Roberto da Salle

Roberto da Salle

Beato

 
NascitaSalle, 1273
MorteMorrone del Sannio, 18 luglio 1341
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione1342
Santuario principaleChiesa di San Salvatore di Salle
Ricorrenza18 luglio
AttributiCappello cardinalizio sui piedi, croce sulle spalle
Patrono diSalle

Roberto da Salle, al secolo Santuccio (Salle, 1273 – Morrone del Sannio, 18 luglio 1341), è stato un abate italiano, discepolo dell'eremita Pietro del Morrone, divenuto papa Celestino V, e procuratore generale della congregazione dei celestini dell'Ordine di San Benedetto[1]. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria il 18 luglio[1].

Biografia

L'eremo di Santo Spirito a Maiella, a Roccamorice, dove operò il beato Roberto da Salle

Roberto nacque a Salle, un piccolo paese posto lungo le pendici del massiccio montuoso della Maiella, in Abruzzo, nel 1273, battezzato col nome di Santuccio, figlio di Tommaso e Benvenuta[2]. Spinto dalla vocazione, nel 1288 conobbe l'eremita Pietro da Morrone, divenendo uno dei suoi più fedeli discepoli e facendo il proprio ingresso nella congregazione dei celestini da lui fondata, appartenente all'ordine benedettino[2].

Nel 1294 aveva appena terminato il noviziato, quando il 7 luglio questi salì al soglio pontificio col nome di papa Celestino V[1]. Contestualmente, offerse a Roberto la dignità cardinalizia, il quale preferì però restare nell'eremo di Santo Spirito a Maiella, decisione, questa, discorsa anche nel trattato De vita solitaria del poeta Francesco Petrarca[2]. Da tale momento venne raffigurato nell'iconografia con un cappello cardinalizio sui piedi ed una croce sulle spalle[1]. Continuò la propria attività a Roccamorice nel monastero di San Giorgio[1]. Il pontificato di Celestino V perdurò fino al 24 dicembre 1294, quando a sorpresa, rinunciò al soglio, venendo sostituito da papa Bonifacio VIII, il quale, subito dopo il suo ritorno sui monti maiellani, lo richiamò per farsi condurre ad Anagni[1]. Si trattava però di un diversivo: infatti per scongiurare il verificarsi di uno scisma l'ex pontefice venne fatto rinchiudere nella rocca di Fumone, dove spirò il 19 maggio 1296[1].

Quanto a Roberto, nel 1298 venne ordinato sacerdote, rimanendo nel monastero di San Giorgio, e dal 1310 al 1317 fu procuratore dell'eremo di Santo Spirito a Maiella, fondando in questo lasso di tempo a Roccamontepiano il monastero di Santa Croce e nel 1320 un altro convento a Gessopalena, dove esercitò come priore fino al seguente anno[2]. Nel 1327 venne eletto procuratore generale della congregazione dei celestini, dimostrandosi con la sua amministrazione ecclesiastica all'altezza del proprio maestro e predecessore Celestino V: infatti fece edificare e ristrutturare parecchi edifici religiosi, dei quali si ricordano la chiesa di San Tommaso di Caramanico, la chiesa di Santa Maria in Civitellis di Chieti, lo stesso eremo di Santo Spirito a Maiella, e quelli di Atessa, Gessopalena e Lama dei Peligni (in particolare la chiesa di Santa Maria della Misericordia), oltre ad alcuni ospizi per i pellegrini[2].

Fece inoltre seguire con dedizione la regola celestina e compì numerose predizioni, opere miracolose ed azioni di carità[2]. Quest'ultime, tuttavia, gli attirarono le accuse di abusi per le quali fu forzato a giustificarsi col vescovo di Chieti, ma che negli anni successivi causarono in lui forti sofferenze[1]. Ammalatosi, si ritirò a Morrone del Sannio, dove si spense il 18 luglio 1341[2].

Culto

La chiesa di San Salvatore, a Salle, dove sono conservate le reliquie del beato Roberto

Nel 1342 venne beatificato e il suo corpo fu spostato nella Badia Morronese di Sulmona, i cui resti nel 1706, a seguito dei danni causati dal terremoto della Maiella, furono conservati nella chiesa di San Salvatore, sita nel suo luogo natio[2]. La statua dedicata ne racchiude l'urna nella quale sono custodite le reliquie delle ossa[2]. Sempre a Salle, dove è patrono, viene commemorato il 18 luglio, venendo festeggiato anche nel paese in cui si spense, Morrone del Sannio, il 19 maggio, giorno nel quale ricorre la morte di papa Celestino V[2]. I suoi attributi sono il cappello cardinalizio ai piedi e la croce sulle spalle[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Sito santiebeati.it.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Parente (1961), in textu; Sito santiebeati.it.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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