Rondò K 511

Rondò K 511
Copertina dell'edizione Hoffmeister del Rondò K 511, 1787
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
TonalitàLa minore
Tipo di composizionerondò
Numero d'operaK 511
Epoca di composizioneVienna, marzo 1787
PubblicazioneHoffmeister, Vienna, 1787
AutografoLipsia, biblioteca storica dell'editore Peters
Durata media10/11 min.
OrganicoPianoforte
Movimenti
Ascolto
Rondò in La minore. Pianoforte David H. Porter (info file)

Il Rondò in La minore K 511 è una composizione per pianoforte scritta da Wolfgang Amadeus Mozart tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo del 1787 a Vienna.

Storia

Il brano fu scritto nel periodo in cui il compositore aveva avuto grandi riscontri con Le nozze di Figaro, stava accingendosi a comporre il Don Giovanni e aveva raggiunto la piena maturazione artistica. In attesa che Lorenzo Da Ponte terminasse il libretto per la nuova opera, Mozart si dedicò a diversi lavori tra cui due quintetti per archi K 515 e K 516, la celebre Eine kleine Nachtmusik e il Rondò in La minore. Non ci è pervenuto alcun manoscritto autografo della composizione; il musicista annotò il Rondò nel suo personale catalogo delle opere come compiuta l'11 marzo 1797. Il musicologo Simon P. Keefe ipotizza che il Rondò sia stato addirittura improvvisato durante il soggiorno a Praga nel gennaio 1797 e non scritta come normale composizione.[1] Probabilmente il Rondò fu eseguito in pubblico per la prima volta durante un concerto di beneficenza tenuto da un musicista amico di Mozart, l'oboista Friedrich Ramm, il 14 marzo.[2]

Analisi

Mozart sperimenta in questo Rondò nuove forme di linguaggio musicale in cui troviamo atmosfere preromantiche. Nella parte centrale si notano momenti già vicini a Schubert[3] mentre a tratti non mancano echi timbrici della musica che sarà caratteristica di Chopin.[4]

Mozart rinuncia in questo pezzo alla varietà di idee che caratterizzavano le sue composizioni e si pone piuttosto l'obiettivo di una coerenza d'insieme e l'indagine dei propri sentimenti più intimi, nel non risolto conflitto tra passionalità e fatalità. Il compositore si allontana dai brani precedentemente scritti per pianoforte, per avvicinarsi a una scrittura strumentale in cui il pianoforte non esibisce virtuosismo ma descrive sentimenti.

Da ricordare che Mozart nel manoscritto non parla di Rondò ma di andante, forse consapevole della distanza che separava le composizioni galanti allora in voga da quanto aveva composto; ma di un Rondò si tratta se ne analizziamo la struttura, il cui tema principale viene ripreso più volte (quasi un refrain) ma con una intensità cromatica, una raffinatezza contrappuntistica, un'introspezione, piccole divagazioni e incisi che stravolgono l'atteso carattere "disimpegnato" per giungere invece a toccare le corde più sensibili dell'animo.

Note

  1. ↑ Simon Keefe, Mozart in Vienna: The Final Decade, Cambridge, Cambridge University Press, 2017, pp.483-484
  2. ↑ Ullrich Scheideler, Mozart Rondo A-moll KV 511. Prefazione, Monaco, G. Henle Verlag, 2009, pp. II-III
  3. ↑ Sergio Sablich, Rondò per pianoforte in La minore, K 511
  4. ↑ Enrico Stinchelli, Mozart, la vita e l'opera, Roma, Newton & Compton, 1996, p. 90

Collegamenti esterni

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