Romualdo Rossi

Romualdo Rossi (Goro, 21 luglio 1877 – Roma, 10 agosto 1968) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Busto marmoreo rappresentante Romualdo Rossi

Biografia

Romualdo Rossi nacque a Goro (Ferrara) il 21 luglio 1877 da Luigi Rossi e Caterina Branchi.[1]> Emigrò giovane in Francia, Svizzera e Belgio e durante questo periodo maturò la sua formazione politica e aderì al Partito Socialista Italiano.[1] Nel 1910 fu eletto consigliere comunale sia a Mesola sia a Codigoro; nel 1912 divenne sindaco di Mesola e fu chiamato a dirigere la Camera del lavoro di Ferrara e il giornale sindacalista «La Scintilla».[1] Per la sua opposizione alla guerra di Libia fu condannato a nove mesi di carcere; riparò in Svizzera, Francia e San Marino e poté rientrare a Ferrara solo con l’amnistia del 30 dicembre 1914.[1]

Nel primo dopoguerra Rossi si avvicinò al sindacalismo rivoluzionario. Nel 1915 riaprì «La Scintilla» e partecipò alla corrente interventista che sosteneva l’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale: nel maggio 1915 firmò un «manifesto d’accordo» con i nazionalisti; arruolato come telegrafista nel genio militare, assunse posizioni antimarxiste.[1] Dopo la guerra aderì all’Unione Italiana del Lavoro e appoggiò la nascita dei sindacati fascisti nella provincia di Ferrara, diventandone uno dei principali dirigenti e partecipando anche alla fondazione dell’Unione nazionale delle cooperative (1920).[1]

L’ala sindacalista dei fascisti ferraresi fu però marginalizzata da Edmondo Rossoni. Nel 1921, quando Rossoni fu nominato segretario generale della Confederazione fascista del lavoro, Rossi, Cassio Spagnoli e Pilo Ruggeri uscirono dall’organizzazione fascista: la loro defezione dimostrava la diffidenza operaia verso il sindacalismo fascista.[2] Rossi tornò successivamente nel Partito Nazionale Fascista; fu nominato segretario della Camera del lavoro di Ferrara e nel 1925 responsabile dell’organizzazione sindacale della provincia di Udine, ma rassegnò le dimissioni dopo cinque mesi per aver sostenuto gli operai durante una vertenza salariale.[1]

Impegno politico, sindacale e giornalistico

Negli anni Dieci fu tra i promotori del giornalismo sindacalista. Collaborò con «L’Internazionale», organo della Camera del lavoro rivoluzionaria di Parma, e partecipò con Italo Balbo e Renato Castelfranchi alla fondazione della rivista fascista «Diana». Balbo lo difese pubblicamente quando Rossi fu condannato per aver criticato la monarchia sabauda. Nel corso degli anni diresse «La Scintilla», il periodico «Italia – U.R.S.S. e Oriente. Rassegna commerciale mensile» (1930) e il settimanale «L’Italia del lavoro. Giornale politico di critica e di battaglia».

Nel 1924 organizzò assemblee nelle fabbriche di Gorizia, contestando apertamente i proprietari Brunner che si opponevano all’applicazione del contratto collettivo, sostenendo i diritti dei lavoratori.

Il suo rapporto con Benito Mussolini fu complesso: amico personale, inizialmente ne sostenne l’ascesa, ma non mancò di criticarne alcune posizioni, in particolare l’avvicinamento alla Germania nazista, accusando il regime di xenofobia e di aver tradito parte degli ideali sindacalisti originari. Nel dopoguerra assunse la direzione del periodico «Patria» e continuò a pubblicare articoli e saggi, mantenendo una posizione generalmente favorevole al fascismo pur con elementi di autonomia critica.[1]

Pensiero e opere

Rossi attraversò una significativa evoluzione ideologica, passando dal socialismo al sindacalismo rivoluzionario, quindi al sindacalismo fascista e infine a una forma di adesione critica al regime.

Nel 1932 pubblicò «Mazzini e il fascismo. Sintesi critica e polemica», saggio di 91 pagine con prefazione di Emilio Settimelli, nel quale cercò di dimostrare una continuità ideale tra il pensiero mazziniano e la dottrina fascista.[3]

Nel 1933 pubblicò «Briciole di filosofia fascista», opera in cui sviluppava la retorica corporativa e sindacalista del regime.

Nel 1944 uscì «Mussolini nudo alla meta», pubblicato da La Rinascita d’Italia, considerato dalla critica una delle sue opere più apologetiche nei confronti del duce.[4] Il titolo richiamava una celebre espressione attribuita a Mussolini.

