Rito Valla

Rito Valla

Rito Valla (Bologna, 24 maggio 1911 – Bologna, 1991) è stato uno scultore italiano, fratello dell'atleta Ondina.

Biografia

Nato da Gaetano Valla e Andreana Pezzoli,[1] si formò assieme a Luciano Minguzzi all'Accademia di Belle Arti di Bologna; conseguito il diploma aprì uno studio in città insieme al pittore Mario Bonazzi. Da quel momento cominciò a realizzare sculture che si ispiravano all'arte plastica espressionistica novecentista, stilisticamente vicine ad artisti come Marino Marini e Giacomo Manzù.[2][3]

Attività

Negli anni Trenta vi furono la premiazione per il bassorilievo Colonizzatori fascisti (altrove citato come Colonizzazione[4]) all'ultima edizione del Concorso Curlandese (1936),[5] la partecipazione alla IV Mostra Interprovinciale del Sindacato Fascista Belle Arti Emilia Romagna a Palazzo del Podestà a Bologna (28/10-30/11/1934) e alla Seconda Mostra del Sindacato Nazionale Fascista Belle Arti nella Palazzina Spagnola a Napoli (settembre-ottobre 1937)[6] e le opere Nuotatore (1937, esposto alle Prelittoriali bolognesi dell'arte[1]) e quelle del 1938 San Giovannino, statua in cemento scarna e sofferta, L'Ostacolista, opera in bronzo che rappresenta lo slancio dell'atleta nella corsa, dedicata alla vittoria alle Olimpiadi di Berlino del 1936 della sorella Ondina (la prima donna italiana, nonché la più giovane atleta, ad aver conseguito la medaglia d'oro alle Olimpiadi[7]) mentre con l'altorilievo in terracotta Giovani atleti che cantano partecipò nel 1940 alla XXII edizione della Biennale di Venezia e alla selezione di scultori e pittori italiani a Zurigo: questa imponente opera fu poi donata alla Galleria d’arte moderna di Bologna.[2][3]

Nel 1948 collocò una sua opera all'ingresso della Palazzina ex Direttissima della Montagnola a Bologna, attuale scuola materna “Lea Giaccaglia Betti”, dal titolo Corruzione morale e violenza nazifascista, ispirata alla strage di Marzabotto.[1]

Assieme all'architetto Gennaro Cosentino eseguì due monumenti dedicati ai Caduti. Nel 1953 inaugurò la stele ad Altedo la quale riporta sulla facciata nord della base l'iscrizione "Ai caduti di tutte le guerre" e su quella opposta "Ai caduti della lotta di liberazione" mentre sul lato est vi sono nove formelle in cotto raffiguranti i vari eventi accaduti dall'Unità d'Italia alla Liberazione[8] mentre l'anno successivo realizzò il Monumento ai caduti di Malalbergo nell'omonimo Comune, opera dedicata ai caduti di tutte le guerre ed in particolare alle vittime civili causate dai numerosi bombardamenti aerei avvenuti sul capoluogo durante l'ultimo conflitto. Il monumento infatti è costituito da un gruppo statuario di due figure in cotto rappresentante una madre che trascina il proprio figlio morto, entrambi posti sulla base di marmo e mosaico in ceramica:[9] tale monumento, situato in Piazza Unità d'Italia, dinnanzi alle scuole, fu realizzato in sostituzione di due lapidi danneggiate durante il bombardamento del municipio per le quali non si trovava un'adeguata collocazione nella nuova sede comunale.[10]

Presente nella Certosa di Bologna una sua grande Pietà del 1950 ca. per la famiglia Galvan, cortile della Chiesa, portico sud, mentre per quella degli industriali Carpigiani nel Chiostro Terzo, nel 1970 replicò in bronzo il San Giovannino del '38 e per l'ingresso del loro edificio aziendale ad Anzola dell'Emilia, posò l'Ostacolista ritraente la sorella Ondina.[1][11][12]

Gli anni Settanta videro, dopo una lunga pausa artistica, il ritorno di Valla alla scultura con, oltre l'opera per i Carpigiani in Certosa, una serie di fusioni in bronzo: tra le opere di questo periodo si ricordano Baccanale (1970), Il mito di Pasifae (o Il mito di Pasifal) ed Amazzone ebbra (1973), mentre dell'ultima fase sono Ballerina (1982) e Figura tragica (1983).

Fu membro del Gruppo intellettuali “Antonio Labriola” e collaborò con la 7ª brigata GAP Gianni Garibaldi, venendo riconosciuto benemerito dal luglio 1944 alla Liberazione.[1][13]

All'attività di scultore affiancò quella di designer producendo nel 1959 i progetti delle poltrone Kosmo e Mercury prodotte dalla IPE Imbottiture Prodotti Espansi poi esposte con notevole successo nel 1961 alla prima edizione della Fiera Internazionale del Mobile a Milano.[2][3]

Critica

«La sua è una scultura di vitale corporeità in cui la pienezza classica viene resa con originalità di accento, mantenendo quella grazia e vivacità che ambisce a irrecuperabili miti», riportato su Bresciaoggi in occasione di una sua mostra del 1984 a Brescia.[14]

Galleria immagini

Note

  1. 1 2 3 4 5 Rito Valla 24 maggio 1911 - 1991, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 30 giugno 2026.
  2. 1 2 3 Rito Valla - L'ostacolista (Ondina Valla) - scultura in bronzo - 1938, su digital.fondazionecarisbo.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  3. 1 2 3 Rito Valla - Mito di Parsifal - scultura in bronzo - 1973, su digital.fondazionecarisbo.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  4. ↑ Rivista "Il Comune di Bologna", gennaio 1937: Cronaca cittadina (JPG), su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  5. ↑ Le Collezioni Storiche del MAMbo 1787 - 1945, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  6. ↑ Valla Rito scultore Bologna, 1911 - Bologna, 1991, su dizionariodartesartori.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  7. ↑ Ondina Valla 20 Maggio 1916 - 16 Ottobre 2006, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  8. ↑ Allegoria del sacrificio per la patria monumento ai caduti a stele 1954 - 1954, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  9. ↑ Daniela Schiavina, Monumento ai caduti di Malalbergo 1954, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  10. ↑ Allegoria della morte del soldato - monumento ai caduti a cippo 1954 - 1954, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  11. ↑ Carpigiani (JPG), su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  12. ↑ Roberto Martorelli, Cripta Carpigiani 1970, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  13. ↑ Rito Valla Scheda ANPI (JPG), su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 6 luglio 2026.
  14. ↑ Luciano Spiazzi, Da Adamo a Pinocchio, in Brescia Oggi, 14 aprile 1984.

Bibliografia

Approfondimenti

  • Giorgio Martinelli (a cura di), Catalogo della mostra di Rito Valla alla Galleria d'arte “Il Sagittario” di Bologna, maggio-giugno 1975.
  • Anna Maria Scheible (a cura di), “Stile e Pathos nelle sculture di Rito Valla”, in “Il notiziario CIRALS, maggio-giugno 1976.
  • Alberto Zaina, “Tra artisti e gallerie”, in “Il Mattino di Brescia”, 13 aprile 1984.
  • Luciano Spiazzi, “Da Adamo a Pinocchio”, in “Brescia Oggi”, 14 aprile 1984.
  • Franco Solmi (a cura di), Catalogo della mostra di Rito Valla al “Centro Arte Cultura” di Bologna, ottobre 1988.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Valla Rito, in Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna.