Richard Drauz

Richard Drauz

Kreisleiter di Heilbronn
Durata mandato1° novembre 1932 –
6 aprile 1945

Membro del Reichstag
Durata mandato12 novembre 1933 –
maggio 1945
CircoscrizioneWürttemberg

Membro del Consiglio Comunale di Heilbronn
Durata mandatoagosto 1933 –
1945

Dati generali
Partito politicoNSDAP
Richard Drauz
NascitaHeilbronn, 2 aprile 1894
MorteLandsberg am Lech, 4 dicembre 1946
Cause della morteImpiccamento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania
Forza armata Deutsches Heer
GradoFeldwebel
GuerrePrima guerra mondiale
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Richard Drauz (Heilbronn, 2 aprile 1894 – Landsberg am Lech, 4 dicembre 1946) è stato un politico tedesco, esponente di rilievo del NSDAP e Kreisleiter di Heilbronn.

Rappresentò il partito al Reichstag dal 1933 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Noto per le sue posizioni estremiste, si distinse per la violenta repressione e la fedeltà fanatica al regime durante le ultime fasi del conflitto.[1] Al termine della guerra, fu processato da un tribunale militare statunitense per crimini di guerra, condannato a morte e giustiziato nel 1946.

Biografia

Nacque a Heilbronn, nel Württemberg, figlio di Christian Heinrich Drauz, funzionario postale, e di Friederike Johanna Dederer.[2] Entrambe le famiglie vantavano antiche tradizioni nel settore della viticoltura locale. Dopo aver completato gli studi secondari a Heilbronn, intraprese un apprendistato come meccanico. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nell'Esercito imperiale tedesco, prestando servizio fino al 1918 e raggiungendo il grado di Feldwebel.[3]

Nel dopoguerra studiò ingegneria presso la Hochschule Esslingen di Esslingen am Neckar. Dal 1921 al 1928 lavorò come ingegnere frigorista presso la Maschinenfabrik Esslingen; fu in questo contesto che conobbe Wilhelm Murr, allora attivo come agitatore politico, il quale sarebbe in seguito divenuto Gauleiter e Reichsstatthalter del Württemberg. Il 1º aprile 1928 Drauz si iscrisse al Partito Nazista (tessera n° 80730). Poco dopo l'adesione si trasferì con la famiglia a Dortmund, sebbene le sue occupazioni lavorative in quel periodo non siano state chiaramente accertate dalle fonti storiografiche.[3]

Carriera

Nel 1932, Wilhelm Murr, neo-nominato Gauleiter del Württemberg, scelse Drauz come Kreisleiter (capo distrettuale) dell'NSDAP a Heilbronn. All'epoca la città costituiva una roccaforte dell'opposizione al nazismo, con un elettorato fedele al SPD e al DDP. Drauz si stabilì nella città natale con l'obiettivo di imporre l'ideologia nazionalsocialista, ricorrendo sistematicamente alla coercizione. Divenne direttore del quotidiano locale Heilbronner Tagblatt,[2] testata che utilizzò come strumento di propaganda e per orchestrare campagne di intimidazione contro gli avversari politici. Dopo la presa del potere dei nazisti (30 gennaio 1933), Drauz attuò la chiusura forzata di tutti gli altri organi di stampa cittadini attraverso raid, sequestri di beni e minacce agli inserzionisti pubblicitari. Nel luglio 1933, coordinò un'azione violenta condotta dalle Sturmabteilung (SA) contro l'ex sindaco Emil Beutinger, reo di aver criticato il regime. Nonostante i gravi danni arrecati alla sua abitazione, Beutinger rimase illeso; Drauz intervenne direttamente per sopprimere il procedimento penale che era stato avviato contro i 40 sospettati dell'aggressione.[3]

In virtù del suo operato, Drauz ottenne diverse promozioni, venendo nominato commissario politico per il distretto di Heilbronn e ricevendo il grado onorario di SA-Sturmbannführer. Dall'agosto 1933 entrò a far parte del consiglio comunale di Heilbronn e, il 12 ottobre dello stesso anno, fu ufficialmente nominato vice del sindaco Heinrich Gültig. Tale nomina rappresentò una formalità amministrativa, in quanto Drauz, nella sua qualità di Kreisleiter, esercitava già una posizione di preminenza gerarchica su Gültig all'interno dell'apparato del partito. Nelle elezioni del novembre 1933, Drauz ottenne un seggio al Reichstag per la circoscrizione del Württemberg, carica che ricoprì ininterrottamente fino al crollo del regime nazista nel maggio 1945.[4]

