Rue Montorgueil
| Rue Montorgueil | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Parigi |
| Circoscrizione | I e II arrondissement |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Via |
| Lunghezza | 360 m |
| Collegamenti | |
| Intersezioni | rue Bachaumont, rue Greneta, rue Léopold-Bellan, rue Mandar, rue Marie-Stuart, rue Mauconseil, rue Rambuteau, rue Saint-Sauveur, rue Tiquetonne, rue de Turbigo, rue des Petits-Carreaux e rue Étienne-Marcel |
| Mappa | |
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Rue Montorgueil è una via che si snoda attraverso il I arrondissement e il II arrondissement di Parigi, in Francia.
Tracciato
La rue Montorgueil si sviluppa lungo un orientamento nord-sud, con la sua porzione meridionale situata nel I arrondissement di Parigi e quella settentrionale nel II arrondissement. La strada ha inizio a sud, nei pressi della chiesa di Saint-Eustache, all'intersezione tra rue Montmartre e rue Rambuteau, e si estende per circa 360 metri verso nord, terminando all'incrocio tra rue Léopold-Bellan e rue Saint-Sauveur. A nord, infine, la rue Montorgueil prosegue con la rue des Petits-Carreaux. Costituisce l'asse principale di un'area pedonale vivace e frequentata, caratterizzata da una vasta presenza di negozi alimentari e ristoranti.
Lungo il suo percorso, la rue Montorgueil è collegata o intersecata da diverse vie, elencate da sud a nord:
- nn. 36-38: rue Mauconseil;
- nn. 29-39 e 40-44: rue Étienne-Marcel, che delimita il confine tra il I e il II arrondissement;
- nn. 39-41 e 50-52: rue Tiquetonne;
- nn. 60-62: rue Marie-Stuart;
- nn. 57-59: rue Mandar;
- nn. 78-80: rue Greneta;
- nn. 63-67: rue Bachaumont.
La strada è servita dalla linea 3 della metropolitana di Parigi alla stazione Sentier e dalla linea 4 alle stazioni Les Halles ed Étienne Marcel.
Toponomastica
Fin dal XIII secolo, la strada è conosciuta con il nome di «mont Orgueilleux» (vicus Montis Superbi), in riferimento a un’altura o piccolo colle – oggi corrispondente al quartiere di Bonne-Nouvelle – la cui sommità è occupata dall’attuale rue Beauregard.[1] Secondo quanto narrato nel romanzo I miserabili di Victor Hugo, invece, il nome «Montorgueil» deriverebbe dallo strumento utilizzato per sollevare carichi pesanti a breve altezza, il cric, anticamente chiamato «l’orgueil» (ossia l’orgoglio).
Storia

Una petizione degli abitanti di rue Montorgueil, datata 17 dicembre 1498, richiedeva la demolizione di una falsa porta situata lungo la via, responsabile di un restringimento della carreggiata che provocava gravi ingorghi. Tale situazione favoriva inoltre l’accumulo di immondizia, cattivi odori e infezioni, rendendo l’area simile a una discarica e agevolando la proliferazione di ladri. La demolizione della porta fu autorizzata nel 1503.[2]
Con l’apertura, nel 1645, della porta Poissonnière all’interno delle mura di Luigi XIII, rue Montorgueil divenne uno dei principali punti di arrivo per i prodotti ittici provenienti dai porti del nord della Francia (chemin des Poissonniers), in particolare le ostriche, che venivano vendute in un mercato situato all’altezza di rue Étienne-Marcel. Questa tradizione è ancora oggi viva, testimoniata in particolare dal ristorante Au Rocher de Cancale (prima al numero 59, poi al 78). L’ufficio vendite della Société des huîtres d'Étretat et de Dieppe era ubicato al 61-63, mentre le ostriche di Fécamp venivano vendute nelle vicinanze di rue Tiquetonne. Nel cortile della locanda Le Compas d’Or si trovava un capannone per le diligenze in partenza per Dreux.[3]
La via è citata con il nome di “rue de Montorgueil” già in un manoscritto del 1636, il cui verbale di visita, datato 22 aprile dello stesso anno, la descrive come «sporca, fangosa, con diverse pozze di immondizia». Nel 1660, un convento di suore della Visitazione si insediò nella strada, ma vi rimase fino al 1673, anno in cui si trasferirono in rue du Bac.
