Ribellione del Prostimo
| Ribellione del Prostimo parte delle rivoluzioni del 1917-1923 | |||
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| Data | febbraio - 5 aprile 1921[1] | ||
| Luogo | Prostimo (Proština), Istria | ||
| Causa | Terrore fascista e antislavismo[2] | ||
| Esito | Vittoria governativa
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| Schieramenti | |||
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| Comandanti | |||
| Effettivi | |||
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| Perdite | |||
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| Diversi morti (nell'ordine di una dozzina) [2] | |||
| Voci di rivolte presenti su Wikipedia | |||
La ribellione del Prostimo (in croato Proštinska buna) fu una rivolta di contadini nella zona del Prostimo[3] (in croato Proština) nella bassa Istria contro i soprusi e le violenze fasciste. Scoppiò all'inizio di febbraio 1921 e fu sedata il 5 aprile dello stesso anno. Quasi allo stesso tempo, nel vicino territorio di Albona, ebbe luogo una rivolta dei minatori nota come Repubblica di Albona.
Le squadre fasciste si presentavano spesso in questi villaggi istriani per compiere azioni di propaganda e persuasione ed intimidire la popolazione più riluttante verso il fascismo italiano. La prima di queste incursioni a Carnizza (Krnica) e nel circostante territorio del Prostimo fu intrapresa la notte tra il 2-3 febbraio 1921, la seconda a metà marzo e la terza all'inizio di aprile. In risposta a ciò, diversi abitanti locali, perlopiù contadini, decisero di organizzare una resistenza armata.[4] Il principale organizzatore e guida della resistenza fu Antonio (Antun) Ciliga, che, insieme ad altri comunisti locali (tra i quali va menzionato in particolare Antonio (Tone) Segota Pasquin (Tone Šegota-Paskvin), ma anche Giuseppe (Bepi) Pirz, Michele (Micel) Radolovich, Riccardo Roehegger), fondarono una sezione e delle cellule del PCI per il territorio del Prostimo. In più occasioni i ribelli sottolinearono per iscritto alle autorità locali e ai Carabinieri che la loro azione non era una rivolta antistatale, ma solo un'azione (auto)difensiva diretta contro il terrore fascista.
Durante gli scontri all'inizio di aprile 1921, i ribelli del Prostimo riuscirono a catturare due squadristi fascisti, Biagio Bonassin e Mihovil Stojmilovich, mentre il resto dei fascisti si ritira a Marzana (Marčana) e Carnizza, portando con sé come ostaggio l'oste Ivan Macuka, che alla fine liberarono. Dopo questi eventi unità del Regio Esercito e della polizia con circa 400 effettivi e con circa 100 membri delle squadriglie fasciste invasero i villaggi del Prostimo il 5 aprile 1921 e ruppero la resistenza dei circa trecento contadini male armati. I fascisti bruciarono il villaggio di Segotti (Šegotići) e diverse altre case in altri villaggi.
Circa 400 partecipanti alla ribellione del Prostimo furono arrestati e portati nel carcere di Pola. Fascisti e soldati picchiarono e maltrattarono gli antifascisti arrestati lungo la strada, e diverse persone morirono a causa delle percosse. Gradualmente gli antifascisti furono scarcerati e successivamente, nell'ambito del processo di più ampia amnistia politica dell'allora Governo Giolitti, furono rilasciati tutti.[5]
Note
- 1 2 Proštinska buna, su istrapedia.hr, istrapedia, 11 febbraio 2009. URL consultato il 7 novembre 2021.
- 1 2 Ugušena Proštinska buna, su antifasisticki-vjesnik.org, Antifašistički vjesnik, 7 febbraio 2021. URL consultato l'11 febbraio 2010.
- ↑ La Repubblica di Albona e il movimento dell'occupazione delle fabbriche in Italia, Giacomo Scotti, Luciano Giuricin, Centro di ricerche storiche 1971, p. 49
- ↑ (HR) Proštinska buna, su istrapedia.hr, 8 luglio 2014.
- ↑ (HR) UGUŠENA PROŠTINSKA BUNA - PRVI ANTIFAŠISTIČKI OTPOR U ISTRI, su antifasisticki-vjesnik.org, 5 aprile 1921.