Parallelamente al consolidamento politico, Drauz coordinò l'estromissione sistematica della comunità ebraica dall'economia cittadina. Attraverso campagne di boicottaggio orchestrate sull'Heilbronner Tagblatt e pressioni dirette del partito, costrinse i proprietari di storiche attività a cedere i propri beni a prezzi irrisori, come nel caso dei grandi magazzini Landauer e della fabbrica di scarpe Wolff. Drauz gestì personalmente l'assegnazione di queste proprietà a membri dell'NSDAP e a imprenditori compiacenti, consolidando un sistema di potere basato sul clientelismo e sulla corruzione. Entro il 1939, grazie alla sua azione, il tessuto commerciale di Heilbronn era stato completamente arianizzato.[5][6]

Entro il 1938, Drauz ottenne incarichi di rilievo nei consigli di amministrazione di numerose imprese, associazioni e sindacati locali, consolidando un controllo capillare su Heilbronn: tra queste figuravano la Heilbronn Maschinenbau-Gesellschaft, la Glashütte Heilbronn AG, il cementificio Portland Cement Plant di Lauffen am Neckar e persino la società calcistica VfR Heilbronn.[2][7] Quando l'azienda alimentare Knorr respinse la sua richiesta di un seggio nel consiglio di sorveglianza, Drauz reagì avviando una violenta campagna intimidatoria tramite lettere minatorie e articoli diffamatori sul quotidiano Tagblatt.[8] In seguito alla riforma amministrativa del 1º ottobre 1938, Heilbronn divenne il capoluogo del nuovo circondario (Landkreis) di Heilbronn. Nello stesso periodo, il territorio cittadino fu ampliato attraverso l'annessione dei comuni di Böckingen, Sontheim e Neckargartach, precedentemente indipendenti.[9]

Nonostante la sua posizione, Drauz era una figura controversa anche all'interno dello stesso NSDAP, subendo diversi procedimenti dinanzi al tribunale distrettuale del partito (in tedesco Gaugericht). Nel 1934, fu accusato di condurre "politiche di violenza arbitrarie" e di tenere "uno stile di vita ritenuto immorale e lesivo dell'immagine del movimento", con espliciti riferimenti a episodi di alcolismo pubblico e a frequenti relazioni extraconiugali. Tuttavia, tutte le inchieste a suo carico si conclusero con l'assoluzione, principalmente grazie alla protezione politica del Gauleiter Wilhelm Murr. Drauz reagì alle accuse avviando campagne diffamatorie contro i suoi oppositori interni e rimuovendoli da ogni incarico di rilievo. Nonostante il deterioramento della sua reputazione, la sua carriera non subì battute d'arresto: nel 1943 ottenne la promozione a Oberbereichsleiter e assunse la gestione distrettuale anche per le aree di Vaihingen an der Enz e Ludwigsburg.[3]

La Notte dei cristalli e la distruzione della Sinagoga (1938)

Richard Drauz ebbe un ruolo decisionale e operativo di primo piano durante i pogrom della Notte dei cristalli tra il 9 e il 10 novembre 1938. Già nei giorni precedenti, Drauz aveva intensificato la retorica antisemita sulle colonne dell'Heilbronner Tagblatt, preparando il terreno per l'azione violenta. Nella notte del 10 novembre, Drauz ricevette l'ordine telefonico dal quartier generale del Gau di avviare le "rappresaglie". Egli coordinò personalmente le squadre delle SA e delle SS locali, dando istruzioni precise affinché l'imponente Sinagoga di Heilbronn fosse data alle fiamme. Drauz si assicurò che i vigili del fuoco intervenissero esclusivamente per proteggere gli edifici adiacenti di proprietà "ariana", permettendo che il luogo di culto bruciasse fino alla distruzione totale. Sotto la sua supervisione, circa 75 cittadini ebrei di Heilbronn furono arrestati e brutalmente percossi prima di essere deportati a Dachau. Nei mesi successivi, Drauz accelerò il processo di arianizzazione delle proprietà ebraiche in città, vantandosi pubblicamente di aver reso Heilbronn una città libera dalla presenza ebraica (Judenfrei).[10]

