Rayo (P-42)
| Rayo | |
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| Descrizione generale | |
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| Tipo | Pattugliatore |
| Classe | Classe Meteoro |
| In servizio con | |
| Identificazione | Pennant number: P-42 Indicativo di chiamata radio ITU:[1] E B F F (Echo-Bravo-Foxtrot-Foxtrot) |
| Ordine | 31 luglio 2006 |
| Costruttori | Navantia |
| Cantiere | San Fernando, Andalusia |
| Impostazione | 3 settembre 2009 |
| Varo | 18 maggio 2010 |
| Madrina | Carmen Maria Chacón Piqueras |
| Entrata in servizio | 26 ottobre 2011 |
| Stato | in servizio |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 2.670 tsl |
| Lunghezza | 93,9 m |
| Larghezza | 14,2 m |
| Pescaggio | 4,2 m |
| Ponte di volo | 24,7x13,5m |
| Propulsione | CODOE Due motori diesel MTU 16V1163 accoppiati due motori elettrici MWM GmbH 9.000 kW (diesel) 1.500 kW (elettrici) 2 assi |
| Velocità | 20,5 nodi (37,97 km/h) |
| Autonomia | 8.000 mn a 15 nodi |
| Equipaggio | 46 (11 destinati alle operazioni dell'elicottero) |
| Equipaggiamento | |
| Sensori di bordo |
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| Armamento | |
| Armamento |
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| Mezzi aerei | 1 elicottero NH-90 |
| dati tratti da BAM Meteoro[2][N 2] | |
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Il Rayo (pennant number P-42 e secondo la designazione NATO: SPS[N 3] Rayo)[3] è un pattugliatore di classe Meteoro, sesta nave dell'Armada Española a prendere il nome dal rayo.
Il contratto di costruzione venne assegnato alla Navantia di Cadice (Andalusia) il 31 luglio 2006 e l'impostazione della chiglia avvenne presso il cantiere navale San Fernando-Puerto Real il 3 settembre 2009.[N 4] Varato il 18 maggio 2010 sotto il patrocinio della signora Carmen Maria Chacón Piqueras, Ministra della difesa, entrò in servizio il 26 ottobre 2011.
Storia operativa
Anni 2010
In seguito al varo, avvenuto il 18 maggio 2010, tra il 27 maggio e il 1° luglio 2011, la nave venne sottoposta a prove in mare.
Il Rayo venne consegnato alla Marina il 26 ottobre 2011 presso la base navale di Rota, nel corso di una cerimonia presieduta da Constantino Méndez, Segretario di Stato per la Difesa, e dall'ammiraglio Manuel Rebollo, Capo di Stato Maggiore della Marina.
Dopo aver fatto scalo a Cartagena alla fine di novembre, arrivò al suo porto di origine presso l'Arsenale di Las Palmas il 20 dicembre 2011, dove vi rimase fino al 16 gennaio 2012, quando salpò per effettuare il suo primo dispiegamento durante la quale svolse esercitazioni di sorveglianza, trasferimento di peso e comunicazioni con l'Atalaya nel Mar di Alboran, prima di dirigersi a Palermo, dove fece scalo il 23 gennaio 2012, per poi salpare alla volta di Izmir, in Turchia.
Il 19 aprile, la nave salpò dalla sua base, dirigendosi inizialmente verso l'Accademia Militare Navale di Marín, dove svolse esercitazioni e fu presentata agli studenti. Presso il Centro di Misurazioni Elettromagnetiche della Marina a Ferrol furono effettuate misurazioni e si svolsero esercitazioni antincendio, di controllo danni e di allagamento. Successivamente, fece scalo a Cadice, dove svolse tre settimane di addestramento individuale, inclusi atterraggi con elicotteri AB-212 e SH-60B. A Cartagena si svolse poi la "Calificación Operativa", che valutò la navigazione di precisione, la manovrabilità e la sicurezza fisica in porto.[N 5] La nave fece ritorno a Cadice per una valutazione nei settori del volo e dell'artiglieria. Il 1° giugno, dopo aver completato la qualificazione operativa e il periodo di addestramento, fece ritorno alla sua base di Las Palmas de Gran Canaria, venendo considerata pienamente operativa.
Il 15 febbraio 2013, il Rayo salpò da Cartagena diretta verso l'Oceano Indiano per unirsi all'Operazione Atalanta, l'operazione antipirateria nelle acque somale. Il 9 marzo, scortò la petroliera Royal Grace, rilasciata dopo essere stata tenuta in ostaggio dall'11 maggio 2012.[4] La petroliera, dopo aver ricevuto assistenza dalla Méndez Núñez, proseguì il suo viaggio scortata dal Rayo, diretta al porto di Salalah, in Oman. Il 20 maggio si concluse la sua missione nell'ambito dell'Operazione Atlanta, dopodiché venne inviata a prendere parte a una nuova missione nelle acque africane con tappe previste in Tanzania, Mozambico, Sudafrica, Namibia, Angola, Gabon, Nigeria, Costa d'Avorio, Guinea, Senegal e Capo Verde. Il 28 luglio, dopo quasi cinque mesi in mare, fece ritorno a Las Palmas.