Edifici di rilievo
La strada conserva ancora oggi numerose testimonianze storiche e architettoniche, in particolare:
- N. 15, 17 e 19: insieme di edifici risalenti al XVIII secolo;[4][5][6]
- N. 38 e 40 (angolo con rue Mauconseil): sede del ristorante L’Escargot Montorgueil, fondato nel 1832 e specializzato nella cucina borgognona, in particolare nei piatti a base di lumache. Frequentato da personalità come Marcel Proust, Sarah Bernhardt, Sacha Guitry, Pablo Picasso e Charlie Chaplin, il suo interno in stile Secondo Impero è classificato come monumento storico;[7][8]
- Numero 42 (oggi scomparso): un tempo vi sorgeva la halle aux huîtres (mercato delle ostriche), demolita in seguito all’apertura di rue Réaumur. Il mercato era costituito da un ampio cortile chiuso da una grata in legno;
- N. 47: nel XVIII secolo ospitava l’*ufficio centrale delle portantine, incaricato dell’organizzazione del servizio di trasporto a mano per persone e merci;
- N. 51: edificio del XVIII secolo, al cui piano terra si trova la celebre pasticceria Stohrer, fondata nel 1720 da un ex pasticciere di corte di Luigi XV. Considerata all’origine del babà al rum, la pasticceria conserva pannelli decorativi di Paul Baudry ed è stata ritratta da numerosi artisti;
- N. 64: ingresso della storica locanda Le Compas d'Or, attiva dal XVI secolo. L’edificio, situato all’angolo con rue Marie-Stuart, si estendeva fino ai numeri 74 e includeva un vasto cortile con un capannone per le diligenze dirette a Dreux, Creil e Gisors. La struttura, sorretta da pilastri in muratura, misurava circa 15 metri di campata e 20 di profondità. La locanda è citata anche da Émile Zola nel romanzo Il ventre di Parigi;
- N. 78: ristorante «Le Rocher de Cancale»;[9]
- N. 86: ultimo domicilio del resistente José Roig, arrestato e giustiziato dai nazisti nel 1941.[10]
- Edifici di rilievo
- N. 15.
- N. 17.
- N. 19.
N. 51: pasticceria «Stohrer».
N. 73: targa in memoria di Jean Diot e Bruno Lenoir.
N. 78: ristorante «Le Rocher de Cancale».
La rue Montorgueuil nelle arti
Victor Hugo menziona la strada nel suo capolavoro I miserabili nel 1862:
«Quando si trattava di lavorare sodo, di tirare un cavo o di girare un argano, Jean Valjean valeva quattro uomini. A volte sollevava e sosteneva pesi enormi sulla schiena e, all’occorrenza, sostituiva quello strumento chiamato cric e che un tempo si chiamava orgueil, da cui, tra l’altro, prende il nome la rue Montorgueil vicino alle Halles di Parigi»
Ne Il ventre di Parigi, pubblicato nel 1873, Émile Zola fa menzione della locanda Le Compas d'Or, situata al n. 64 della strada:
«Sarebbe gentile da parte sua custodire la mia merce mentre vado a parcheggiare la vettura... È a due passi, in rue Montorgueil, al Compas d'Or.»
La rue Montorgueil è infine anche un olio su tela dipinto nel 1878 da Claude Monet, che scelse di raffigurare il paesaggio urbano della strada in un momento di vibrante entusiasmo patriottico, con una moltitudine di tricolori francesi colti con le tipiche virgolettature impressioniste.
Note
- ↑ (FR) Jean de La Tynna, Dictionnaire topographique, étymologique et historique des rues de Paris, 1817.
- ↑ François Bonnardot, Registres des délibérations du Bureau de la ville de Paris, I, pp. 86-87.
- ↑ Panneau Histoire de Paris, 73 rue Montorgueil.
- ↑ (FR) Notice n° PA00085901, in base Mérimée, ministère français de la Culture.
- ↑ (FR) Notice n° PA00085902, in base Mérimée, ministère français de la Culture.
- ↑ (FR) Notice n° PA00085903, in base Mérimée, ministère français de la Culture.
- ↑ (FR) L'Escargot Montorgueil, ambiance des années 1930 à Paris, su linternaute.com. URL consultato il 17 gennaio 2021.
- ↑ (FR) Restaurant l'Escargot Montorgueil, in base Mérimée, ministère français de la Culture.
- ↑ (FR) Ancien restaurant Le Rocher de Cancale, in base Mérimée, ministère français de la Culture.
- ↑ (FR) Le nommé José Roig de Paris, condamné pour aide à l'ennemi par recrutement en faveur de l'armée de l'ex-Gal de Gaulle, a été fusillé aujourd'hui, Paris Musées, su parismuseescollections.paris.fr.
- ↑ (FR) Le Ventre de Paris, Wikisource, p. 7.
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