Retata della lettera verde
La retata della lettera verde (in francese: rafle du billet vert)[7] ebbe luogo il 14 maggio 1941 durante l'occupazione nazista della Francia. Gli arresti iniziarono il giorno dopo che la polizia francese consegnò una lettera su carta verde (billet vert) a 6 694 ebrei che vivevano a Parigi, ordinando loro di presentarsi per un "controllo".[4]
Oltre la metà dei destinatari fece come indicato (per lo più polacchi e cechi); furono arrestati e deportati in uno dei due campi di transito in Francia. La maggior parte fu internata per un anno per poi essere deportata ad Auschwitz e quindi uccisa. A questo primo arresto di massa di ebrei operato dal regime di Vichy durante la seconda guerra mondiale seguì il rastrellamento del Velodromo d'inverno, quando oltre 13.000 ebrei furono deportati e assassinati.[8]
Contesto storico

La Francia fu invasa dai tedeschi nel maggio 1940; la campagna nazista terminò con l'occupazione di Parigi il 14 giugno e la capitolazione otto giorni dopo. La nazione fu divisa in due grandi regioni: il nord e l'ovest (compresa Parigi) costituivano la "Zona occupata", amministrata direttamente dalla Germania, il resto la cosiddetta "Zona franca"(Zone libre), a sud ed est. Il governo francese sotto il maresciallo Philippe Pétain si trasferì nella città di Vichy nella Zone libre. Il 10 luglio fu sciolto il parlamento, il che pose fine alla Terza Repubblica, e al suo posto fu creato lo "Stato francese" (État français; comunemente noto come "regime di Vichy") con Pétain che deteneva il potere supremo.[9]
A partire dal 1940 il governo di Vichy adottò varie leggi che precludevano agli ebrei la posssibilità di assumere determinati ruoli sociali. Queste leggi non erano imposte dai tedeschi: secondo il capo di stato maggiore del maresciallo Pétain, le disposizioni anti-ebraiche di Vichy non provenivano dalla Germania, "tale legislazione era spontanea e autonoma".[10]
Il 22 luglio 1940 il governo di Vichy istituì una commissione speciale per esaminare e revocare la cittadinanza agli ebrei naturalizzati dopo la riforma della legge sulla nazionalità del 1927, con l'obiettivo di allontanare gli "stranieri" dalla società francese.[12] In Francia vivevano circa trecentomila ebrei, di cui quasi la metà erano fuggiti dall'Europa orientale durante la prima guerra mondiale e, più recentemente, dalla Germania nazista. Nel settembre 1940 le autorità francesi, per ordine dei tedeschi, eseguirono un censimento degli ebrei, e il 3 settembre 1940 divenne legale arrestare e incarcerare tutti gli stranieri pericolosi per motivi di sicurezza nazionale e ordine pubblico. L'SS-Hauptsturmführer Theodor Dannecker, rappresentante di Adolf Eichmann a Parigi, desiderava accelerare l'estromissione degli ebrei, non solo mediante la registrazione e la sottrazione dei loro beni, ma anche con l'internamento. Per raggiungere questo obiettivo, si fece aiutare da Karl Theo Zeitschel presso l'ambasciata tedesca a Parigi che si occupò dei rapporti con il Commissariato generale per gli affari ebraici, istituito il 29 marzo 1941.[13]
Il 4 ottobre il regime di Vichy promulgò una nuova legge sullo status degli ebrei, e le autorità locali furono autorizzate ad arrestare gli ebrei stranieri e internarli nei campi speciali. Rudolf Schleier, console generale tedesco a Parigi, in un rapporto inviato a Berlino scrisse: "Il governo francese si è impegnato a inviare tutti gli ebrei nati all'estero nei campi di concentramento nella zona non occupata [...] Gli ebrei saranno arrestati nella Zona occupata nel momento in cui saranno pronti i campi necessari".[14]
Nel 1941 devennero operativi i campi di Pithiviers, Beaune-la-Roland, Compiegne e Drancy, il cui scopo principale era quello di internare gli ebrei stranieri di Parigi.[15] Il 22 aprile 1941 Dannecker informò il prefetto Jean-Pierre Ingrand, rappresentante del Ministero dell'Interno della Zona occupata, della trasformazione del campo tedesco di Pithiviers, destinato originariamente ai prigionieri di guerra francesi, in un campo di internamento per ebrei parigini, con il trasferimento della sua gestione all'ufficio del prefetto del Loiret. Allo stesso tempo i tedeschi insistettero sull'attuazione della legge del 4 ottobre 1940 che consentì l'internamento degli ebrei stranieri. Al campo di Pithiviers, di per sé insufficiente, fu aggiunto il campo di internamento di Beaune-la-Rolande, per raggiungengere così una capacità totale di 5 000 detenuti.[16]