Nel dicembre 2013, prese parte all'operazione che portò al sequestro, nelle acque vicino alle Isole Canarie, del veliero Triton 2000, che trasportava 550 chili di cocaina.[5]
Nel dicembre 2014, sostituì la Navarra nell'Operazione Atalanta, l'operazione antipirateria, in un dispiegamento stimato della durata di sei mesi, durante il quale addestrò a bordo il personale della marina malgascia, prima di far ritorno alla sua base il 26 maggio 2015.
Alla fine di ottobre 2015, partecipò alle operazioni di soccorso di un elicottero Superpuma del Servizio di Ricerca e Soccorso (SAR) dell'Ejército del Aire y del Espacio che si era schiantato nell'Atlantico mentre tornava alle Isole Canarie,[6] venendo incaricato del trasferimento dei corpi dei tre membri dell'equipaggio dell'elicottero a Las Palmas de Gran Canaria.[7]
Nel luglio 2017 prese parte al suo terzo dispiegamento a favore dell'Operazione Atalanta.[8]
Nell'ottobre del 2018, schierò una squadra GEO a 950 miglia dalle Isole Canarie per intercettare il rimorchiatore Breath, battente bandiera moldava, che trasportava 1400 chili di cocaina.[9]
Anni 2020
Il 29 giugno 2020, sequestrò il veliero Nergha nell'Atlantico, a circa 1000 miglia dalle Isole Canarie, mentre trasportava 1200 chili di cocaina.[10]
Il 15 giugno 2021, il Rayo salpò dalla sua base per raggiungere Cartagena, dove operò, dal 22 giugno, come nave ammiraglia dello Standing NATO Maritime Group 2, specializzandosi nelle contromisure antimine della NATO.[11] Il 20 dicembre 2021, dopo una missione di oltre sei mesi come nave ammiraglia della SNMCMG-2, fece ritorno alla base navale di Las Palmas, Gran Canaria.
Nella cultura di massa
- Il Rayo, insieme al gemello Relámpago, compare nell'ultimo episodio della stagione finale de La casa di carta.
Note
- Annotazioni
- ↑ La sigla significa DIstribución Avanzada de datos de NAvegacion.
- ↑ I dati dell'armamento e dell'elettronica sono riferiti all'entrata in servizio.
- ↑ Spanish Naval Ship.
- ↑ Le unità della classe sono costruite per parti separate perciò la chiglia non viene "impostata" come nel passato. Per questo l'inizio cerimoniale della costruzione è identificato con il taglio della prima piastra di acciaio per lo scafo.
- ↑ La qualificazione operativa (OQ) è la fase di validazione che dimostra, attraverso test documentati, che un sistema, un'apparecchiatura o uno strumento funziona correttamente entro i suoi intervalli e limiti operativi specificati.
- Fonti
- ↑ (ES) Lista Oficial de Buques de la Armada. ENE 2009, Armada Española, Lista Oficial de Buques de la Armada. ENE 2009. gennaio 2009 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2009).
- ↑ Gambelli 2012, p. 46.
- ↑ (EN) P 42 - SPS Rayo, su Seaforces. URL consultato il 6 giugno 2026.
- ↑ (EN) Twenty-two hostages released from Royal Grace, su Safety4Sea, 8 aprile 2013. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Tres años tras el velero de la cocaína, su El Mundo, 5 dicembre 2013. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Morenés vuela hoy con el SAR al punto donde se perdió el helicóptero, su La Vanguardia, 27 ottobre 2015. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Recuperado el cuerpo del tercer militar fallecido en el siniestro del helicóptero, su diariodesevilla.es, 31 ottobre 2015. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) El BAM 'Rayo' se incorpora a la operación Atalanta, su Infodefensa, 10 luglio 2017. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Golpe de los GEO a un cártel turco de la droga el Atlántico, su ABC, 23 ottobre 2018. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Julio Maíz, La eficacia de los patrulleros BAM de la Armada en las operaciones contra el narcotráfico, su Defensa, 12 agosto 2020. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (ES) Julio Maíz Sanz, Por primera vez uno de los BAM de la Armada basados en Canarias es Buque de Mando de una agrupación de la OTAN, su Defensa, 17 giugno 2021. URL consultato il 13 giugno 2026.
Bibliografia
- Jani Gambelli, BAM Meteoro, in Panorama Difesa, n. 310, Settignano, La Società del Progetto, luglio 2012, pp. 46-51.
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