Rosetta Ernestine Carr
Rosetta Ernestine Carr, nata Rosetta Ernestine Watson (Drummond, 1845 – Ottawa, 6 luglio 1907), è stata una fotografa canadese.
Biografia
Dalle poche notizie che filtrano sulla vita della fotografa canadese, fu una dei dieci figli dell'agricoltore Henry (1806-1893) e di Rosetta Goodall (1808-1888)[1][2]. Il nonno paterno, John (nato nel 1777 circa), fu un soldato britannico che, dopo la guerra anglo-americana del 1812, si stabilì nei pressi della cittadina di Perth[3][4]. La data di nascita del 1845 è probabilmente approssimativa[1].
Intorno al 1870 la ragazza partì per New York ed in seguito per New Haven dove imparò la fotografia. Rientro in Canada intorno al 1880 impiegandosi nello studio di Ottawa di William Notman. Notman era un fotografo e uomo d'affari molto famoso all'epoca, tanto da possedere una catena di 14 atelier in Canada e in America nei quali lavoravano 55 fotografi dipendenti[4].
Non è certo se e quando abbia incontrato il suo futuro marito: nel periodo americano oppure negli anni in cui lavorò ad Ottawa. Sta di fatto che dal 1880 circa, lei si presentò come vedova di John Carr. Nonostante ricerche non è stato rinvenuto alcun registro, alcun indizio, alcun testo di un matrimonio, ma neppure dell'esistenza di un tale di nome John Carr. Tutto ciò ne fa dubitare l'esistenza. Nel caso che la donna si sia sposata, John Carr sarebbe morto entro un anno o due dal loro matrimonio. Infatti, soltanto a partire dal 1884 le donne in Canada ottennero gli stessi diritti in merito alla proprietà rispetto agli uomini. Prima di quella data, le donne non ne avevano diritto ed erano esse stesse di proprietà del padre, finché non diventavano proprietà del marito. Presentarsi come "vedova" Rosetta Watson-Carr poteva darle alcuni vantaggi, ad esempio in campo fotografico[4]. Secondo un'altra ipotesi, il marito di Rosetta potrebbe essere stato un collega fotografo incontrato negli Stati Uniti, Fred Carr (1840 circa-1882)[1].
Nel 1883 Carr si trasferì a Winnipeg, l'anno successivo acquistò l'attività fotografica "Searl & Company" da George William Searl (nato probabilmente nel 1846). Searl aveva fondato l'azienda solo un anno prima, il quale restò molti anni tra i numerosi dipendenti di Carr. Nella stampa cittadina, gli articoli inerenti l'acquisto dell'attività, non fecero alcun riferimento al fatto che l'acquirente fosse una donna, forse non fu diffusa la notizia per evitare di rendere l'azienda meno appetibile al pubblico. Cambiò il nome dell'azienda in "American Art Gallery"[4].
Nei primi anni Ottanta dell'Ottocento aumentò di molto il numero di studi fotografici a Winnipeg, facendosi tra loro una concorrenza agguerrita. Fu necessario mantenere alti livelli tecnici e artistici e Carr dimostrò ottima capacità di manipolare la stampa a lastra secca, una novità a Winnipeg[3]. Si trattava del nuovo procedimento che l'inglese Richard Leach Maddox aveva pubblicato sul British Journal of Photography nel 1871 nel quale spiegava come sostituire il collodio con una nuona ricetta, sciogliendo cioè nella gelatina il bromuro di cadmio e il nitrato d'argento, formando in questo modo una reazione, ottenendo il bromuro d'argento, con il quale spalmare le lastre di vetro, lasciandole seccare. Un procedimento che peraltro permise l'industrializzazione di lastre già predisposte in scatole confezionate[5].
In seguito Carr adottò altri metodi quali il processo a pastello fotografico e la platinotipia. Fece vari viaggi negli Stati Uniti per gli aggiornamenti tecnici e per visitare gallerie fotografiche, ma anche per trovare personale già specializzato. Come donna d'affari, usò vari strumenti come prezzi speciali per neonati e bambini, buoni sconto, francobolli, tariffe scontate per le festività e programmi inclusivi con mostre e musica gratuite. Carr disponeva di salotti arredati con gusto ed eleganza, ampi studi ben illuminati, camerini e sale di lavoro dotati di "ogni comfort e delle attrezzature più moderne"[3].
