Requiem per una monaca

Requiem per una monaca
Titolo originaleRequiem for a Nun
AutoreWilliam Faulkner
1ª ed. originale1951
1ª ed. italiana1955
Genereromanzo
Lingua originaleinglese
SerieContea di Yoknapatawpha
Preceduto daSantuario

Requiem per una monaca (titolo orig. Requiem for a Nun) è un'opera narrativa scritta da William Faulkner, pubblicata nel 1951. Si tratta del seguito di Santuario, il precedente romanzo dell'autore americano, che aveva introdotto i personaggi di Temple Drake, del suo amico (e futuro marito) Gowan Stevens e dello zio di quest'ultimo, Gavin Stevens. Gli eventi di Requiem si svolgono nella contea immaginaria di Yoknapatawpha e a Jackson, nel Mississippi, tra il novembre 1937 e il marzo 1938, ovvero otto anni dopo le vicende narrate in Santuario. In Requiem, Temple – ormai sposata e con un figlio – deve imparare a fare i conti col proprio passato violento e turbolento, così come era stato descritto in Santuario: è un'esplorazione suggestiva e inquietante dell'impatto del passato sul presente. Qui appare una delle frasi più celebri e citate di Faulkner: «Il passato non è mai morto. Non è nemmeno passato».

Fu adattato per il teatro da Albert Camus nel 1956; assieme a Santuario, costituì inoltre una delle fonti per il film del 1961 Sanctuary.

Forma e tema

Come molte opere di Faulkner, Requiem sperimenta con la tecnica narrativa; il libro è in parte romanzo e in parte opera teatrale. La narrazione principale, presentata in forma drammatica, è intervallata da sezioni in prosa che ripercorrono la storia dell'immaginaria contea di Yoknapatawpha. Ciascuna sezione in prosa è incentrata su una specifica istituzione (rispettivamente il tribunale, la sede del governo statale e il carcere) che funge da ambientazione per la successiva parte drammatica della storia.

Il tema principale di Requiem riguarda la redenzione spirituale per le azioni malvagie del passato attraverso la sofferenza e il riconoscimento della propria colpa. Il termine "nun" (monaca) presente nel titolo si riferisce al personaggio di Nancy, una prostituta condannata per omicidio; tale parola è stata interpretata sia nel suo significato gergale di epoca elisabettiana, indicante appunto una prostituta, sia in quello contemporaneo di donna che si sacrifica per salvare i peccatori.

Trama

A Jefferson, nel Mississippi, Nancy Mannigoe – una donna nera che lavorava come bambinaia per Temple Drake Stevens (la signora Gowan Stevens) – viene riconosciuta colpevole dell'omicidio della figlia di sei mesi di Temple e condannata a morte. Otto anni prima, come narrato in Santuario, Temple era caduta nelle mani di una banda di violenti contrabbandieri di alcolici, subendo uno stupro e venendo segregata in un bordello a causa dell'irresponsabilità di Gowan Stevens, il suo accompagnatore ubriaco. In seguito, Gowan aveva sposato Temple per senso dell'onore e responsabilità, e la coppia aveva avuto due figli. Gli Stevens hanno riacquistato il loro posto nella società rispettabile e benestante della contea e sembrano condurre una vita normale; tuttavia, il loro matrimonio è logorato dal passato di Temple e dal pensiero inespresso che, a un certo livello, lei abbia provato piacere o eccitazione durante l'esperienza nel bordello. Temple aveva assunto Nancy – una donna nera tossicodipendente e prostituta occasionale – proprio per avere qualcuno con cui confidarsi e da cui sentirsi compresa.

Lo zio di Gowan, Gavin Stevens – che agisce in qualità di avvocato difensore di Nancy – ritiene che Temple stia nascondendo informazioni sulla morte della figlia e la affronta in assenza del marito Gowan. Temple lascia intendere che vi fossero dei motivi alla base del gesto di Nancy – la quale non era né malata di mente né mossa da malvagità – ma evita di rivelare ulteriori dettagli, partendo invece per un lungo viaggio in California.

Diversi mesi dopo, una settimana prima della data fissata per l'esecuzione di Nancy, Temple torna a Jefferson e si mette in contatto con Gavin. Dopo aver somministrato al marito Gowan un sonnifero per evitare che ascolti la conversazione, Temple confessa a Gavin che, sebbene Nancy abbia effettivamente ucciso il bambino, anche lei stessa ha avuto un ruolo nell'uccisione e vuole impedire l'esecuzione della donna. Gavin la esorta a rivolgersi direttamente al Governatore del Mississippi, pur avvertendola che potrebbe essere ormai troppo tardi per salvare Nancy. All'insaputa di Temple e Gavin, Gowan ha ascoltato l'intera conversazione.