Operazioni
Convocazione

All'inizio del maggio 1941, sulla base del censimento dell'anno precedente, 6.694 ebrei stranieri, per lo più maschi polacchi tra i 18 e i 60 anni residenti nella regione di Parigi, ricevettero una convocazione su carta verde (billet vert) per un "controllo" (examen de situation, lett. "esame della situazione"),[17] consegnata a mano dalla polizia francese su ordine di Werner Best. Le lettere prescrivevano ai destinatari di recarsi in uno dei cinque centri (Caserne Napoléon, Caserne des Minimes, rue Edouard-Pailleron, rue de la Grange aux Belles o Gymnase Japy) il 14 maggio 1941, accompagnati da un parente o da un amico.[18]
La lettera diceva:[17]
Arresti e internamento


Supponendo che si trattasse di una mera formalità, obbedirono alla convocazione 3 700 uomini (3 430 polacchi, 157 cechi e 123 apolidi). Furono immediatamente arrestati, mentre la persona che li accompagnava ricevette un elenco di oggetti da prendere per loro (coperte e lenzuola, vestiti, posate, piatti, borsa da toilette, tessera alimentare e cibo sufficiente per 24 ore). I prigionieri furono trasferiti in autobus alla Gare d'Austerlitz e deportati lo stesso giorno con quattro treni speciali in due campi di transito e internamento nel dipartimento del Loiret: 1 700 a Pithiviers e 2 000 a Beaune-la-Rolande.[18] Entrambi i campi furono inizialmente gestiti dalla gendarmeria francese sotto la supervisione amministrativa del prefetto del Loiret. La Croce Rossa francese portò gli aiuti alle famiglie degli internati in entrambi i campi.[19]
I detenuti di Beaune-la-Rolande alloggiarono nella caserma Château d'Eau. Il campo si trovava a 89 chilometri a sud di Parigi e aveva due sezioni distinte: una per gli internati e l'altra riservata ai servizi amministrativi (stazione di polizia, infermeria, amministrazione e cucina). Fu un campo di transito e internamento gestito dai francesi e un centro di deportazione per ebrei, strettamente legato al campo di Pithiviers.[19] Per più di un anno i prigionieri furono tenuti senza sapere cosa sarebbe successo loro; durante la permanenza venivano sottoposti ai lavori forzati sia all'interno che all'esterno del campo. In 700 riuscirono a fuggire. Le autorità tedesche assunsero il controllo delle operazioni a Beaune-la-Rolande nel maggio 1942.[19]
Il campo di Pithiviers fu costituito da 19 baracche. Sebbene ufficialmente fosse subordinato ai francesi, furono le SS tedesche ad esercitarne il controllo e la supervisione. Come a Beaune-la-Rolande, i prigionieri svolgevao i lavori forzati sia all'interno che all'esterno. Alcuni si rifiutarono di parteciparvi e nel giugno 1941 organizzarono una rivolta, durante la quale qualcuno riuscì a fuggire. Le autorità del campo risposero vietando l'uso della posta e mandando alcuni uomini in prigione.[20] Il capo medico del campo, un dottore francese, fu allontanato dalle SS dopo che lo trovarono solidale con la difficile situazione dei prigionieri. Su ordine di Dannecker, i tedeschi assunsero il controllo delle operazioni a Pithiviers nel maggio 1942.[20][21]
Deportazione
L'8 maggio 1942 289 prigionieri ebrei furono trasferiti al Frontstalag di Royallieu, a Compiègne, da dove partirono il 5 giugno, sul convoglio n° 2 stipati nei carri bestiame, alla volta del campo di concentramento di Auschwitz. I restanti detenuti partirono il 25 giugno e il 17 luglio 1942 sui convogli n° 4 e n° 6 dalla stazione di Pithiviers, il 28 giugno sul convoglio n° 5 dalla stazione di Beaune-la-Rolande, tutti diretti verso Auschwitz dove furono poi assassinati.[22]
Avvenimenti successivi

La retata della lettera verde fu la prima retata di massa nei confronti degli ebrei messa in atto dal regime di Vichy, seguita un anno dopo dalla deportazione e dall'uccisione di oltre 13 000 ebrei durante il rastrellamento del Velodromo d'Inverno.[23]
Note
- ↑ Cercleshoah
- ↑ Tillier, p. 53.
