Rostislav Zacharov
Rostislav Vladimirovič Zacharov (in russo Ростислав Владимирович Захаров?; Astrachan', 7 settembre 1905 – Mosca, 15 gennaio 1984) è stato un coreografo, regista teatrale, direttore artistico e ballerino sovietico. Profondo conoscitore dell'opera di Konstantin Sergeevič Stanislavskij,[1] Zacharov "individuò la portata innovativa del balletto sovietico [...] nella 'democratizzazione' del linguaggio della danza che aveva assimilato le danze folkloriche, nell'estensione dei suoi mezzi espressivi e del vocabolario di gesti, pose e movimenti, nel realismo sia scenico che psicologico, con la possibilità di esprimere pensieri, sentimenti e azioni degli essere umani".[2]
Biografia
Nato ad Astrachan' nel 1907,[3] Rostislav Zacharov studiò danza all'Accademia di danza Vaganova, diplomandosi nel 1925.[1] Successivamente, iniziò a danzare in Ucraina, dove fu ballerino del Balletto di Charkiv e poi del Balletto di Kiev tra il 1926 e il 1929.[1] Qui portò al debutto il suo primo balletto, Il sogno del marinaio, a cui seguì un proprio allestimento del Don Chisciotte nel 1929.
Nel 1934 si affermò al Balletto Kirov grazie alla sua coreografia più celebre, La fontana di Bachčisaraj.[4] Il balletto segnò anche la consacrazione Galina Sergeevna Ulanova, prima interprete del ruolo della protagonista Maria.[5] Zacharov rimise mano alla propria coreografia nel 1936 in occasione del debutto de La fontana con il Balletto Bol'šoj, di cui Zacharov fu direttore artistico dal 1936 al 1939[6] e principale coreografo per vent'anni. Qui portò al debutto la Cenerentola di Sergej Sergeevič Prokof'ev nel 1945;[7] nel 1960 co-diresse con Aleksandr Arturovič Rou l'omonimo adattamento cinematografico del balletto di Prokof'ev. Zacharov era già stato contattato da Prokof'ev una decina di anni prima, durante la preparazione del suo Romeo e Giulietta,[8] ma la collaborazione non andò in porto e fu Leonid Michajlovič Lavrovskij a curare le coreografie della prima mondiale nel 1938.
Al Teatro Bol'šoj non creò solo balletti originali, ma lavorò anche come regista teatrale di diverse opere liriche, incluso Ruslan e Ljudmila (1937), Guglielmo Tell (1943) e un allestimento della Carmen rimasto nel repertorio per oltre quarant'anni, dal 1943 agli anni Ottanta; curò anche le coreografie di Guerra e pace, portata in tournée dalla compagnia del Bol'šoj e rappresentata anche al Teatro alla Scala nel 1966.[9] Parallelamente all'attività coreografica, diresse l'Accademia statale di coreografia di Mosca tra il 1945 e il 1947,[6] diventando poi professore di coreografia all'Università russa di arti teatrali dal 1951.
Fu inoltre un prolifico autore di manuali e saggi sul balletto, nonché teorico del drambalet. Infatti, ne L'arte della coreografia (1954), Zacharov articolò la sua filosofia e andò ad individuare nell'arte folklorica e nel realismo di Stanislavskij i due caposaldi che avrebbero salvato il balletto russo dalle sperimentazioni formaliste degli anni Venti e Trenta, affinché anche la danza classica potesse abbracciare il filone del realismo sovietico.[10] Seguendo le teorie di Stanislavskij, Zacharov sosteneva che l'immedesimazione del ballerino del personaggio avrebbe portato alla creazione di una danza appassionata e libera, in cui il vocabolario espressivo della danza classica e il virtuosismo tecnico non erano un fine, bensì un mezzo.[11]
Morì a Mosca nel 1984 all'età di settantasei anni.
Riconoscimenti
Per il suo contributo al teatro russo fu proclamato Artista del popolo della RSFSR nel 1951 e Artista del popolo dell'Unione Sovietica nel 1969. Fu inoltre due volte vincitore del Premio Stalin, rispettivamente per i suoi allestimenti di Guglielmo Tell (1943)[12] e Cenerentola (1945) al Teatro Bol'šoj.[13]
Filmografia
- Cenerentola (Хрустальный башмачок) (1960)
Onorificenze
Note
- 1 2 3 Horst Koegler, Dizionario della danza e del balletto, Gremese Editore, 1998, p. 516, ISBN 978-88-7742-262-0.
- ↑ Annamaria Corea, Raccontar danzando: Forme del balletto inglese nel Novecento, Sapienza Università Editrice, 2017, ISBN 978-88-9377-027-9.
- ↑ (ES) Carmen Paris e Javier Bayo, Diccionario biográfico de la danza, Lib Deportivas Esteban Sanz, 1997, p. 359, ISBN 978-84-85977-62-8.
- ↑ Musica in scena: L'arte della danza e del balletto, Unione tipografico-editrice torinese, 1995, p. 374, ISBN 978-88-02-04939-7.
- ↑ (EN) Zoë Anderson, The Ballet Lover's Companion, Yale University Press, 2015, p. 188, ISBN 978-0-300-15428-3.
- 1 2 Zacharov, Rostislav - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Alberto Testa, Cento grandi balletti. Una scelta dal repertorio del migliore teatro di danza, Gremese Editore, 2007, p. 29, ISBN 978-88-8440-455-8. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) David Zolotnistky, Sergei Radlov: The Shakespearian Fate of a Soviet Director, Routledge, 2021, p. 144, ISBN 978-1-134-36073-4.
- ↑ Dettaglio Spettacolo, su www.teatroallascala.org. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Christina Ezrahi, Swans of the Kremlin: Ballet and Power in Soviet Russia, University of Pittsburgh Pre, 2012, ISBN 978-0-8229-7807-7. URL consultato l'114.
- ↑ (EN) Jennifer Homans, Apollo's Angels: A History Of Ballet, Granta Publications, 2013, ISBN 978-1-84708-454-5.
- ↑ (RU) Постановление Совета Народных Комиссаров Союза ССР О присуждении Сталинских премий за выдающиеся работы в области искусства и литературы за 1942 год (PDF), su pressa-voiny.ru. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (RU) В СОВЕТЕ МИНИСТРОВ СОЮЗА CCP О ПРИСУЖДЕНИИ СТАЛИНСКИХ ПРЕМИЙ ЗА ВЫДАЮЩИЕСЯ РАБОТЫ В ОБЛАСТИ ИСКУССТВА И ЛИТЕРАТУРЫ ЗА 1945 ГОД (PDF), su portal-kultura.ru. URL consultato il 21 febbraio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Zacharov, Rostislav, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Rostislav Zakharov, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (RU) Rostislav Zacharov, su Grande Enciclopedia Russa, Grande Enciclopedia Russa.
- (EN) Rostislav Zacharov, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 161814093 · ISNI (EN) 0000 0000 6313 5333 · SBN BVEV033315 · Europeana agent/base/10662 · LCCN (EN) n84159733 · GND (DE) 124225942 · BNF (FR) cb14849307b (data) · J9U (EN, HE) 987007442989705171 |
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