Il giorno prima dell'esecuzione di Nancy, Temple si reca a Jackson, nel Mississippi (capitale dello Stato), e confessa al governatore che, prima dell'uccisione della figlia, aveva pianificato di abbandonare il marito e la famiglia per fuggire con Pete, il fratello minore del suo ex amante Red. Come narrato in Santuario, Temple – all'epoca diciassettenne e vergine – era stata brutalmente violentata con una pannocchia di mais dal gangster impotente Popeye, il quale l'aveva poi costretta a ripetuti rapporti sessuali con Red sotto i propri occhi. Temple aveva finito per innamorarsi di Red, scatenando la gelosia di Popeye che lo aveva ucciso. Dopo essere stata salvata, Temple aveva falsamente accusato un altro uomo, Goodwin, di averla violentata, provocandone il linciaggio per mano di una folla inferocita. Prima dell'omicidio di Red, Temple gli aveva scritto lettere d'amore dai toni espliciti; tali lettere erano state successivamente ritrovate dal fratello di lui, Pete, che le aveva uscite per ricattare la donna. Attratta da Pete, Temple aveva progettato non solo di consegnargli una grossa somma di denaro, ma anche di fuggire con lui. Appreso che Temple stava per andarsene con Pete, Nancy aveva tentato di fermarla soffocando la figlia neonata: un gesto che sarebbe costato la vita anche a Nancy stessa, la quale era pronta a tale sacrificio.

Il governatore ha già rifiutato di concedere la grazia a Nancy. Sebbene Temple creda di confessarsi al governatore, questi ha lasciato l'ufficio e al suo posto siede il marito di lei, Gowan; Temple se ne accorge solo dopo aver finito di raccontare la propria storia. Gowan le dice di essere dispiaciuto per il ruolo avuto nell'innescare la catena di eventi di otto anni prima, ma aggiunge che il passato è immutabile e ormai concluso. Temple è preoccupata per la salvezza della propria anima.

La mattina dell'esecuzione di Nancy, Temple e Gavin si recano a farle visita nella sua cella. Temple spiega di aver voluto confessare al governatore che Nancy non era l'unica responsabile della morte del bambino e che lei stessa, Temple, aveva causato quella morte otto anni prima, uscendo con Gowan per un appuntamento che portò al suo stupro e alla successiva catena di eventi. Ora Nancy deve morire per aver soffocato il bambino, mentre Temple deve convivere con le conseguenze delle proprie azioni. Nancy esorta Temple ad avere fede in Dio ed esalta le virtù della sofferenza.

Elaborazione

Faulkner dichiarò che inizialmente intendeva concludere la vicenda alla fine di Santuario, ma decise che – per usare le parole dell'accademica E. Pauline Degenfelder, specialista dell'opera di Faulkner – «la reinterpretazione di Temple sarebbe stata drammatica e valida». La Degenfelder, delle Worcester Public Schools, ritiene che l'autore possa aver tratto ispirazione per il seguito da The Story of Temple Drake, dati gli elementi comuni alle due opere.

Caratterizzazione

Degenfelder affermò che l'autore ha plasmato, in Temple, "una donna sostanzialmente diversa partendo dalla stessa base, senza avvertire alcuna contraddizione". Secondo il recensore, ciò differisce dalla caratterizzazione "piatta" di Temple nel romanzo.

Sebbene in questo romanzo Temple sia formalmente nota come "Mrs. Gowan Stevens", continua a definirsi con il proprio cognome da nubile. Gene D. Phillips ha affermato che, interiormente, ella continua a percepirsi come "un'adolescente irresponsabile", indegna della reputazione di moglie responsabile.