- ↑ Wieviorka, p. 36.
- 1 2 3 Laub, p. 217.
- 1 2 3 Marrus, Paxton, p. 274.
- ↑ Zuccotti, p. 312.
- ↑ Questo evento in francese è chiamato la rafle du billet vert.[1][2][3] La letteratura inglese tende a utilizzare uno dei tre termini per riferirsi all'evento: rastrellamento,[4][5] retata,[6] o il termine originale francese la rafle du billet vert.[4] Il termine verde è comune in tutte le fonti, e sottolinea la stampa su carta o cartoncino verde[5] della lettera consegnata ai residenti ebrei stranieri della regione di Parigi.
- ↑ L'evento è noto come "retata" sia in francese (rafle) che in inglese, anche se il termine retata non è accurato, dal momento che le vittime hanno risposto a una convocazione. Tuttavia, è diventato il termine convenzionale usato per questo evento, perché ha segnato un'ondata di arresti massicci di ebrei sotto il regime di Vichy, di cui i successivi sono stati per lo più retate. In particolare, si è verificato nel luglio 1942 prima del rastrellamento del Velodromo d'Inverno.[5]
- ↑ Maury
- ↑ Satloff, p. 31.
- ↑ Masure, pp. 39-50.
- ↑ Tra il giugno 1940 e l'agosto 1944 furono denaturalizzate 15.000 persone per lo più ebrei, questa decisione burocratica è stata determinante per il loro successivo internamento.[11]
- ↑ Peschanski, p. 237.
- ↑ Grynberg, p. 135, anche in Rosenberg, p. 297.
- ↑ Rosenberg, p. 297.
- ↑ Peschanski, p. 239.
- 1 2 Diamant, p. 22, anche in Zuccotti, pp. 146-147.
- 1 2 Diamant, anche in Rosenberg, p. 297.
- 1 2 3 Megargee, White, p. 111.
- 1 2 3 Megargee, White, p. 199.
- ↑ I diari dei prigionieri e i registri ITS indicano che il controllo tedesco di Pithiviers iniziò già l'8 maggio di quell'anno.[20]
- ↑ Vincenot, p. 45.
- ↑ Klarsfeld, p. 573.
Bibliografia
- (FR) La rafle du billet vert et l’ouverture des camps du Loiret 1941, su cercleshoah.org, 5 maggio 2011. URL consultato il 26 maggio 2020.
- (FR) David Diamant, Le billet vert: la vie et la résistance à Pithiviers et Beaune-la-Rolande, camps pour juifs, camps pour chrétiens, camps pour patriotes, Éditions Renouveau, 1977. URL consultato il 27 maggio 2020.
- (FR) Anne Grynberg, Les camps de la honte: les internés juifs des camps français, 1939-1944, Paris, La Découverte, 1991, p. 135, ISBN 978-2-7071-2030-4, OCLC 878985416.