Seconda guerra mondiale

In seguito alla sconfitta tedesca nella battaglia di Stalingrado (1943), Drauz intensificò la propria attività propagandistica su direttiva del partito. Tenne discorsi con cadenza quasi quotidiana durante i raduni nazisti organizzati nella città e nel circondario di Heilbronn. Nelle sue allocuzioni faceva sistematico ricorso alla memoria della prima guerra mondiale, esortando la popolazione alla lealtà assoluta e sostenendo che l'esito finale del conflitto dipendesse esclusivamente dalla fermezza morale e dallo spirito di sacrificio del fronte interno.[3]

Foto aerea del centro storico della città di Heilbronn il 31 marzo 1945, scattata da sud-est.

Il 16 gennaio 1944, Drauz prese parte a una riunione del partito in cui venne adottato lo slogan «Lotta, lavoro, fede» (in tedesco Kampf, Arbeit, Glaube) come motto dell'anno; il 30 gennaio successivo, nella Piazza del Mercato (Marktplatz) di Heilbronn, riaffermò pubblicamente la fede nella "vittoria finale" (Endsieg). Nell'agosto 1944, convocò i dirigenti delle principali industrie locali per imporre la mobilitazione assoluta di ogni risorsa in linea con i dettami della guerra totale. Tale politica portò all'immediata cessazione di ogni attività culturale: l'orchestra cittadina e il teatro comunale furono chiusi e i relativi fondi dirottati verso lo sforzo bellico. Dopo i pesanti bombardamenti del 10 settembre 1944, i residui della vita sociale urbana scomparvero definitivamente, sostituiti unicamente dai reiterati appelli alla resistenza e alla mobilitazione lanciati da Drauz.[11]

Nonostante la sua gestione arbitraria, Drauz iniziò a valutare piani di evacuazione per la popolazione civile, sebbene l'iniziativa risultasse tardiva. Dopo i primi raid che avevano causato circa 300 vittime, egli fece presente al suo superiore Wilhelm Murr - nel suo ruolo di Commissario della Difesa del Reich (in tedesco Reichsverteidigungskommissar) - che un attacco massiccio sul centro storico di Heilbronn, densamente popolato e stretto lungo il corso del Neckar, avrebbe provocato una catastrofe. Murr, tuttavia, proibì ogni piano di evacuazione, giudicandolo un atto di "disfattismo" e motivando il rifiuto con l'impossibilità logistica di ricollocare decine di migliaia di sfollati. Le previsioni di Drauz si avverarono tragicamente la sera del 4 dicembre 1944: un massiccio bombardamento della Royal Air Force distrusse completamente il centro storico della città. L'attacco scatenò una violentissima tempesta di fuoco che causò la morte di oltre 6 500 persone, tra cui circa 1 000 bambini. Fu il bombardamento più letale subito da una città del Württemberg durante l'intero conflitto.[12]

Testata del quotidiano Heilbronner Tagblatt di Heilbronn del 17 febbraio 1945.

Nelle ultime settimane del conflitto, Drauz agì con crescente violenza per imporre le direttive di resistenza a oltranza. In seguito all'emanazione del cosiddetto Decreto Nerone del marzo 1945, egli tentò di applicare la tattica della terra bruciata alle rovine di Heilbronn, ordinando tra l'altro la distruzione della fabbrica di veicoli di Neckarsulm. Sebbene gran parte della popolazione cercasse di ostacolare tali sabotaggi, Drauz riuscì a paralizzare i soccorsi ordinando il ritiro di tutte le squadre dei vigili del fuoco ancora operative. Emanò disposizioni affinché ogni villaggio del distretto fosse trasformato in un bastione difensivo, minacciando di morte chiunque si fosse rifiutato di combattere. Il 3 aprile 1945, con le truppe alleate ormai in prossimità della città, ordinò la fucilazione dell'Ortsgruppenleiter Karl Taubenberger, colpevole di non aver impedito ai civili la rimozione di una barricata anticarro. Per ammonire la popolazione, Drauz fece esporre il cadavere di Taubenberger sulla strada principale con un cartello al collo che lo marchiava come "traditore della patria".[13]

Combattimenti in strada a Heilbronn, aprile 1945.

