Rintone

Incisione di Rintone sulla Biografia degli uomini illustri della Sicilia, 1819

Rintone (323 a.C. – 285 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico della prima metà del III secolo a.C., creatore della ilarotragedia.

Biografia

Figlio di un vasaio, sulle sue origini coesistono notizie contrastanti: secondo Suda fu tarantino, ma la poetessa, sua contemporanea, Nosside, lo definisce siracusano in un epitaffio a lui dedicato[1]:

«Fatti una bella risata mentre stai passando

e dimmi una parola buona.
Rintone di Siracusa fui,
piccolo usignolo delle Muse;
eppure un'edera colsi parodiando la tragedia
ed essa fu tutta mia.»

Si ritiene, quindi, che fosse nativo di Siracusa, ma che si fosse trasferito e vissuto a Taranto.

Opere

È considerato il creatore dell'ilarotragedia, cioè una parodia di miti tragici[2]. In seguito venne detta fabula rhinthonica in suo onore e fu conosciuta anche a Roma[3].

Rintone creò il genere basandosi sulla farsa fliacica, che con l'uso dei simboli fallici parodiava aspetti della vita del popolo o episodi mitologici. Il poeta diede al genere maggior eleganza e finezza letteraria: cosa non semplice, considerando lo scopo farsesco che si prefiggeva un tal genere, con spunti compositivi anche dalla tragedia e in special modo da quella di Euripide.

Della produzione scenica di Rintone, che probabilmente era formata da 38 drammi, a noi restano solo 9 titoli: Coloro che montano sul letto, Eracle, Anfitrione[4], Ifigenia in Aulide, Ifigenia fra i Tauri[5], Medea, Meleagro schiavo, Oreste, Telefo. Di tali opere restano solo 28 frammenti[6], scritti tutti in dialetto dorico di Taranto.

Alcuni dei drammi buffi, come si può notare anche solo dai titoli, vestono di farsa le tragedie di Euripide: ad esempio, nell'Eracle probabilmente Rintone canzonava il semidio per la sua ghiottoneria, riprendendo in forme più farsesche un tema presente, forse, fin da Epicarmo, mentre le divinità dell'Olimpo, rispettate solo formalmente, rappresentavano i più comuni atteggiamenti e comportamenti umani.

Note

  1. ↑ AP, VII 414.
  2. ↑ Cfr. Suda, s.v.: τὰ τραγικὰ μεταῤῥυθμίζων εἰς τὸ γελοῖον.
  3. ↑ Donato, De comoedia, 6, 1.
  4. ↑ Titolo citato da Ateneo, 111c: il tema sarebbe stato ripreso da Plauto.
  5. ↑ Il tema di Ifigenia come "fanciulla in pericolo" era molto diffuso anche in ambito mimografico: cfr. P.Oxy 413.
  6. ↑ Cfr. M. E. Völker, Rhintonis fragmenta, Halle 1887.

Bibliografia

  • A. Olivieri, Frammenti della commedia greca nella Sicilia e nella Magna Grecia, Napoli, Morano, 1930, pp. 121–66.
  • W. Beare, I Romani a teatro, traduzione di M. De Nonno, Roma-Bari, Laterza, 2008, ISBN 978-88-420-2712-6.
  • M. Gigante, Rintone e il teatro in Magna Grecia, Napoli, Guida, 1971.

Collegamenti esterni

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