Nel 1956 pubblicò «Evoluzione del sindacalismo: da Karl Marx a Giuseppe Mazzini», un saggio storico-politico di 120 pagine in cui ripercorreva la genealogia ideologica del sindacalismo italiano.[5]

Oltre a queste opere principali, Rossi pubblicò numerosi opuscoli e pamphlet politici, tra cui:

  • Rappresaglia fascista e Fascismo (1921)
  • Attenti! Parla Balbo (1924)
  • Filippo Corridoni: tribuno del popolo (1933)
  • La bilancia de l’Osservatore romano (1934)
  • Note polemiche sul Mazzini (1934)
  • Eresie di un rivoluzionario (1935)
  • Ai margini della rivoluzione (1936)
  • Riforma costituzionale e rivoluzione fascista (1936)
  • Il fuoco (1939)
  • L’ora della Chiesa (1942)
  • Compendio di legislazione per i candidati ai concorsi magistrali (1951)
  • L’Europa al bivio (1964)

Eredità

Romualdo Rossi morì a Roma il 10 agosto 1968.[1] Rimane una figura significativa per comprendere le contraddizioni del sindacalismo italiano tra socialismo, interventismo e fascismo, nonché per la sua vasta produzione pubblicistica e letteraria.

Lista completa delle Opere

  • Rappresaglia fascista e Fascismo, 9 Aprile 1921, Roma
  • Mazzini e il fascismo : sintesi critica e polemica / Romualdo Rossi ; prefazione di Emilio Settimelli, Livorno : Massima editrice, stampa 1932 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/RAV0219643]
  • Briciole di Filosofia rivoluzionaria, Roma : Casa Editr. Pinciana, 1933 (Ind. Tip. Romana). [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0563322]
  • Filippo Corridoni : tribuno del popolo, Roma : Pianciana, 1933 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/TO01661248]
  • La bilancia de l'osservatore romano, Roma : Ideal, 1934 (Tip. F.lli Pallotta) [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0563325]
  • Note polemiche sul Mazzini di Nazzareno Mezzetti. Casa Editr. Pinciana, 1934
  • Eresie di un rivoluzionario: L'Intransigente, 1935 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/RMG0290093]
  • Ai margini della rivoluzione, Roma : Pattuglia Nera, 1936 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0563321]
  • Riforma costituzionale e rivoluzione fascista, Edizioni EZU, Milano 1936
  • Il fuoco, Roma : Ed. di Pattuglia nera, 1939 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/UBO3476625]
  • L'ora della Chiesa, Roma : Ed. Di Pattuglia Nera, 1942 (Tip. U. Quintily). [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0563324]
  • Mussolini nudo alla meta, Roma, 1944 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/LO10365085]
  • Compendio di legislazione per I candidati ai concorsi magistrali : Ordinamento dello Stato italiano e della scuola elementare. Stato giuridico dei Maestri, Firenze : F. Le Monnier, 1951 (Tip. E. Ariani e L'arte Della Stampa) [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0559156]
  • Evoluzione del sindacalismo : Da Karl Marx a Giuseppe Mazzini. Prefazione di Raffaele Passaretti. Giudizi di Giulietti e Del Fante, Roma : Ed. Di parlamento, 1956 (Tip. Babuino) [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/CUB0563323]
  • Evoluzione del sindacalismo : Da Karl Marx a Giuseppe Mazzini. Roma : Ediz. di Parlamento, 1956 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/PAL0219223]
  • L'Europa al bivio / Romualdo Rossi, Roma : Pallotta, 1964 [Identificativo SBN http://id.sbn.it/bid/FOG0234579]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Rossi Romualdo, su originifascismoer.it, Le origini del fascismo in Emilia-Romagna. URL consultato il 7 maggio 2026.
  2. ↑ Paul Corner, Le basi di massa del fascismo: il caso di Ferrara, in Rivista storica del socialismo, 1974, pp. 2158–2172.
  3. ↑ Mazzini e il fascismo, su id.sbn.it, Servizio Bibliotecario Nazionale. URL consultato il 7 maggio 2026.
  4. ↑ Mussolini nudo alla meta, su id.sbn.it, Servizio Bibliotecario Nazionale. URL consultato il 7 maggio 2026.
  5. ↑ Evoluzione del sindacalismo, su id.sbn.it, Servizio Bibliotecario Nazionale. URL consultato il 7 maggio 2026.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 204513498 · ISNI (EN) 0000 0004 4930 8380 · SBN RAVV083871 · BAV 495/253840