Accoglienza critica

Al momento della pubblicazione, Requiem ricevette recensioni contrastanti. Malcolm Cowley, scrivendo per il New York Herald Tribune, definì l'opera "un dramma concepito su un piano di coscienza morale" che lo rendeva "autenticamente tragico", aggiungendo che "sotto questo aspetto è di gran lunga superiore a Santuario, dove l'unica moralità risiedeva nel vago retroterra della mente dell'autore". Alcuni critici rimasero inoltre incuriositi o colpiti dalla forma sperimentale di Requiem, che fondeva romanzo e dramma. Tuttavia, lo stile di scrittura di Faulkner fu criticato perché goffo o tedioso, in particolare nelle sezioni drammatiche, dove l'azione veniva per lo più narrata anziché mostrata. I critici ritennero inoltre alcuni aspetti della storia inverosimili, irreali e fuori sintonia con la sensibilità dell'epoca, in particolare la caratterizzazione di Nancy come figura pronta al sacrificio e le motivazioni alla base dell'uccisione del figlio di Temple.

Fu finalista al National Book Award per la narrativa.[1]

Nei decenni successivi, il libro non fu ritenuto appetibile dai lettori e quindi commercialmente interessante dagli editori: per lungo tempo non fu disponibile in edizione tascabile o in altre versioni economiche; oggi, sono disponibili sia l'edizione cartacea che quella digitale. La perdurante rilevanza critica del testo era legata principalmente al fatto di essere il seguito di Santuario, il romanzo di Faulkner che gode da sempre di maggiore considerazione.

Adattamenti

Il romanzo fu adattato per il teatro nel 1956 da Albert Camus col titolo Requiem pour une nonne. Camus scrisse anche la prefazione alla traduzione francese del romanzo, pubblicata nel 1957 a opera di Maurice Coindreau.

La English Stage Company del Royal Court Theatre mise in scena lo spettacolo a Londra il 27 novembre 1957. La produzione di Broadway debuttò al John Golden Theatre il 30 gennaio 1959. Entrambe le produzioni furono dirette da Tony Richardson. William Faulkner adattò l'opera dal proprio romanzo.

In Italia, Requiem, 3 atti di Faulkner con la riduzione di Camus, nella traduzione di Luciano Lucignani, andò in scena, con l'impresario teatrale Lucio Ardenzi, al Teatro Odeon di Milano, il 7 novembre 1956. Protagonisti gli attori Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, con Edda Albertini, Gianni Galavotti, Tino Bianchi e Filippo Scelzo, scelti per la stagione teatrale 1958-59. La regia fu di Orazio Costa, le scene di Piero Zuffi, i costumi di Mario Chiari, la musica di Roman Vlad; ripreso per la stagione 1958-1959: al Teatro Verdi di Trieste, marzo 1959.[2]

Il Guthrie Theater di Minneapolis, in Minnesota, presentò lo spettacolo nell'ambito della sua stagione 1982-1983. La regia fu curata da Liviu Ciulei.

Il Cesear's Forum, una compagnia teatrale minimalista, presentò lo spettacolo in una produzione del 1993 a Chicago.

Il romanzo è stato una delle fonti per il film del 1961 Sanctuary, diretto da Tony Richardson. Una precedente versione cinematografica del 1933 (alla cui sceneggiatura collaborò Faulkner) s'intitolava The Story of Temple Drake.

Un film televisivo della Germania Ovest, Requiem für eine Nonne, uscì nel 1965.

Nel 1975 fu distribuito un adattamento televisivo di Requiem per una monaca con Sarah Miles, Mary Alice e Sam Edwards.

L'opera Requiem di Oscar Strasnoy fu prodotta per la prima volta al Teatro Colón di Buenos Aires nel 2014.

Edizioni italiane

  • Requiem per una monaca, collana Medusa n.347, traduzione di Fernanda Pivano, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, febbraio 1955; V ed., dicembre 1966, pp. 228. - Collana Il Bosco n.145, Mondadori, 1964; Collana Gli Oscar settimanali n.109, Mondadori, maggio 1967; in: I capolavori di William Faulkner, 3 voll., Introduzione di F. Pivano, Collana Gli Oscar. nuova serie, Mondadori, 1972; Milano-Novara, Mondadori-De Agostini, 1986; Collana Oscar Narrativa n.560, Mondadori, 1988; Collana Prosa del Novecento n.45, Milano, SE, 1992, ISBN 88-7710-239-X, pp.200; Collana Oscar Scrittori del Novecento, Mondadori, 1996, ISBN 978-88-044-2068-2.
  • Requiem per una monaca, collana Oceani, traduzione di Carlo Prosperi, Prefazione di Massimo Bacigalupo, Postfazione di Mario Andreose, Milano, La nave di Teseo, luglio 2026, pp. 304, ISBN 978-88-346-2138-7.

Note

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàBNF (FR) cb119434711 (data)