Remigio Gattu

Remigio Gattu
Remigio Gattu in primo piano
NascitaOrune, 1 ottobre 1893
MorteOrune, 18 giugno 1918
Cause della morteMorto per ferite riportate in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataRegio Esercito
CorpoBersaglieri
RepartoXXVI reparto d'assalto
GradoTenente di complemento
GuerrePrima guerra mondiale
Decorazioni3 medaglie d'argento al valor militare
Dati tratti da "Eroi e Caduti Sardi"[1]
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Remigio Gattu (Orune, 1º ottobre 1893 – Falzé, 18 giugno 1918) è stato un militare italiano.

Biografia

Primogenito di due fratelli, nacque da Giovanni Giuseppe Gattu e Pasqua Seddoni. Rimase orfano di padre all’età di tre anni.[2] Con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915 fu arruolato presso il distretto militare di Sassari e assegnato ai Bersaglieri, con i quali venne inviato al fronte.

Nel corso del conflitto subì più ferite e si distinse in diverse azioni, ottenendo riconoscimenti per il suo comportamento valoroso. Il 18 giugno 1918 fu gravemente colpito in combattimento e, trasportato d’urgenza all’ambulanza chirurgica n. 4, morì durante il tragitto.[3]

Negli anni successivi alla sua morte, il regime fascista lo celebrò come simbolo dell’eroismo dei soldati sardi nella Grande Guerra. In occasione del rimpatrio della salma a Orune, la cerimonia si svolse alla presenza di Benito Mussolini. In varie città della Sardegna sorsero circoli rionali intitolati al suo nome.

In tale occasione viene realizzata una lapide nel cimitero di Orune in marmo bianco con inciso: "Alla madre il suo cuore, al dovere il suo sangue, alla patria la sua giovane vita.".

Tale epitaffio è attribuito a D'Annunzio.

Tomba Remigio Gattu a Orune

Nel suo paese natale la piazza principale è stata dedicata alla sua memoria e porta tuttora la denominazione di Piazza Remigio Gattu.[4]

Anche a Nuoro gli venne intitolata una via.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Durante un assalto, benché ferito, non lasciò il comando del proprio plotone, facendo ripiegare ordinatamente e sempre battendosi arditamente, per quanto avvolto da forze nemiche preponderanti continuò, in successive azioni, a tenere il comando del reparto.»
— Monte Roccolo, 30 maggio 1916[5]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Comandante di compagnia, con indomito valore e sprezzo del pericolo trascinava i suoi soldati all'assalto di forti ed estese posizioni nemiche, conquistandole e catturando numerosi prigionieri ed abbondante bottino. Ferito, continuava a combattere incitando i suoi bersaglieri alla lotta finché gli venivano meno le forze.»
— Monte Val Bella, 29 gennaio 1918[5]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Comandante di una compagnia d'assalto, con impareggiabile ardimento la conduceva all'attacco di successive posizioni nemiche. Colpito a morte, mentre con mirabile sprezzo del pericolo si slanciava, alla testa dei suoi, contro un appostamento di mitragliatrici avversarie per catturarle, le sue ultime parole furono d'incitamento ai suoi uomini.»
— Bavaria Sovilla, 16 giugno 1918[5]

Note

  1. ↑ Eroi e Caduti Sardi - Remigio Gattu, su eroiecadutisardi.unionesarda.it.
  2. ↑ Atto di nascita n.101 del registro del 1893 - Stato Civile di Orune
  3. ↑ guerra mondiale, su web.tiscali.it. URL consultato il 6 settembre 2025.
  4. ↑ Piazza | Comune di Orune, su www.comune.orune.nu.it. URL consultato il 6 settembre 2025.
  5. 1 2 3 Istituto Nastro Azzurro - Remigio Gattu, su Sito Istituzionale. URL consultato il 4 settembre 2025.

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