Rifugio Larezila

Rifugio Larezila
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Altitudine1 761 m s.l.m.
LocalitàAlpe di Lusia, Moena
Dati generali
Inaugurazione1905
Proprietàprivata

Il rifugio Larezila è un rifugio alpino di proprietà privata situato nell'Alpe di Lusia, località del comune di Moena, in provincia di Trento.

Storia

Alla fine del XVIII secolo, i membri della famiglia Iellici, arruolati come Schützen, tornarono dalla campagna contro l'invasione di Napoleone Bonaparte, e con la paga guadagnata costruirono il fienile e la stalla, oltre alle fondamenta della baita in legno in cui erano posti gli alloggi. Alla fine del XIX secolo la baita divenne un punto di ristoro per i contadini e i primi turisti escursionisti tedeschi ed inglesi che, partendo da Bolzano, raggiungevano a piedi San Martino di Castrozza.

Nel 1905 Battistol Iellici, dopo aver prestato il servizio militare per oltre 12 anni nella divisione dei bersaglieri a cavallo, chiese ed ottenne un prestito di duecento corone d'oro all'Associazione alpina tedesca e austriaca (Deutscher und Österreichischer Alpenverein) di Vienna per realizzare il rifugio escursionistico. Venne così costruito l'edificio, costituito da un piano terra con cucina e sala da pranzo, un piano rialzato con quattro stanze e la soffitta. Grazie alla sua posizione strategica, durante la Prima guerra mondiale gli austriaci vi allestirono il comando militare e poi un ospedale militare,[1] che venne visitato nel 1915 dal principe Carlo d'Asburgo in visita al fronte di Cima Bocche.[2]

Al termine della Grande guerra, il rifugio venne ampliato con una veranda in legno, e negli anni 1940 passò in gestione ad Enrico ed Angelica Iellici. Durante la Seconda guerra mondiale vi avvenne un rastrellamento da parte di una compagnia di soldati nazisti delle SS. A partire dagli anni 1960, con l'avvio del turismo di massa, il rifugio venne ulteriormente ampliato.

Note

  1. ↑ Mauro Neri, Rifugi e bivacchi in Trentino, Milano, Touring Club Italiano, 2004, pp. 94-95.
  2. ↑ Moena: si possono adottare i rifugiacquistandone le pietre, in Trentino, 20 luglio 2010.

Voci correlate