La battaglia finale per Heilbronn ebbe inizio il 4 aprile 1945. Il 6 aprile, conscio dell'impossibilità di difendere il centro urbano ma rifiutando la resa, Drauz sciolse l'ufficio distrettuale del partito, distrusse i registri e fuggì dalla città a bordo di due autovetture scortate da un manipolo di fedelissimi.[13] Durante la fuga, percorrendo la Schweinsbergstraße, il convoglio intercettò diverse abitazioni che esponevano bandiere bianche, tra cui quella del consigliere comunale Karl Kübler.[14] Gli abitanti erano stati incoraggiati a segnalare la resa dalle stesse truppe della Wehrmacht in ritirata, desiderose di evitare ulteriori vittime civili dinanzi alla superiorità delle forze statunitensi. Drauz ordinò ai suoi uomini di aprire il fuoco indiscriminatamente contro chiunque si trovasse alle finestre o sulle soglie di casa. Nella sparatoria rimasero uccisi Karl Kübler, sua moglie Anna (colpita nel tentativo di proteggere il marito), il pastore settantaduenne Gustav Beyer e la civile Elsa Drebinger.[14] Secondo la testimonianza di Karl Weber, direttore del caseificio locale, Kübler aveva ricevuto dal sindaco Heinrich Gültig l'autorizzazione a consegnare la città senza combattere, ma l'autorità politica di Drauz, superiore a quella dell'amministrazione civile, impedì ogni tentativo di negoziazione.[15]

L'operato di Drauz causò direttamente la morte di 14 civili;[16] inoltre, i suoi ordini alle unità paramilitari di resistere a oltranza portarono a un'altra settimana di violenti combattimenti urbani, casa per casa. Questa fase finale del conflitto costò la vita a centinaia di persone e completò la distruzione di quanto ancora rimaneva della città dopo i bombardamenti aerei. A differenza di quanto accaduto a Stoccarda, dove il sindaco Karl Strölin aveva negoziato segretamente la resa per evitare ulteriori spargimenti di sangue, Heilbronn fu costretta a una strenua e inutile difesa a causa dell'opposizione di Drauz a qualsiasi forma di capitolazione.[12]

Arresto ed esecuzione

Al termine del conflitto, nel maggio 1945, Drauz era ricercato dalle autorità statunitensi per l'esecuzione sommaria di un aviatore americano avvenuta a marzo. Divenuto latitante, fuggì inizialmente a Tubinga con la famiglia; in seguito, utilizzando documenti falsi intestati a "Richard Binder", trovò rifugio presso il monastero di Dernbach a Montabaur. Nel luglio 1945, il Counter Intelligence Corps (CIC) riuscì a rintracciarlo interrogando la moglie, rientrata a Talheim per recuperare i figli. Drauz fu individuato dagli agenti Al Sandwina e Helmut Frey in un capanno del monastero e arrestato dopo aver ammesso la propria identità.[3]

Fu processato da un tribunale militare statunitense nell'ambito dei processi di Dachau (caso n. 12-1182-1).[17] La corte accertò che il 24 marzo 1945, a Brackenheim, Drauz aveva ucciso personalmente un aviatore statunitense che si era paracadutato dal proprio velivolo e si era già arreso, violando le disposizioni della Terza convenzione di Ginevra. Durante il dibattimento, Drauz tentò di giustificare l'atto definendo i piloti alleati "gangster dell'aria" responsabili dei bombardamenti sulle città tedesche. Riconosciuto colpevole di crimini di guerra, fu condannato a morte l'11 dicembre 1945. La sentenza fu eseguita tramite impiccagione il 4 dicembre 1946 presso il carcere di Landsberg am Lech. La data dell'esecuzione coincise con il secondo anniversario del bombardamento che aveva distrutto Heilbronn.[18]

Nel dopoguerra, la stampa locale (in particolare la Heilbronner Stimme) lo descrisse come una delle figure più brutali del regime nazista nel Württemberg.[19] Per la violenza dei suoi metodi, le esecuzioni arbitrarie e la responsabilità nel prolungamento delle sofferenze della città nelle fasi finali della guerra, Richard Drauz è ricordato ancora oggi a Heilbronn come una figura controversa e ampiamente disprezzata.[20]

