Rudolph Tegner

Eracle e il cinghiale (1919)

Rudolph Tegner (Copenaghen, 12 luglio 1873 – Gribskov (Esbønderup), 5 giugno 1950) è stato uno scultore danese, legato al movimento simbolista. All'inizio del XX secolo le sue sculture suscitarono notevoli polemiche in Danimarca. Molte delle sue opere sono esposte nel Museo Rudolph Tegner a nord di Copenaghen.[1].

Biografia

Tegner nacque a Copenaghen. Era figlio del politico e uomo d'affari Jørgen Henry August Tegner e di sua moglie Signe Elisabeth Puggaard. Studiò all'Accademia delle belle arti di Copenaghen.

Carriera

Da giovane si recò in Grecia e in Italia, dove rimase particolarmente colpito dalle sculture di Michelangelo nelle Cappelle medicee. La sua prima opera importante, A Faun (1891), fu installata nel Castello di Charlottenburg. Dal 1890 al 1893 collaborò con lo scultore norvegese Gustav Vigeland, poi si trasferì a Parigi, dove rimase fino al 1897. Le sculture di Tegner svilupparono le innovazioni stilistiche dell'Art Nouveau e il realismo erotico di Auguste Rodin. Questo causò un ampio dibattito in Danimarca, ancora fortemente influenzata dai sobri ideali neoclassici di Bertel Thorvaldsen. Tegner, al contrario, enfatizzava le forme monumentali e violente, che erano allo stesso tempo accattivanti e provocatorie.[2]

Influenze

Tegner venne profondamente influenzato dalle idee di Friedrich Nietzsche, soprattutto quelle filtrate dagli scritti di Georg Brandes. Creò una statuetta intitolata Lucifero con la testa di Brandes (1902), un riferimento al soprannome di Brandes, “Lucifero”. È stata descritta come una rappresentazione dell'autore quasi come se fosse “il suo peggior nemico, o almeno come se non avesse paura di prendersi in giro”.[3] Le immagini di figure in lotta influenzate dalle idee di Nietzsche sono presenti in tutta la sua opera.[4] Lo stesso Brandes difese l'opera più controversa di Tegner, un monumento al medico e premio Nobel Niels Ryberg Finsen, installato a Copenaghen nel 1909. Mostra un uomo nudo in piedi affiancato da due donne nude inginocchiate, che si protendono verso il cielo. La scultura era intitolata Mod lyset (Verso la luce).[5] Simboleggiava la principale teoria scientifica di Finsen, secondo cui specifiche lunghezze d'onda della luce solare hanno proprietà curative.[6]

Vita privata

Nel 1911 Tegner sposò la pittrice Elna Jørgensen (1889-1976). Nel 1916 comprò un terreno brullo e incolto a Selandia, vicino a Helsingør. Poi costruì un museo e un parco di sculture dedicato al suo lavoro in questo paesaggio desolato. Dal 1917 in poi espose lì diverse sue sculture, soprattutto su temi classici. Creò anche un edificio in uno stile minimalista senza compromessi che doveva fungere da museo per le sue opere. Tra le opere esposte c'è la scultura Eracle e il cinghiale (1919).

Rudolph Tegner morì il 5 giugno 1950. Fu sepolto in un mausoleo al centro del complesso museale, aperto al pubblico.[4]

Note

  1. ↑ (DA) Rudolph Tegner, su Kunstindeks Danmark/Weilbachs Kunstnerleksikon. URL consultato il 1º gennaio 2021.
  2. ↑ (DA) Anne Halds, Erotikken hos Rudolph Tegner og Rudolph Tegners udvikling som billedhugger.
  3. ↑ (EN) Vejen Kunstmuseum, Vejen, Denmark.
  4. 1 2 (DA) Bjørn Nørgaard, Rudolph Tegners Museum og Statuepark, Rudolph Tegners Museum, 1987.
  5. ↑ (EN) Reaching towards the light, Tegner Museum.
  6. ↑ (EN) Medicine, su nobelprize.org, 1903. URL consultato il 27 settembre 2025.
    «Il premio Nobel gli è stato conferito “in riconoscimento del suo contributo alla cura delle malattie, in particolare del lupus vulgaris, mediante l'uso di radiazioni luminose concentrate, aprendo così una nuova strada alla scienza medica”»

Bibliografia

  • (DA) Hans Jørgen Bonnichsen, Myten Rudolph, Tegners skitser og malerier, Rudolph Tegners Museum, 2003, ISBN 87-989591-0-7.

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