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- (EN) Thomas J. Laub, After the Fall: German Policy in Occupied France, 1940-1944, Oxford, OUP, 2010, p. 217, ISBN 978-0-19-953932-1. URL consultato il 27 maggio 2020.
- (FR) François Masure, État et identité nationale, un rapport ambigu. À propos des naturalisés, in Journal des anthropologues. Association française des anthropologues, Hors-série, 1º giugno 2007, pp. 39-50, ISSN 1156-0428.
- (FR) Jean-Pierre Maury, Loi constitutionnelle du 10 juillet 1940, France, MJP université de Perpignan, su mjp.univ-perp.fr, 23 luglio 2001 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2001).
- (EN) G. P. Megargee e J. R. White, The United States Holocaust Memorial Museum Encyclopedia of Camps and Ghettos, 1933-1945: Camps and Ghettos Under European Regimes Aligned with Nazi Germany, in Encyclopedia of camps and ghettos, 1933 - 1945, Indiana University Press, 2018, ISBN 978-0-253-02373-5.
- (EN) Michael R. Marrus e Robert O. Paxton, Vichy France and the Jews, 2ª ed., Stanford University Press, 17 settembre 2019 [1981], ISBN 978-1-5036-0982-2, OCLC 1137492753. URL consultato il 25 maggio 2020.
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- (EN) Pnina Rosenberg, Yiddish Theatre in the camps of the Occupied Zone, in Brigitte Dalinger, Veronika Zangl (a cura di), Theater unter NS-Herrschaft: Theatre under Pressure, Theater - Film - Medien (Print) #2, Göttingen, V&R Unipress, 10 settembre 2018, p. 297, ISBN 978-3-8470-0642-8, OCLC 1135506612. URL consultato il 27 maggio 2020.
- (EN) R. Satloff, Among the Righteous, PublicAffairs, 2006, ISBN 978-1-58648-534-4.
- (FR) Alice Tillier, Les 100 dates les plus marquantes de la seconde guerre mondiale, Editions Asap, 2011, p. 53, ISBN 978-2-35932-052-7, OCLC 762677546. URL consultato il 27 maggio 2020.
- (FR) A. Vincenot, Rescapés d'Auschwitz - Les derniers témoins, L'Archipel, 2015, ISBN 978-2-8098-1634-1.
- (FR) Annette Wieviorka, La Shoah: témoignage savoirs, oeuvres ; cet ouvrage fait suite aux journees detude organisees a Orleans les 14, 15 et 16 novembre 1996 par le Cercil avec les Universites de Paris VII et d'Orleans, Cercil ; Press Universitaires de Vincennes, 1999, ISBN 978-2-9507561-4-5, OCLC 313238488. URL consultato il 27 maggio 2020.
- (EN) Susan Zuccotti, 5 Roundups and Deportations, in The Holocaust, the French, and the Jews, Lincoln, U of Nebraska Press, 1999, p. 81, ISBN 0-8032-9914-1. URL consultato il 25 maggio 2020.
Approfondimenti
- (EN) David Drake, Paris at War: 1939-1944, Boston, Harvard University Press, 16 novembre 2015, p. 544, ISBN 978-0-674-49591-3. URL consultato il 25 maggio 2020.
- (FR) Le rôle des camps de Pithiviers et de Beaune-la-Rolande dans l’internement et la déportation des Juifs de France (PDF), su Cercil archive (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- (FR) Benoît Verny, Berthe Burko-Falcman e Claude Ungar, La «rafle» du billet vert et l’ouverture des camps d’internement du Loiret, su cercleshoah.org, conférence du Cercle d'étude, 2011.
- (EN) Jeremy Josephs, Swastika Over Paris, Londra, Bloomsbury Publishing, 1º maggio 2012, p. 60, ISBN 978-1-4088-3448-0. URL consultato il 25 maggio 2020.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Photos of the Green ticket roundup at the Memorial de la Shoah, su memorialdelashoah.org.