Particolarmente dotata nel ritratto per le pose disinvolte, le espressioni naturali dei soggetti, le luci diffuse che creavano sfumature, ebbe tra i suoi clienti esponenti della buona borghesia cittadina e regionale e personaggi pubblici come John Norquay (1841-1889), premier del Manitoba, l'arcivescovo cattolico Alexandre Antonin Taché. Ritrasse numerosi bambini, infermieri ospedalieri, studenti universitari, giocatori di hockey, e molti alti. Fotografò i paesaggi della campagna tra Port Arthur e le Montagne Rocciose. Ricevette una medaglia e un diploma alla mostra "Colonial and Indian Exhibition" di Londra nel 1886[4].
I direttori della "Winnipeg Industrial Exhibition" rimasero molto colpiti dal lavoro della fotografa che, nonostante fosse una donna, nel 1893 le concessero il diritto esclusivo di scattare fotografie nell'area espositiva durante la fiera di quell'anno. Negli anni Novanta dell'Ottocento la produzione e la vendita di foto ricordo in occasione di tali eventi rappresentava un'attività piuttosto redditizia. Gli altri fotografi di Winnipeg boicottarono la mostra per l'indignazione, lasciando che le diverse centinaia di opere di Carr si aggiudicassero tutti i premi[4].
I suoi ultimi anni furono segnati da problemi di salute. Vendette lo studio nel 1899 e si trasferì ad Ottawa andando ad abitare dalla sorella Rebecca Watson-Sproule (1837-1915). Morì sette anni dopo di anemia perniciosa e insufficienza cardiaca. Fu sepolta nel cimitero anglicano di St. John della città, sulla sua lapide si legge: "Rosetta Watson, moglie di John Carr, deceduta il 6 luglio 1907, all'età di 62 anni". Se John Carr fosse stato un personaggio immaginario, Rosetta si attenne alla sua storia fino alla fondo[4].
Solo nel 1983 con il recupero condotto dalla studiosa Laura Jones che riscoprì il patrimonio delle fotografe del XIX secolo e dei primi anni del XX secolo, realizzando una mostra, allestita in varie sedi del paese, tra le quali la Art Gallery of Ontario e il Museum London dell'Ontario, si è potuto conoscerne il valore.[6]
Note
- 1 2 3 (EN) Gordon Goldsborough, Manitoba Photographers: Rosetta Ernestine Watson Carr (c1845-1907), in Manitoba Historical Society Archives, 12 agosto 2020. URL consultato il 7 novembre 2025.
- ↑ Gli altri figli furono: Mary Watson-Cromwell (1831-1898), Elizabeth Watson (1834-1930), Alexander Watson (1835-prima del 1859), Saunders Watson (1837-1897), Rebecca Watson-Sproule (1837-1915), William G. Watson (1840-1910), Henry Watson (1843-prima del 1893), Charles Watson (1848-1888), Caroline Watson-Nichol (1850-1888) e Harriet Alecia WatsonMcKenney (1851-1903), secondo quanto riportato da Ron W. Shaw in Rosetta Ernestine Watson-Carr (1845-1907) (PDF)
- 1 2 3 (EN, FR) Virginia G. Berry, WATSON, ROSETTA ERNESTINE (Carr), in Dictionary of Canadian Biography, vol. 13, Università di Toronto/Università Laval, 1994. URL consultato il 7 novembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Ron W. Shaw, Rosetta Ernestine Watson-Carr (1845-1907) (PDF), in Perth & District Historical Society - Photographic Artist. URL consultato il 7 novembre 2025.
- ↑ Francesca Testa, Il negativo e la diapositiva su lastra alla gelatina bromuro d'argento, in MDS - Mar dei Sargassi, 21 febbraio 2024. URL consultato il 7 novembre 2025.
- ↑ (EN, FR) Sarah Bassnett, Sarah Parsons, Minna Keene (1861, Arolson, Germany–1943, Oakville, Ontario) and Violet Keene Perinchief (1893, Bath, England–1987, Oakville, Ontario), in Art Canada Institute/Instutute de l'Art Canadien - Photography in Canada, 1839-1989. URL consultato il 7 novembre 2025.
Bibliografia
- Laura Jones, Rediscovery. Canadian Women Photographers 1841-1941, London Regional Art Gallery, 1983 - ISBN 978-0920872253 - catalogo della mostra, contiene le foto di: Rosetta Ernestine Carr, Clara Dennis, Margaret Jane Dukelow, Millie Gamble, Mattie Gunterman, Elsie Hollway, Minna Keene, Hannah Maynard, Annie G. McDougall, Geraldine Moodie, Gladys Reeves, Madge Smith, Edith Watson