Re Davide violinista

Re Davide violinista
AutoreGiovanni Francesco Barbieri detto Guercino
Data1617-1620 circa
Tecnicaolio su tela
Dimensioni88,5×72 cm
UbicazioneMusée des Beaux-Arts, Rouen

Re Davide violinista è un dipinto a olio su tela (88,5 x 72 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, databile al 1617-1620 circa e custodito presso il Musée des Beaux-Arts di Rouen.

Storia

Fu pubblicato per la prima volta da Roberto Longhi, che ne riconobbe la stretta affinità con il Padre Eterno con un putto già collocato sopra la pala con la Vestizione di san Guglielmo.[1] L’attribuzione proposta da Longhi fu inizialmente accolta con cautela, poiché gli studiosi conoscevano la sua scarsa affidabilità nel ricondurre con precisione nuove opere al catalogo del Guercino.

Arnauld Brejon de Lavergnée e Nathalie Volle, nell’inventario dei dipinti italiani del XVII secolo conservati nei musei di Francia, confermarono l’attribuzione al pittore, riportando però la comunicazione orale di Luigi Salerno che riteneva il dipinto un lavoro di bottega.[2]

Stéphane Loire pubblicò l’opera nel 1988, dando conto delle riserve espresse da Salerno.[3] L’anno successivo il dipinto fu esposto nella mostra Le Guerchin en France, curata dallo stesso Loire al Museo del Louvre,[4] e successivamente nella mostra bolognese del 1991 dedicata al pittore.[5]

La possibilità di vedere l’opera dal vivo in più occasioni contribuì a chiarirne la qualità e la piena autografia, portando progressivamente la critica a riconoscere la correttezza dell’intuizione longhiana. In questo clima di confronto più ampio si affermò un consenso generale sulla datazione, oggi collocata tra il 1617 e il 1618.

Descrizione e stile

Il dipinto raffigura un David anziano, vestito con una tunica raffinata ornata da decorazioni preziose e da una catena dorata. Il personaggio è colto nell’atto di interrompere il suono di un violino a sei corde, scelta iconografica atipica rispetto alla consueta associazione con l'arpa. L’introduzione del violino e l’età avanzata del protagonista, evidenziate dalla presenza della corona posta sul lato sinistro, orientano l'immagine verso una rappresentazione meditativa e priva degli elementi eroici tradizionalmente legati alla figura biblica.[6]

Note

  1. ↑ Longhi, 1968, tav. 54
  2. ↑ Brejon de Lavergnée – Volle, 1988, p. 195
  3. ↑ Loire, 1988, p. 307; nota II, p. 317
  4. ↑ Loire, 1991, pp. 44–45
  5. ↑ Mahon, 1991, p. 78, n. 34
  6. ↑ Guarino, 2004, p. 168, n. 17

Bibliografia

  • Brejon de Lavergnée, Arnauld e Volle, Nathalie, Musées de France. Répertoire des peintures italiennes du XVII siècle, Parigi, Réunion des Musées Nationaux, 1988.
  • Guarino, Sergio, Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del ’600. Catalogo della mostra (Roma, Ala Mazzoniana, Stazione Termini, 10 febbraio 2004 – 30 giugno 2004), Roma, De Agostini, 2004, ISBN 978-8841811887.
  • Loire, Stéphane, La Revue du Louvre, n. 4, ottobre 1988, pp. 307–317.
  • Loire, Stéphane (a cura di), Le Guerchin en France: [exposition, Paris, Musée du Louvre, Pavillon de Flore, 31 mai – 12 novembre 1990], Parigi, RMN, 1991, ISBN 978-2711823277.
  • Longhi, Roberto, Paragone, n. 225, novembre 1968.
  • Mahon, Denis (a cura di), Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, 1591–1666. Catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico Archeologico; Cento, Pinacoteca Civica e Chiesa del Rosario, 6 settembre – 10 novembre 1991), Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1991, ISBN 978-88-7779-284-6.

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