Reale tenuta di Carditello

Reale tenuta di Carditello
Reale tenuta di Carditello
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Campania
LocalitàSan Tammaro
Indirizzovia Carditello - SP229 - San Tammaro
Coordinate41°03′42.18″N 14°11′23.85″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
StileNeoclassico
UsoAllevamento di cavalli
Piani2
Realizzazione
ArchitettoFrancesco Collecini
ProprietarioMinistero della cultura
CommittenteBorbone di Napoli

La Reale tenuta di Carditello, conosciuta anche come Reggia di Carditello, è una magione sita a San Tammaro, in provincia di Caserta: è storicamente appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie.

Origini del nome

Il nome deriva dal latino Carduetum, cardueti = cardito, carditello, ovvero luogo piantato a cardi: nei tempi passati il territorio in oggetto assunse il nome di Carditello perché si presentava infestato della pianta di cardo, tanto da formare una barriera per chi voleva inoltrarsi a piedi o a cavallo.

Storia

La Reale tenuta di Carditello era una vasta porzione, in parte acquitrinosa, della piana dei Mazzoni (parte della pianura campana), delimitata a settentrione dal fiume Volturno, ad oriente dal monte Tifata e dai suoi colli, a meridione dall'antico fiume Clanio, oggi Regi Lagni, e ad occidente dal mar Tirreno. Essa ospitava una dinamica azienda agricola, ben progettata nelle infrastrutture edili e ben organizzata negli allevamenti di pregiate razze equine, nella produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli e caseari.

La Reggia di Carditello, situata a circa 4 km ad ovest dell'abitato di San Tammaro, sito nei pressi di Capua e non lontano da Napoli, in via Foresta a Carditello, è un complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico, destinato da Carlo di Borbone (1716-1788) a luogo per la caccia e l'allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone (1751-1825) in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini.

Era immerso in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi, e si estendeva su di una superficie di 6 305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2 100 ettari. Era animato da un discreto numero di persone dedite alla conduzione dell'azienda. Carditello era uno dei siti reali che si fregiava del titolo di "Reale Delizia" perché, nonostante la sua funzione di azienda, offriva una piacevole permanenza al re e alla sua corte per le particolari battute di caccia che i numerosi boschi ricchi di selvaggina permettevano.

Il fabbricato è stato costruito dall'architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. L'area antistante, formata da una pista in terra battuta che richiama la forma dei circhi romani, abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare dalle forme classicheggianti, era destinata a pista per cavalli.

La struttura occupa attualmente circa 50 000 mq, ed è costituita da un edificio centrale, sede degli alloggi reali e della cappella reale, di 8 torri e 12 capannoni, con una superficie edificata di circa 13 000 mq.[1]

Situazione attuale

Nel 1920 gli immobili e l'arredamento passarono dal demanio all'Opera Nazionale Combattenti e i 2 070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno.

Nel 1943 la tenuta fu occupata dalle truppe tedesche e poi da quelle alleate.[2]

Con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Ufficio Esecuzioni Immobiliari - dispose la vendita all'asta del complesso monumentale denominato Real Sito di Carditello al prezzo base di 10 milioni di euro. Il Tribunale assegnò il diritto di prelazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e al MiBAC; tuttavia alla fine del 2013 erano già state 11 le aste andate deserte.

Dal 2011 al 2013 la reggia fu sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che più volte aveva cercato di attirare l'attenzione della politica per il recupero del complesso architettonico nel quale trovò la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013.[3]

Nel gennaio del 2014 venne firmato un accordo preliminare tra la Società Gestione Attività, che aveva acquisito i crediti del Banco di Napoli, e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la cessione del complesso edilizio al ministero stesso.[4] L'accordo prevedeva una cessione al ministero da parte della Sga (quando quest'ultima entrerà in possesso del decreto di aggiudicazione del Tribunale dopo il saldo) del complesso Real Sito Carditello al costo di 2 milioni e mezzo di euro a fronte degli 11 milioni e mezzo di euro sborsati dalla stessa Sga (società che gestisce i crediti del Banco di Napoli) che non ha sollevato il Consorzio debitore dal pagamento dei restanti 30 milioni di euro.[5]

L'8 gennaio 2017 ebbe luogo la riapertura della tenuta al pubblico.[6] L'antica quadreria del Real Sito, per anni dispersa in vari musei ed enti statali, è stata recentemente studiata e ricostruita nella sua distribuzione per sale dalla storica dell'arte Maria Carmela Masi.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Fabio Di Bitonto, Reale tenuta di Carditello, su paesifantasma.it. URL consultato il 12 maggio 2020.
  2. ↑ I soldati Usa alla Reggia di Carditello, su ilmattino.it. URL consultato il 21 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ↑ Tommaso Cestrone, l'angelo di Carditello, è morto. Da due anni si prendeva cura gratis della Reggia borbonica, in L'Huffington Post, HuffingtonPost Italia s.r.l., 26 dicembre 2013. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  4. ↑ Gian Antonio Stella, La Reggia dei Borbone appartiene agli Italiani. La villa di Carditello ora è proprietà dello Stato, in Corriere.it, RCS Mediagroup S.p.a., 9 gennaio 2014. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  5. ↑ Il Mattino (Caserta) del 10 gennaio 2014 e Corriere del Mezzogiorno del 12 gennaio 2014.
  6. ↑ Come rinasce la reggia di Carditello, su napolipiu.com.

Bibliografia

  • Antonio Sancio, Platea di Carditello (PDF), collana Pubblicazioni degli archivi di Stato. Saggi (116), edizione a cura di Francesco Barra e Antonio Puca, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali. Direzione generale archivi, 2018, ISBN 978-88-7125-353-4. URL consultato il 5 settembre 2018.
  • Ettore Ventrella e Roberta Ventrella, Reali Delizie. Itinerario Storico-Artistico in Campania Felix, Caserta, Ventrella Edizioni, 2013, ISBN 978-88-908389-9-6.
  • Nadia Verdile, La Reggia di Carditello. Tre secoli di fasti e feste, furti e aste, angeli e redenzioni, Caserta, Ventrella Edizioni, 2014, ISBN 978-88-908389-8-9.
  • Maria Carmela Masi, La ricostruzione della quadreria del Real Casino di Carditello. Il trionfo della natura morta nel Settecento, in Carditello Ritrovato, Siti Reali e territorio: storia, restauro, valorizzazione. Quaderni della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento, n. 2-3, Roma, Artemide, 2014, ISBN 978-88-7575-162-3.

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