Note

  1. ↑ Stephenson, p. 332.
  2. 1 2 3 (DE) Drauz Richard - Detailseite - LEO-BW, su www.leo-bw.de. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 (DE) Richard Drauz - NS Career and Downfall, su mahnung-gegen-rechts.de, Mahnung Gegen Rechts Extremismus. URL consultato il 15 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2014).
  4. ↑ (DE) Richard Drauz entry, su https://www.reichstag-abgeordnetendatenbank.de/. Ospitato su Reichstag Members Database.
  5. ↑ (DE) Hans Franke, Geschichte und Schicksal der Juden in Heilbronn. Vom Mittelalter bis zu der Zeit der nationalsozialistischen Verfolgungen (1050-1945) (PDF), Stadtarchiv Heilbronn, 1963.
  6. ↑ (DE) Susanne Wein, "Arisierung" und Wohltätigkeit. Die jüdischen Stiftungen in Heilbronn, in Christhard Schrenk, Peter Wanner (a cura di), Heilbronn 1933 ff. Beiträge zum Nationalsozialismus in der Stadtgeschichte, collana Quellen und Forschungen zur Geschichte della Stadt Heilbronn, vol. 22, Stadtarchiv Heilbronn, 2020, ISBN 978-3-940646-30-9.
  7. ↑ (DE) Der VfR Heilbronn und die „Affäre Franz“. Fußball im Spannungsfeld von Vereinsfanatismus und NS-Kommunalpolitik (PDF), su stadtarchiv.heilbronn.de.
  8. ↑ (DE) Andere Regionen (PDF), su d-nb.info.
  9. ↑ (DE) Susanne Schlösser, Chronik der Stadt Heilbronn. Band IV: 1933–1938, Stadtarchiv Heilbronn, 2001, ISBN 978-3-928990-77-6.
  10. ↑ (DE) Christhard Schrenk, Heilbronn 1933 ff. Beiträge zum Nationalsozialismus, Stadtarchiv Heilbronn, 2009.
  11. ↑ (DE) Christhard Schrenk, Das Jahr 1944, in Hubert Bläsi, Christhard Schrenk (a cura di), Heilbronn 1944/45 – The Life and Death of a City, Heilbronn, Stadtarchiv Heilbronn, 1995, ISBN 3-928990-53-5.)
  12. 1 2 Stephenson, p. 160.
  13. 1 2 (DE) District Leaders and War Criminals: Richard Drauz, su stadtgeschichte-heilbronn.de. URL consultato il 14 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2014). Ospitato su Heilbronn City Archives.
  14. 1 2 (DE) Freitag, 6. April 1945, su stadtarchiv.heilbronn.de. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  15. ↑ (DE) Uwe Jacobi, Das Kriegsende. Szenen 1944/45 in Heilbronn, im Unterland und in Hohenlohe, Heilbronn, Verlag Heilbronner Stimme, 1985, ISBN 3-921923-03-4.
  16. ↑ (EN) Richard Bessel, Germany 1945: From War to Peace, New York, HarperCollins, 2009, p. 62, ISBN 978-0-06-054037-1.
  17. ↑ (EN) Legal Tools, su www.legal-tools.org. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  18. ↑ (EN) Trials by U.S. Army Courts in Europe 1945 - 1948: Richard Drauz, su www1.jur.uva.nl. URL consultato il 15 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2006).
  19. ↑ (DE) F.S., Drauz und Endreß am 4. Dezember durch den Strang hingerichtet, in Heilbronner Stimme, 7 dicembre 1946.
  20. ↑ (DE) Susanne Schlösser, Die Heilbronner NSDAP und ihre „Führer“. Eine Bestandsaufnahme zur nationalsozialistischen Personalpolitik auf lokaler Ebene und ihren Auswirkungen „vor Ort“ (PDF), in heilbronnica 2. Beiträge zur Stadtgeschichte, Quellen und Forschungen zur Geschichte der Stadt Heilbronn, vol. 15, Stadtarchiv Heilbronn, 2003, p. 317.

Bibliografia

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