daʿm as-sarīʿ (EN) Rapid Support Forces trad. Forze di Supporto Rapido | |
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| Descrizione generale | |
| Abbreviazione | RSF |
| Attiva | agosto 2013 - in corso |
| Nazione | |
| Servizio | Forza armata |
| Tipo | Organizzazione paramilitare |
| Quartiere generale | Khartoum |
| Battaglie/guerre | Colpo di Stato in Sudan del 2023 Conflitto in Sudan del 2023 |
| Sito internet | https://rapidsupportforce.com/en |
| Comandanti | |
| Generale | Mohamed Hamdan Dagalo |
| Voci su unità militari presenti su Wikipedia | |
Le Rapid Support Forces (RSF, lett. "Forze di Supporto Rapido"[N 1], in arabo قوات الدعم السريع?, Quwwāt ad-daʿm as-sarīʿ), sono un'organizzazione paramilitare sudanese.[4]
Storia
Le Rapid Support Forces sono forze paramilitari sudanesi precedentemente gestite dal governo del Sudan.[5] È principalmente composto dalle milizie Janjawid che hanno lottato per conto del governo sudanese durante la guerra in Darfur e sono state responsabili di numerosi attacchi contro la popolazione. Le azioni delle RSF in Darfur si qualificano come crimini contro l'umanità secondo Human Rights Watch.[6]
Le RSF erano amministrate dal National Intelligence and Security Service, anche se durante le operazioni militari erano comandate dalle forze armate sudanesi.[7] A giugno 2019, il comandante delle RSF era il generale Mohamed Hamdan Dagalo, meglio conosciuto con il nome di battaglia Hemetti. Durante la crisi politica sudanese del 2019, la giunta militare che ha preso il controllo del Paese ha impiegato le RSF per reprimere violentemente i manifestanti pro-democrazia. Insieme ad altre forze di sicurezza, le Rapid Support Forces sono state autrici del massacro di Khartum del 3 giugno 2019.
Il 15 aprile 2023 sono scoppiati i combattimenti tra le Rapid Support Forces e le forze armate sudanesi dopo che le RSF hanno mobilitato le loro forze in diverse città del Sudan e del Darfur.[8][9] Le forze armate sudanesi hanno designato le RSF come gruppo ribelle. Le forze delle RSF affermano di aver occupato l'Aeroporto Internazionale di Khartum e altre importanti aree della capitale.[10] Il 15 aprile 2025 il leader del gruppo paramilitare ha annunciato la formazione di un governo alternativo a quello di Port Sudan.[11] Nel maggio 2025 hanno attaccato dall'aria Port Sudan.[12]
Note
Annotazioni
Fonti
- ↑ Forze di supporto rapido, su Internazionale.
- ↑ Ekbal Zein, Sudan, le Rsf conquistano El-Fasher nel Darfur: le immagini mostrano i massacri di massa di civili, in Euronews, 29 ottobre 2025.
- ↑ Sudan, un conflitto dimenticato: cosa sta succedendo, in Sky TG24, 28 ottobre 2025.
- ↑ I combattimenti in Sudan, fin qui, su ilpost.it.
- ↑ Che cosa sta succedendo in Sudan, su ilpost.it.
- ↑ Caos in Sudan, scontri tra esercito e paramilitari: almeno 25 morti e oltre 180 feriti, su open.online.
- ↑ Gli scontri interni all’esercito bloccano la transizione in Sudan, su internazionale.it.
- ↑ Una rete di interessi alimenta la sete di potere dei militari sudanesi, su internazionale.it.
- ↑ Sudan, esercito accetta tregua di 24 ore: paramilitari assaltano personale Onu e di altre ong, su fanpage.it.
- ↑ In Sudan, nonostante la tregua, stanno continuando gli scontri tra esercito e paramilitari, su ilpost.it, 18 aprile 2023.
- ↑ In Sudan i paramilitari hanno annunciato la formazione di un governo parallelo, su Il Post, 16 aprile 2025. URL consultato il 19 aprile 2026.
- ↑ (EN) Paramilitaries strike Port Sudan for first time, army says, su BBC, 4 maggio 2025.
Altri progetti
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